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| 18 apr 2023 | 17:03

La nazionale svizzera di Orienteering non verrà in Trentino: "Paura dopo l'attacco dell'orso". Ambrosi: "La Provincia risarcisca gli albergatori vittime di disdette"

Il punto di vista della parlamentare di Fratelli d'Italia: "Non possiamo accettare che una sottocultura di animalismo da salotto, di gente che la montagna non la frequenta e non la capisce, comprometta non solo la sicurezza della nostra gente, ma che distrugga anche la nostra economia. Si faccia in fretta, prima che sia troppo tardi, e la Provincia provveda intanto ad indennizzare gli operatori vittime delle disdette"

TRENTO. “Prima alcune rinunce in Val di Sole, adesso la pesantissima disdetta della Nazionale svizzera di Orienteering alla residenza Casa Camillo, dove 8 giorni di soggiorno per 45 persone sono andati in fumo”. E’ la premessa che anticipa le considerazioni della parlamentare Alessia Ambrosi (Fratelli d’Italia), rese note alla luce di quanto avvenuto negli ultimi giorni, in particolare in seguito alla morte del giovane Andrea Papi, che ha condotto alcuni a scegliere di non trascorrere le proprie vacanze o ritiri sportivi in Trentino.

 

“I nostri operatori hanno già perso migliaia di euro, tutti soldi che saranno spesi in zone che non si sono complicate assurdamente l'esistenza come qui da noi con Life Ursus”, prosegue Ambrosi, riferendosi in particolare all’episodio relativo alla struttura Casa Camillo di Sfruz, dove i giovani della Nazionale svizzera di Orienteering avrebbero dovuto presto soggiornare, allenandosi nei boschi della zona. 

 

Tuttavia, il titolare Camillo Schwarz ha recentemente ricevuto una e-mail attraverso la quale la squadra ha dato ‘forfait’: “Dopo lunghissime riflessioni e chiarimenti - si legge nella nota della nazionale svizzera - abbiamo deciso che non osiamo fare orienteering in Trentino visto il mortale attacco dell’orso”, che ha spezzato la vita del 26enne di Caldes. 

 

“La decisione è stata incredibilmente difficile - viene reso noto - ma la situazione ci sembra davvero troppo incerta e la pressione dei genitori per annullare è aumentata in modo significativo”. Temendo d’imbattersi in un plantigrado durante i propri allenamenti, la squadra svizzera ha quindi deciso di rinunciare al proprio soggiorno in Trentino. 

 

“Una Nazionale che rinuncia al Trentino e sceglie altre mete rischia anche di produrre un pericolosissimo effetto di reazione a catena da parte di altre organizzazioni ludico-sportive in tutta Europa – commenta la parlamentare di FdI -. Un danno potenzialmente incalcolabile, se teniamo conto che di turismo il nostro Trentino vive”. 

 

Esorto quindi nuovamente oggi, con ancora più convinzione, le autorità trentine ad affrontare con la massima urgenza e determinazione il problema – conclude Ambrosi -. Non possiamo accettare che una sottocultura di animalismo da salotto, di gente che la montagna non la frequenta e non la capisce, comprometta non solo la sicurezza della nostra gente, ma che distrugga anche la nostra economia. Si faccia in fretta, prima che sia troppo tardi, e la Provincia provveda intanto ad indennizzare gli operatori vittime delle disdette”. 

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