Contenuto sponsorizzato
| 10 mar 2023 | 05:01

Con la Lega “record” di alloggi Itea sfitti e Zanotelli ammette: “Mancano le case”. Futura: “Le persone devono scegliere se mangiare o pagare le spese condominiali”

Su 2.945 domande in graduatoria, Itea è riuscita ad assegnare appena 138 alloggi ma il problema non sono gli stranieri (che rappresentano solo il 6,2%): “La maggior parte degli immobili sono stati costruiti prima dell’inizio del nuovo secolo”. In 5 anni di gestione leghista gli appartamenti sfitti nell’edilizia popolare sono praticamente raddoppiati toccando il numero più alto di sempre

di Tiziano Grottolo

TRENTO. In base agli ultimi dati disponibili (del 2020) su 2.945 domande in graduatoria, Itea è riuscita ad assegnare appena 138 alloggi, meno del 5% delle richieste. Recentemente l’assessora leghista all’agricoltura Giulia Zanotelli (che ha ereditato la delega su Itea dalla collega Segnana) ha relazionato in aula su quella che a tutti gli effetti rappresenta una vera e propria emergenza.

 

Il fatto è che sono gli stessi organi provinciali a certificare il proprio fallimento sulla gestione dell’edilizia popolare in Trentino. L’intero patrimonio immobiliare gestito da Itea (società totalmente partecipata dalla Provincia) è distribuito su tutto il territorio provinciale e ammonta a 10.661 unità (il 90,4% di proprietà della stessa Itea mentre il restante appartiene a Provincia, Comuni e allo Stato). I contratti di locazione attivi sono 9.390 (dato del 2021), compresi gli alloggi a canone sostenibile, e corrisponde all’88,1% del totale. Ciò significa che 1.271 immobili erano sfitti. A giugno 2022 invece gli alloggi “non disponibili alla locazione” erano 1.073 perché bisognosi di interventi di recupero più o meno impegnativi: 47 in fase di sgombero, 615 in fase di programmazione, 388 in fase di lavorazione e 23 alla verifica finale. Questi numeri però possono essere molto variabili. 

 

Attualmente gli alloggi a canone sostenibile assegnati sono 8.677 (dato del 30 settembre 2022), di questi il 78,7% è distribuito nelle tre aree a maggior densità abitativa: il comune di Trento, la Vallagarina e l’Alto Garda e Ledro. Sono invece oltre 700 gli appartamenti a canone moderato. Qui, su 748 case disponibili ne sono state assegnate 723 a fronte di 1.943 domande.

 

Il numero degli alloggi disponibili è limitato e non corrisponde all’elevata richiesta – ammette Zanotelli – anche se una grossa fetta di chi richiede un alloggio sociale trova nel contributo integrativo alla locazione una risposta al proprio bisogno abitativo”. Peccato che il contributo integrativo copra solo una minima parte dei costi relativi all’affitto. Ad ogni modo, nel 2021, sono stati 3.590 i nuclei famigliari che hanno avuto accesso a questa misura. “La situazione risulta particolarmente aggravata nelle zone a forte vocazione turistica dove i proprietari preferiscono locare gli alloggi (talvolta illegalmente ndr) a turisti e non residenti”. A Trento e Rovereto l’emergenza abitativa colpisce in particolare i ceti più fragili e gli studenti.

 

Il paradosso è che alcune famiglie, che magari si trovano in una buona posizione in graduatoria, non ricevono un alloggio perché quelli disponibili non hanno le dimensioni adeguate. Persone singole, o coppie, si trovano spesso a occupare appartamenti di dimensioni medio-grandi. Il 62% dei nuclei unipersonali (1.977 persone) occupa alloggi con una superficie che va da 50 fino a un massimo di 100 metri quadrati, mentre il 32% delle coppie (743 nuclei) occupano case con una superficie maggiore di 80 metri quadrati. In altre parole il 45% degli appartamenti con una superficie tra gli 80 e i 120 metri quadrati è occupato da single o coppie.

 

Inoltre circa il 35% degli assegnatari lo occupa per un periodo tra gli 11 e i 20 anni mentre un altro 33% ne è in possesso da più di vent’anni. Il fatto è che molto probabilmente si tratta di anziani che hanno visto i figli spostarsi o che sono rimasti soli dopo la scomparsa del coniuge. Queste persone però non hanno accesso al mercato privato che resta fuori dalla loro portata per via degli affitti troppo alti. “La maggior parte degli immobili sono stati costruiti prima dell’inizio del nuovo secolo – ricorda Zanotelli – di questi 4.693 sono inseriti in edifici costruiti o ristrutturati prima del 1985, pertanto si tratta in molti casi di un patrimonio vetusto”.

 

In 5 anni di gestione leghista gli appartamenti Itea sfitti sono praticamente raddoppiati toccando il numero più alto di sempre che a un certo punto ha superato abbondantemente il migliaio di unità. Al contempo sono calati progressivamente quelli che venivano ristrutturati. Perciò la scusa di aver ereditato la situazione dall’amministrazione precedente non regge, benché non manchino le responsabilità anche nelle passate legislature.

 

Un’altra obiezione che viene sollevata dalla Destra riguarda la presunta preponderanza di cittadini extracomunitari tra i beneficiari delle case Itea. Da questo assunto era nata la legge discriminatoria (bocciata dai tribunali) per ostacolare l’accesso degli stranieri in graduatoria. Eppure nel 2021 il 94% degli assegnatari risultava essere cittadino della Comunità Europea e, di questi, il 91% erano italiani e solo il 6,2% erano cittadini extracomunitari. Per quanto riguarda le domande in graduatoria (non necessariamente evase) solo il 38% è riconducibile a persone extracomunitarie.

 

Comunque nell’ultimo periodo qualcosa si è mosso anche se l’impressione è che le misure adottate arrivino troppo tardi o siano eccessivamente blande. La Provincia ha effettivamente aumentato le risorse per le ristrutturazioni mentre a breve sarà istituito il Comitato provinciale sulla condizione abitativa. Per combattere il fenomeno degli alloggi turistici “fantasma” è diventato obbligatorio esporre una targa con il codice identificativo turistico provinciale (Cipat), univoco per ogni appartamento. L’obbligo di esporlo è stato esteso pure ai portali online che pubblicizzano gli alloggi e sono previste delle multe (fino a 5.000 euro) per chi sgarra.

 

“I dati della relazione certificano il fallimento della Giunta sull’edilizia abitativa”, attacca il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella. “La situazione che viviamo in trentino rispetto al diritto all’abitare è per certi versi drammatica, ci sono persone che non riescono a rientrare nei criteri imposti dai regolamenti e per questo vivono in macchina”.

 

A questo si aggiunge un quadro macroeconomico che presenta un’inflazione fra le più alte d’Italia. Persone che possono permettersi di pagare solo un affitto molto basso si sono trovate delle bollette da diverse centinaia di euro. “Il trend di Itea ci dice che lo sbilanciamento tra gli appartamenti assegnati e quelli restituiti continua ad aumentare mentre le persone devono scegliere se mangiare o pagare le spese condominiali”, osserva Zanella. A tal proposito Futura è riuscita a far approvare un provvedimento per consentire “l’autorecupero” da parte dei nuovi inquilini di quegli alloggi che non necessitano di lavori importanti.

 

Da più parti si chiedono deroghe ai regolamenti e il blocco degli sfratti. Gli attivisti dello “Sportello Casa per Tutti” hanno evitato che alcune famiglie perdessero la casa impedendo all’ufficiale giudiziario di dare esecuzione allo sfratto. Nei giorni scorsi gli stessi attivisti hanno protestato dentro e fuori dal Consiglio provinciale per chiedere nuovamente il blocco degli sfratti Itea dagli alloggi d’emergenza e una tassazione maggiore per chi affitta le case ai turisti, oltre a un’accelerazione nel recupero degli appartamenti sfitti.

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
| 27 maggio | 20:20
La 26enne trentina Giorgia Veglio, artigiana carpentiera e manutentrice, racconta a il Dolomiti la scelta di seguire le orme del padre e di [...]
Cronaca
| 27 maggio | 19:10
E' successo lungo la tangenziale sud a Brunico all'altezza della galleria di San Lorenzo. Sulle cause dell'incidente sono in corso le indagini [...]
Cronaca
| 27 maggio | 17:32
L'uomo si trovava con un amico e assieme si stavano lanciato dal Monte Tallone, a 2.669 metri di altitudine in Val Ridanna
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato