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| 24 nov 2022 | 19:28

Itea, nei 4 anni di gestione leghista gli alloggi sfitti sono quasi raddoppiati. Gli attivisti: “Da Segnana nessuna risposta”

L’edilizia popolare è ferma al palo. Non si costruiscono nuovi alloggi e si fatica a ristrutturare quelli che già ci sono, nel frattempo il numero degli appartamenti Itea sfitti cresce. Gli attivisti: “Perché sfrattare le famiglie se poi non si riescono ad assegnare le case che rimangono vuote?”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. I numeri sono impietosi, l’edilizia popolare in Trentino è praticamente ferma al palo. In 4 anni anni di amministrazione leghista gli alloggi Itea sfitti (da ristrutturare) sono quasi raddoppiati, se nel 2019 si contavano 615 appartamenti in fase di ristrutturazione al 30 giugno 2022 ce ne erano 1.026. Numero che sale a 1.215 sommando anche quelli in fase di sgombero e di prossima assegnazione. Eppure tra il 2015 e il 2017 il numero di appartamenti da ristrutturare era in discesa.

 

Come sottolineano i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Alotti, dal 2020 (ultimo dato a disposizione e quindi in piena presidenza Ghirardini visto che Gerosa è entrata in carica solo poco più di un anno fa) sarebbero stati assegnati appena 242 alloggi, il numero più basso dal 2007, “mentre ad oggi viene soddisfatto meno del 10% delle richieste in graduatoria”.

In questi giorni gli attivisti dello “Sportello Casa per Tutti”, una realtà indipendente per il diritto all’abitare nata all’interno del Centro sociale Bruno e da alcune assemblee contro il carovita, hanno portato in piazza diverse famiglie per protestare contro gli sfratti e le condizioni abitative precarie. “Parliamo di famiglie che che nonostante il bassissimo Icef sono in graduatoria da decenni ma si trovano al 150esimo posto, cosa che dimostra quanto sia grave sia la situazione”.

 

Il presidio di Trento arriva dopo quello che si era tenuto ad Arco nelle scorse settimane. Segno che il problema riguarda in maniera trasversale tutta la Provincia. “Anche nell’Alto Garda diverse famiglie, due delle quali costrette a dormire in macchina, hanno denunciato gli sfratti subiti da Itea, il caro affitti e il grave disservizio dell’edilizia pubblica che tiene sfitti un gran numero di alloggi in una situazione di emergenza sociale”. A tutto ciò si sommano le spese condominiali cresciute anche del 230%. 

 

In più occasioni le famiglie hanno chiesto di incontrare l’assessora alle politiche sociali, Stefania Segnana, senza però ottenere delle risposte. “Che senso ha – si domandano gli attivisti – sfrattare le famiglie dagli alloggi Itea assegnati d’urgenza per la scadenza dei termini, quando non si riesce a dar loro una casa attraverso la graduatoria ordinaria, visto che gli appartamenti vuoti si continuano ad accumulare”. A questo punto dallo Sportello Casa per Tutti chiedono di sapere se i 142 alloggi classificati (al 30 giungo 2022) come di “prossima assegnazione” sono già stati assegnati e che fine hanno fatto i 388 appartamenti in fase di lavorazione.

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