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Trento
31 marzo | 09:49

Il prezzo del cacao è raddoppiato e non è mai stato così alto ma non frena la Pasqua, Indal: "Un periodo positivo, molto bene uova e colombe personalizzate"

Il prezzo del cacao è salito ai massimi storici, complice anche un pessimo raccolto. Il bilancio di Indal, realtà trentina punto di riferimento per il settore: "Il costo è schizzato alle stelle ma il mondo artigianale è riuscito a contenere questa dinamica"

TRENTO. Il prezzo del cacao non è mai stato così alto e quest'anno l'uovo di Pasqua costa un po' di più. Un aumento iniziato nell'autunno ma è nell'ultimo mese che c'è stato un aumento esponenziale di questa materia prima.

 

"Il prezzo è schizzato alle stelle", conferma Matteo Rossisocio e amministratore delegato di Indal, realtà trentina molto conosciuta e punto di riferimento per il settore. "E' da qualche mese che il costo è salito ma in questo periodo c'è stato un raddoppio. L'aumento è nell'ordine del 15-20% nel corso di quest'anno". Il cacao è ampiamente utilizzato in tanti prodotti a base di cioccolato e dolci, ma anche diversi sottoprodotti come il burro di cacao.

 

Ma il bilancio della Pasqua per Indal è più che positivo tra le vendite di colombe, uova di cioccolato e così via. 

 

"Le vendite sono andate bene e siamo riusciti a contenere l'aumento dei prezzi, che riguardano soprattutto quei prodotti più industriali", dice Rossi. "Il mondo artigianale è riuscito a limitare questa dinamica. Inoltre abbiamo un ottimo riscontro sulle personalizzazioni esterne e interne all'uovo per esempio. Il cliente può chiedere un messaggio o una sorpresa particolare e il nostro laboratorio poi realizza un prodotto ad hoc. Un servizio molto apprezzato: non applichiamo sovrapprezzi ma questo è un valore che viene riconosciuto".

 

Tra inflazione e aumento della materia prima, il prezzo è leggermente salito ma non in modo così significativo, anche se è tra il 10 e il 15%. "I costi sono stati assorbiti senza grandi ripercussioni sui listini. Dopo Pasqua inizia un calo fisiologico, mentre l'estate è un momento di bassissima stagione. Eventuali ritocchi potrebbero arrivare verso settembre e sulle linee natalizie a causa della situazione attuale".

 

I prezzi del cacao sono saliti ai massimi storici e hanno superato la soglia dei 10.000 dollari a tonnellata. "Questo è dovuto a una stagione del raccolto deludente in Paesi chiave per la produzione di questa materia prima". La ragione principale è il fenomeno climatico El Nino, che ha provocato piogge eccezionalmente abbondanti nel dicembre dell'anno scorso (molte piante hanno contratto la malattia del baccello nero e i raccolti sono andati danneggiati o persi).

 

Un'incognita per la filiera è, infatti, legata anche alla crisi climatica, un problema per l'industria del cacao, molto prima della pandemia. Una materia che risente del clima troppo secco o troppo caldo per una pianta che non cresce ovunque.

 

"Si cerca di contenere l'aumento dei costi e ci si organizza sulle scorte e sulle forniture. Dopo Covid sono ancora presenti molte oscillazioni e risulta complicato pianificare in anticipo il lavoro. Non è salita solo la materia prima ma anche i costi di trasporto. C'è sempre qualche incertezza da affrontare ma si cercano di limitare le ripercussioni. Poi è inevitabile che qualcosa si riverberi sul prezzo al pubblico se la situazione non dovesse normalizzarsi nei prossimi mesi. A ogni modo la sostenibilità è un fattore determinante per ogni settore e si deve trovare un equilibrio: qualità elevata dei prodotti, anche nel gusto, e rispetto degli standard sono le chiavi della nostra riconoscibilità", conclude Rossi. 

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