Contenuto sponsorizzato
| 17 mag 2023 | 19:44

Una task force per scovare gli “alloggi turistici fantasma”, il Pd: “Fenomeno fuori controllo, i giovani costretti a lasciare il territorio perché non trovano casa”

Nell’Alto Garda le case destinate ai turisti hanno fatto lievitare a tal punto i prezzi degli affitti che per molti residenti è quasi impossibile trovare casa. Il Pd chiede una commissione speciale per mettere un freno al settore: “La degenerazione di questo fenomeno crea fortissimi disagi”

di Tiziano Grottolo

RIVA DEL GARDA. In molte zone del Trentino trovare un appartamento in affitto a un prezzo accessibile rappresenta un’impresa. Se a Trento a far lievitare i prezzi sono le stanze che vengono affittate agli universitari in altre zone il problema è rappresentato dai cosiddetti alloggi turistici. Nell’Alto Garda le case destinate ai turisti hanno fatto lievitare a tal punto i prezzi degli affitti che i residenti sono stati di fatto esclusi dal mercato immobiliare.

 

Gli appartamenti turisti sono un fenomeno fuori controllo”, accusano i consiglieri del Partito Democratico di Riva del Garda Alessio Zanoni, Adalberto Mosaner (ex sindaco), Gabriele Bertoldi e Tiziano Chizzola. “La degenerazione di questo fenomeno crea fortissimi disagi alle nuove generazioni che spesso sono obbligate ad abbandonare il nostro territorio a causa dell’impossibilità di trovare casa”. Le stesse difficoltà sono inoltre riscontrate dai lavoratori stagionali del comparto turistico, ma anche del mondo della scuola e di altri ambiti legati alla stagionalità. Problema non secondario è che con il proliferare incontrollato di questi alloggi si sta abbassando la qualità dell’accoglienza turistica.

 

Per provare ad arginare questo fenomeno dal Pd si chiedono interventi mirati e decisi. In particolare, attraverso una mozione, si propone di aumentare i controlli (giudicati del tutto insufficienti) contro gli “alloggi turistici fantasma” e di intervenire “con la collaborazione dell’Apt Garda Dolomiti” per verificare il corretto utilizzo del codice Cipat e il rispetto delle regole. Questo codice deve essere utilizzato dai proprietari degli alloggi e anche da chi si occupa di intermediazione, compresi i grandi portali come Booking Airbnb: il problema è che non tutti sono così solerti.

 

Solo nell’Alto Garda sarebbero infatti circa 300 gli appartamenti turistici “fantasma” che vengono affittati senza però essere registrati negli appositi registri. Questo almeno quanto sarebbe emerso dal software statunitense che l’Apt Garda Dolomiti ha utilizzato per mappare l’andamento annuale del mercato immobiliare. Come scoperto da Il Dolomiti le informazioni (compresi nomi e cognomi di chi li gestisce) su questi alloggi sono state inserite su chiavette usb che poi sono state consegnate ad alcuni sindaci della zona e poi (almeno alcune) sarebbero state consegnate alla guardia di finanza. 

 

Questa forma di evasione, oltre a far aumentare in maniera sproporzionata i prezzi degli affitti per i residenti, potrebbe essere molto diffusa. Non solo, perché secondo Zanoni solo al Comune di Riva (ogni anno) verrebbero a mancare circa 91mila euro per via dei mancati introiti legati alla presenza di questi alloggi fantasma. Inoltre potrebbero configurarsi degli abusi edilizi qualora dei vani fossero stati riconvertiti senza i dovuti permessi.

 

Nella mozione presentata dal Pd si chiede inoltre di istituire una Commissione consiliare speciale, presieduta da un consigliere comunale di minoranza e composta anche da membri esterni in rappresentanza di Garda Dolomiti, Gestel Srl, Unat e Asat territoriali per vigilare su questo fenomeno. Insomma una sorta di task force con l’obiettivo di “di confrontarsi assieme sulla problematica in questione e per definire una proposta condivisa che possa rappresentare la sintesi migliore con la quale approcciare tale tematica nel prossimo futuro”.

 

Nel frattempo il vicino Comune di Arco ha già istituito una commissione ad hoc. “Concordo con le proposte presentate dalle minoranza di Riva del Garda e mi auguro che possano essere accolte”, commenta Tommaso Ulivieri, consigliere comunale di Arco e componente della Commissione speciale di studio per le emergenze abitative. “Una sinergia fra Comuni e con la Provincia, che su iniziativa di Futura ha istituito un’ulteriore Comitato provinciale sulla condizione abitativa, è più che mai necessaria per arginare un problema dilagante”, conclude Ulivieri.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 26 maggio | 19:37
La ragazza era stata trovata esanime in cella. Ricoverata in condizioni gravissime, la 21enne è morta all'ospedale
altra montagna
| 26 maggio | 18:00
Un tema, quello dei morsi da serpente velenoso, sempre attuale: soprattutto in questo periodo. Per prevenirlo bastano poche semplici regole, ma il [...]
Cronaca
| 26 maggio | 20:29
Il 63enne non si era presentato al punto di incontro e l'amica ha lanciato l'allarme. Le vaste operazioni di ricerca si sono concluse tragicamente, [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato