Il Garda in crescita, ma "c'è un profondo cambiamento del turismo da analizzare: incrementati gli arrivi dai Paesi arabi". Ledro e valle dei Laghi ok, soffre Comano
L'Apt e i Comuni maggiori come presenze (Riva e Arco) hanno presentato le cifre dei primi sette mesi del 2023. Diminuisce la capacità di spesa e cala il flusso del turismo di giornata, ma l’Alto Garda conferma il suo appeal sui visitatori di lingua tedesca: "Incrementati i flussi da nuovi mercati quali Est Europa, Regno Unito, Stati Uniti e paesi arabi"

RIVA DEL GARDA. "E' in corso un cambiamento profondo del turismo che dobbiamo analizzare e valutare con grande attenzione". A dirlo è Silvio Rigatti. Il presidente dell'Apt Garda Dolomiti traccia un bilancio della prima parte dell'anno, dopo il periodo di Ferragosto. Diversi i fattori, esterni, che influiscono sull'andamento della stagione. "La Pentecoste a maggio e l'aumento del 63% delle precipitazioni. Comunque i primi sette mesi del 2023 ha posto basi importanti se si considerano i dati registrati da gennaio a maggio".
Il trend non sembra essere positivo per molte destinazione internazionali, ma il Garda guarda con fiducia all'andamento totale. A oggi, infatti, i dati sembrano positivi tra hotel e strutture ricettive extra alberghiere con un +5,2% in linea generale. Il calo dell'afflusso della clientela italiana viene compensato dagli ospiti dall'estero che porta a un segno più.
"Le presenze fin qui accumulate (2.240.000) lasciano presagire un’annata in linea con il 2022 anche se emerge in modo chiaro - le parole di Oskar Schwazer, direttore dell’Apt Garda Dolomiti - che la forbice sociale si sta allargando e che dunque sarà importante fare scelte oculate tra ‘best experience’ e ‘best value’, valutando bene quello che il mercato chiede". Un mercato che nel frattempo cambia, pur mantenendo una chiara supremazia dei visitatori di lingua tedesca, con la crescita del numero dei turisti dall’Est Europa, dal Regno Unito, dagli Stati Uniti e dai paesi arabi.
Nel periodo considerato, i dati evidenziano su base territoriale un trend in altalena nei confronti rispetto al 2022 e al 2019. Il Garda segna un doppio andamento positivo: +6,1% rispetto all'anno scorso e +8,4% rispetto al pre-Covid; il lago di Ledro è in linea rispetto al 2022 (-1%) e in forte crescita rispetto al 2019 con +16,4%. Stesso discorso per la valle dei Laghi: la flessione è più marcata rispetto a 12 mesi fa (-4,8%) ma in recupero netto (+32,1%) rispetto al 2019. A soffrire quest'anno è Comano.
"Siamo e rimaniamo una realtà che rappresenta un modello preso a riferimento da molti - commenta Cristina Santi, sindaca di Riva del Garda - ma dobbiamo continuare a impegnarci monitorando le dinamiche del nostro turismo, a cominciare dagli alloggi turistici sui quali intensificheremo i controlli per migliorare sempre di più la qualità”.
Ci sono per contro comparti come la ristorazione e il commercio che hanno risentito di una flessione, anche per una qualche diminuzione del turismo di giornata “ma è anche vero che il 2022 era stato un anno eccezionale, dunque ogni allarmismo sarebbe infondato guai a parlare di crisi. Si tratta soprattutto di interpretare un mercato che cambia e una tipologia diversa di turismo”, aggiunge Claudio Miorelli, presidente Confcommercio Alto Garda e Ledro, mentre Paolo Turrini, presidente dell'Associazione ristoratori Alto Garda e Ledro, prosegue: “La capacità di spesa di una certa clientela è sicuramente diminuita e lo vediamo anche nella ristorazione, ma alla fine i dati parlano di una situazione certamente non preoccupante”.
A margine dell’incontro alcune puntualizzazioni di carattere strategico, “Garda Dolomiti è la nostra ragione sociale, sbaglia chi la confonde con il nostro brand che è e resta Garda Trentino. La nostra Apt non ha mire espansionistiche, abbiamo solo recepito le istanze di alcuni territori che accomunandosi al Garda Trentino hanno tratto e portato beneficio alla nostra azienda”.












