“Il sistema bancario trentino ai vertici in Italia per la sua solidità”. I dati di Altroconsumo: dalla Val di Sole a Trento ecco gli istituti “a 5 stelle”
Gli esperti dell’associazione per i consumatori hanno realizzato una ‘classifica’ degli istituti bancari italiani in base alla loro solidità e sono molte le realtà trentine al top. Il referente per il credito cooperativo della Federazione trentina Cooperazione Vincenzo Visetti: “Per quanto riguarda il mondo delle casse rurali in Trentino, mi sentirei di dire che si tratta in questo momento del miglior sottosistema bancario in Italia”

TRENTO. Il sistema bancario trentino è “a 5 stelle”: a dirlo, in un rapporto pubblicato nel numero d’ottobre della rivista Investi, sono gli esperti di Altroconsumo, che hanno setacciato gli istituti di credito italiano (quelli con più di 10 sportelli) per dare un giudizio sulla solidità del sistema, in una situazione che dal punto di vista internazionale rimane complicata (tenendo conto, in prospettiva, degli effetti della combinazione tra tassi elevati, rallentamento economico e instabilità geopolitica). Se in generale il quadro risulta infatti “abbastanza confortante” (con un aumento rispetto alla precedente analisi delle banche che hanno ottenuto l’eccellenza), per quanto riguarda il nostro territorio sono ben 10 le realtà inserite tra quelle in vetta alla classifica per solidità.
In poche parole, dica a il Dolomiti Pia Miglio, consulente finanziaria di Altroconsumo, i risultati sono stati ottenuti grazie all’analisi di due indicatori (Cet1 e Total capital ratio) utilizzati dalla Banca centrale europea per valutare la solidità patrimoniale degli istituti bancari. “In altre parole – dice l’esperta – ci riferiamo al possibile rischio per alcuni clienti dopo le modifiche introdotte nel 2016 dalla normativa Ue per il bail-in”. La ‘classifica’ stilata da Altronconsumo prende in prestito, mutuandolo sulle necessità delle analisi finanziarie, il sistema ‘a stelle’ già utilizzato per hotel e ristoranti, mantenendo però un preciso punteggio (più è alto più l'istituto è considerato solido) per ogni banca.
Ed ecco che in Trentino sono ben 10 le banche premiate con la fascia di giudizio più alto: Mediocredito Trentino Alto Adige (punteggio di 310,6), Cassa rurale Val di Sole (360,8), Cassa rurale di Trento (273), Cassa rurale Val di Fiemme /322,6), Cassa rurale Valsugana e Tesino (293,2), Cassa Rurale Val di Non, Rotaliana e Giovo (361,4), Cassa Rurale Altogarda-Rovereto (259,9), Cassa Rurale Alta Valsugana (356,9), Cassa di Fassa, Primiero e Belluno (271,4) e Cassa Centrale Banca – gruppo bancario (271,4). Appena un gradino al di sotto, con 4 stelle su 5, c’è poi la Cassa rurale della Vallagarina (con un punteggio di 237,1).
Un risultato importante insomma, che certifica come detto la solidità delle banche, in particolare delle casse rurali, sul territorio provinciale: “Valori di punteggio molto alti – continua Miglio – corrispondono a più stelle e ad una garanzia di sicurezza per il cliente che la banca non sia in sostanza esposta a debitori che potrebbero non restituire i prestiti. In Trentino in particolare alcune recenti fusioni hanno contribuito ai risultati ottenuti, visto che normalmente banche più grandi sono meglio attrezzate. Quel che bisogna però ricordare è che non si tratta di risultati eterni, scolpiti nella roccia, anzi. La situazione da questo punto di vista tende a risultare estremamente variabile”.
“Se prendiamo il principale indicatore di solidità, il Cet1 Ratio – spiega poi a il Dolomiti il referente per il credito cooperativo della Federazione trentina Cooperazione Vincenzo Visetti – che identifica il rapporto tra il capitale e le riserve della banca e le attività di rischio, le casse rurali trentine ed il Gruppo cassa centrale (che comprende al suo interno anche istituti non trentini) sono posizionate ai vertici del sistema bancario e, all’interno del Gruppo, le casse rurali trentine hanno un ruolo trainante. Per quanto riguarda in particolare queste ultime, mi sentirei di dire che si tratta del migliore sottosistema bancario nel nostro Paese”.
Guardando agli ultimi anni infatti, continua l’esperto: “Le casse rurali trentine ed il Gruppo Cassa centrale hanno fatto un lavoro certosino per migliorare la qualità del credito, partendo tra l’altro già da una buona situazione di solidità. D’altra parte, le caratteristiche delle banche di credito cooperativo, nelle quali il 90% dell’utile va ad incrementare il patrimonio indivisibile della banca, rafforza necessariamente il capitale e le riserve, incrementando quindi la solidità. E questo spiega perché nella classifica, al netto della situazione trentina, ci siano tantissime banche di credito cooperativo”.
Un fattore, quello della solidità, che garantisce da una parte il cliente depositante rispetto ai soldi che affida all’istituto e permette dall’altra alle banche un accesso al mercato interbancario a condizioni più favorevoli: “Se però gli ‘altri’ istituti – conclude Visetti – possono andare sul mercato o richiedere un aumento di capitale per rafforzare il patrimonio, le banche di credito cooperativo devono come detto far affidamento sull’accantonamento degli utili. Utili che, come anticipato, non vanno nelle tasche degli azionisti ma, anche in questa fase di alti tassi d’interesse, servono a rafforzare il patrimonio bancario permettendo di erogare il credito a famiglie ed imprese”.











