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| 17 mag 2023 | 06:01

Gli sfratti a Trento in diretta nazionale mentre la Pat scarica la “sua” Itea. Gerosa: “Gli inquilini ora vogliono rateizzare ma è la Giunta che decide, servono milioni di euro”

Mentre la Giunta e Itea si rimpallano responsabilità e reciproche accuse, l’emergenza casa in Trentino diventa un tema nazionale. Il consigliere di Futura Paolo Zanella: “Gerosa dovrebbe dimettersi ma la Lega fa solo promesse elettorali, questo scarica barile è scandaloso”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Da un lato gli studenti che si accampano nelle tende per protestare contro il caro-affitti dall’altro gli attivisti dello Sportello casa per tutti che hanno bloccato l’ennesimo sfratto. Due facce della stessa medaglia che riguarda l’emergenza abitativa a Trento. Nel capoluogo, ma vale anche per i comuni a forte vocazione turistica, trovare casa è quasi impossibile. Gli affitti hanno raggiunto cifre esorbitanti tanto che per una stanza singola si possono chiedere fino a 400 euro al mese. Nell’Alto Garda invece le strutture alberghiere faticano a trovare personale anche perché i dipendenti stagionali non possono permettersi un posto dove dormire.

 

Nel mentre, quando mancano pochi mesi alle elezioni Provinciali, le assessore Stefania Segnana (salute e politiche sociali) e Giulia Zanotelli (politiche abitative) si sono accorte del problema promettendo “interventi nell’immediato e una riforma strutturale del settore”.

 

Non solo, perché la Giunta Fugatti, oltre a rivendicare risultati mai conseguiti, ha fatto sapere di aver inviato una lettera al Cda di Itea per invitare la società a rateizzare l’eventuale debito degli inquilini non su 12 ma su 48 mesi. Tuttavia Itea, cioè l’Istituto trentino edilizia abitativa, è in realtà una società controllata direttamente da Piazza Dante. 

 

In altre parole la Provincia (guidata da una Giunta leghista) ha suggerito a Itea (società che dipende dalla Provincia) di “ammorbidire” la sua posizione per quanto riguarda la riscossione dei debiti (che in sostanza riguardano le casse della Provincia). Per meglio comprendere questo cortocircuito non bisogna dimenticare che l’attuale numero uno di Itea, Francesca Gerosa (fortemente voluta dalla Giunta) ha perso molta popolarità almeno negli ambienti leghisti dopo che ha deciso di candidarsi (al posto di Fugatti) per guidare la coalizione della Destra alle prossime Provinciali.

 

Non è un caso che la replica di Itea alle parole delle due assessore non si sia fatta attendere. Una risposta che è stata sottoscritta dall’intero Cda, quindi dalla presidente Francesca Gerosa e dal suo vice Michele Condini ma pure dai consiglieri Gabriella Maffioletti e Michele Ravagni. Innanzitutto Itea fa notare come nella nota della Provincia non ci fosse “un’indicazione” in merito alla rateizzazione delle morosità, ma bensì solo la richiesta di una valutazione.

 

“Abbiamo iniziato a sollevare alla Provincia il problema del caro energia già il 4 luglio dello scorso anno – spiegano da Itea – invocando un intervento a tutela dei nostri inquilini che si trovano in alcuni casi a dover scegliere se pagare le bollette o far mangiare i propri figli. Siamo soddisfatti che, seppur dopo tanti mesi, le nostre continue e costanti pressioni abbiano portato la Provincia a questa decisione”.

 

L’istituto però non manca di evidenziare come a fronte di un prolungamento della rateizzazione dovrebbe essere la stessa Giunta ad attivare per predisporre una delibera con le risorse necessarie a coprire la manovra. Senza coperture infatti, Itea si troverebbe in una tensione finanziaria insostenibile. “Tra il dire e il fare – prosegue il Cda – c’è di mezzo il mare, in questo caso decine di milioni di euro, senza i quali Itea resterebbe scoperta, subendo di conseguenza importanti e gravi sofferenze economiche”.

 

Come se non bastasse, dopo le dichiarazioni di Segnana e Zanotelli, gli uffici di Itea hanno ricevuto diverse chiamate da parte degli inquilini che chiedevano l’attivazione della rateizzazione. Peccato che senza un provvedimento da parte della Giunta tutto ciò non sia possibile. “Probabilmente – rimarcano dal Cda – sarebbe stato utile invitare Itea a presenziare ai lavori della Consulta”. Ad ogni modo pure sulle altre questioni, come gli sfratti, si assiste a un rimpallo di responsabilità con Itea che sostiene di avere le mani legate a meno di un intervento della Giunta.

 

In tutto questo il Trentino non ci fa una gran figura. Recentemente le telecamere della trasmissione Agorà, in onda su Rai 3, sono arrivate nel capoluogo per intervistare gli studenti che protestano in tenda e alcune famiglie che si trovano sotto sfratto da Itea. “Questo scarica barile fra Itea e Provincia è scandaloso” commenta Paolo Zanella, consigliere provincia di Futura. “Una sfida politica che viene combattuta sulla pelle dei cittadini che attendono una casa. Secondo Zanella se Gerosa, vista la sua candidatura alle Provinciali, dovrebbe dimettersi dalla presidenza di Itea la Giunta dovrebbe evitare di portare avanti una smaccata campagna elettorale.

 

 

“Sono più di due anni che portiamo in Consiglio proposte per contrastare l’emergenza abitativa e queste vengono puntualmente bocciate dalla maggioranza leghista, ora Zanotelli e Segnana si accorgono del problema proprio a ridosso delle elezioni”. Misure come la rateizzazione dei debiti o l’auto-recupero degli appartamenti arrivano effettivamente dall’opposizione: “Abbiamo fatto istituire il Comitato provinciale sulla condizione abitativa ma deve ancora entrare in funzione – dice Zanella – da tempo inoltre chiediamo un fondo per le morosità incolpevoli. Ora si parla dei milioni di euro che sarebbero stati stanziati ma che al momento non hanno prodotto risultati apprezzabili visto che con questa Giunta si è toccato il record di alloggi Itea sfitti”.

 

Secondo il consigliere di Futura è comunque un bene che anche la Giunta si sia accorta del peggioramento del quadro economico, ma proprio per questo andrebbe prevista una moratoria sugli sfratti: “Itea è solo una parte del grande disagio abitativo del Trentino, sul tavolo c’è il tema degli universitari e quello degli alloggi turistici che fanno lievitare gli affitti. Serve piano casa provinciale – conclude Zanella – e vanno previsti dei meccanismi di controllo sul libero mercato in modo che chiunque possa avere almeno un tetto sopra la testa”.

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