In Trentino più del 47% delle case non sono occupate abitualmente ma troppe famiglie non riescono a pagare l’affitto: “A breve saremo sfrattati, dove andrò con tre figli?”
La fondazione indipendente Openpolis ha scoperto che in tutto il Trentino ci sono 153.793 abitazioni che non sono occupate in modo continuativo dalla popolazione residente. A Pinzolo, Ledro, Lavarone, Folgaria, Pinè, Brentonico, Predazzo più del 50% delle case sono “disabitate”. Nel frattempo la protesta è arrivata fino alle porte del Consiglio provinciale

TRENTO. In Trentino gli sfratti non si fermano. Alla luce delle crescenti difficoltà, tra l’inflazione e il caro vita, sempre più persone rischiano di finire in strada, come già accaduto ad alcune famiglie dell’Alto Garda e di Trento.
Rebecca (il nome è di fantasia), è madre di tre figli e vive assieme al marito. Il prossimo 3 maggio la famiglia sarà sfrattata dall’appartamento Itea che era stato concesso in via emergenziale, proprio per la particolare condizione di fragilità del nucleo famigliare. In cinque anni però non si è riusciti a trovare una soluzione alternativa né in Itea né tantomeno sul mercato privato. “Da più di un anno stiamo cercando una casa ma non possiamo permetterci affitti così alti” dice Rebecca. Il problema è che nelle graduatorie Itea la famiglia si trova in 163esima posizione. Come se non bastasse l’istituto assegna pochi alloggi. “Quando diciamo che abbiamo tre figli ci viene detto che l’appartamento non è più disponibile. La stessa cosa quando vedono che siamo stranieri, talvolta – sottolinea la donna – non ci fanno nemmeno entrare dalla porta dell’agenzia”.
L’emergenza abitativa comunque colpisce in maniera trasversale italiani e stranieri anche se questi ultimi devono fare i conti pure con il razzismo. In Trentino la carenza di abitazioni è aggravata sia dalla presenza degli universitari (Unitn conta circa 16.500 iscritti) che dal mercato turistico. Molti proprietari privati, talvolta senza rispettare le norme, affittano le case ai turisti, un pratica ampiamente diffusa nell’Alto Garda. Se nel capoluogo per una stanza universitaria si può arrivare a chiedere più di 300 euro al mese, un alloggio turistico vista lago di Garda (o vicino agli impianti da sci) può fruttare diverse centinaia di euro a settimana.
Per la fondazione indipendente Openpolis (che ha elaborato dati Istat del 2019) in tutto il Trentino ci sono 153.793 abitazioni che non sono occupate in modo continuativo dalla popolazione residente. Sul totale rappresentano il 47%, un numero altissimo secondo soltanto a quello della Valle d’Aosta con il 56,73%. In provincia di Bolzano per esempio le case “disabitate” non raggiungono il 30% del totale.
In diversi comuni trentini il numero di abitazioni che non sono occupate in modo continuativo supera supera il 70%. A Mezzana, Pinzolo, Mazzin, Lavarone, Carisolo, Bocenago, Giustino e Massimeno gli alloggi abitati per tutto l’anno non superano il 25%. Su questi dati influiscono sicuramente le seconde case e gli appartamenti che vengono dati in affitto, soprattutto nel periodo invernale. I comuni più colpiti da questo fenomeno sono quelli più piccoli che si trovano in zone periferiche, li stessi che accusano un forte spopolamento.
Fra i comuni di maggiori dimensioni invece quelli che in percentuale registrano il numero più alto di case che non occupate in modo continuativo sono Riva del Garda e Arco, rispettivamente 28,56% e 23%. Seguono Pergine-Valsugana (20,41%) Mori (18,45%), Trento (16,89%) e Rovereto (16,10%). Nell’Alto Garda e nella Val di Ledro però il problema interessa anche i comuni più piccoli come Tenno (44,22%), Nago-Torbole (41,88%) e Ledro 59,39%. Non è un caso che in un centro abitato considerato meno turistico come Dro solo 15,53% delle abitazioni non siano abitate in maniera continuativa. Solo Lavis, Aldeno e Calliano mostrano dati migliori.
La scorsa settimana una delegazione dello Sportello Casa per Tutti di Trento, insieme ad alcune famiglie, ha incontrato il presidente del Consiglio Walter Kaswalder e i consiglieri provinciali Paolo Zanella (Futura), Lucia Coppola (Europa Verde) e Alex Marini (M5S) per far conoscere la gravità dell’emergenza abitativa in Trentino. Di certo non è passata inosservata l’assenza dei consiglieri di maggioranza, così come quella dell’assessora con la delega per Itea Giulia Zanotelli.
“Nel periodo da giugno 2022 a gennaio 2023 – spiegano gli attivisti – si sono rivolti a noi ben 19 nuclei familiari, per un totale di 89 persone, di cui 45 minori, 3 persone con disabilità e un malato di tumore”. La metà di queste famiglie sono italiane, a riprova del fatto che questo problema colpisce indistintamente. I nuclei in difficoltà si concentrano nell’Alto Garda (9) e a Trento (10). “Tutti hanno al proprio interno almeno una persona che lavora – sottolineano gli attivisti – quasi sempre a tempo pieno, tranne il caso di un pensionato”.
Dallo Sportello puntano il dito contro l’aumento incontrollato del costo degli affitti, la riduzione degli alloggi disponibili e la crisi dell’edilizia pubblica che si trascina almeno dalla trasformazione di Itea in Spa. “Ormai sono venuti meno gli abituali strumenti con cui volontariato, privato sociale e terzo settore hanno fatto fronte negli anni passati alle problematiche legate all’abitare. Nel mentre la provincia di Trento, assieme a Bolzano, è diventata quella con i costi di affitto e vendita degli immobili più alti d’Italia”.
Per far fronte a questa emergenza gli attivisti (che hanno concretamente impedito l’esecuzione di alcuni sfratti) chiedono da un lato un potenziamento dell’edilizia pubblica, con una revisione dei regolamenti inerenti l’edilizia pubblica, dall’altro politiche per calmiere affitti e mutui con misure per disincentivare chi tiene sfitti gli appartamenti. “Nell’ultima legge di bilancio sono stati stanziati fondi per l’edilizia pubblica ed è stata prevista la creazione di un osservatorio sulle politiche abitative, sono stati due passaggi – osservano dallo Sportello – che abbiamo salutato positivamente, considerandoli qualcosa a cui hanno contribuito anche le nostre mobilitazioni degli ultimi mesi”.
Nel frattempo da Futura ha chiesto alla Giunta Fugatti di presentarsi in aula per relazionare in merito all’emergenza abitativa. “Troppe famiglie – sostiene Zanella – stanno subendo ingiunzioni di sfratto dagli appartamenti Itea, a fronte di più di 1.200 alloggi che l’ente non riesce a recuperare. Tutto ciò è inaccettabile”.

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