“I giovani imprenditori crescono solo nei campi”, la provocazione di Coldiretti: “Il 19% è laureato, mentre negli altri settori le imprese under 35 crollano”
Sul piano produttivo la maggioranza dei giovani imprenditori sono impegnati nella coltivazione di ortaggi (13% del totale) ma una quota importante riguarda il settore delle produzioni agricole associate all’allevamento di animali (11%) e al vino (10%). Barbacovi: “Il settore agricolo è diventato un punto di riferimento importante per le nuove generazioni”

TRENTO. Braccia rubate all’agricoltura, una frase che un tempo veniva usata per schernire chi non mostrava particolare attitudine allo studio, ora però non è più così: l’agricoltura infatti è sempre più tecnologica, inoltre, come riporta Coldiretti, un giovane imprenditore su cinque (il 19%) è laureato.
Non solo, perché i giovani che scelgono l’agricoltura sono in aumento, sono 55mila gli under 35 che hanno scelto di costruirsi un futuro investendo nella terra, dalla coltivazione all’allevamento, dall’agriturismo alle vendite dirette fino alle bioenergie e all’economia green. Secondo l’analisi dell’associazione di categoria, realizzata in collaborazione con Centro Studi Divulga, tra le imprese guidate da giovani crescono solo quelle agricole, con un aumento dell’1% negli ultimi dieci anni in controtendenza rispetto al crollo degli altri settori (-13%).
“Nello spazio di un decennio, tra crisi, pandemia e guerra, il settore agricolo – spiega il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi – è diventato di fatto il punto di riferimento importante per le nuove generazioni, al contrario di altri settori dove si registrano crolli del numero di imprese under 35 che vanno dal 24% per le costruzioni al 25% per il commercio al dettaglio, dal 28% per il tessile al 48% per le telecomunicazioni. Occorre sostenere il ritorno alla terra dei giovani e la capacità dell’agricoltura italiana di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale superando gli ostacoli burocratici che si frappongono all’insediamento”.
Nel corso dell’ultimo anno, in Italia, sono nate in media 17 nuove imprese agricole giovani al giorno. “Le aziende guidate da under 35 – sottolinea Coldiretti Trentino Alto Adige – sono più grandi e hanno un fatturato più elevato del 75% rispetto alla media, ma anche il 50% di occupati per azienda in più. Si tratta di imprese con almeno un’attività connessa, indirizzate verso la pratica biologica e verso la commercializzazione dei prodotti aziendali, estremamente digitalizzate”. Basti pensare che più di una su tre è informatizzata e una su quattro ha realizzato innovazioni in azienda nell’ultimo triennio.
Sul piano produttivo la maggioranza dei giovani imprenditori sono impegnati nella coltivazione di ortaggi (13% del totale) ma una quota importante riguarda il settore delle produzioni agricole associate all’allevamento di animali (11%) e a seguire il vino (10%).
“Le imprese giovani hanno di fatto rivoluzionato il mestiere dell’agricoltore impegnandosi in attività multifunzionali che – precisa Coldiretti Trentino Alto Adige – vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agri-asilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di persone fragili, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agri-benessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili”.













