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Trento
18 marzo | 05:01

Il turismo sul Garda già con segno più ma "serve un piano sulle frane, anche per la Ponale". Altre incertezze? Carenza di stagionali e la "concorrenza" dello sci

Il presidente dell'Apt Garda Dolomiti: "Le prenotazioni sono già su buoni livelli: i numeri sono quelli dell'anno scorso, forse qualche punto percentuale in più e puntiamo alla destagionalizzazione". Il numero uno dei ristoratori: "I costi delle materie prime ancora alti e serve un piano strutturale sulla stabilità del territorio, anche per quanto riguarda la Ponale"

RIVA DEL GARDA. Una destinazione di peso per il Pil del Trentino è ormai pronta per aprire le danze della stagione. La Pasqua cade molto presto nel calendario turistico con la conseguente "concorrenza" della montagna e le stazioni sciistiche ancora operative, ma le aspettative sono elevate sulle rive del lago di Garda. I numeri delle prenotazioni e le proiezioni parlano di dati superiori all'estate scorsa e quest'anno non c'è il problema legato alla siccità (con l'Apt intervenuta più volte per informare sulla situazione e rimediare a una campagna negativa in Germania sulla presunta assenza di acqua e il braccio di ferro per l'installazione della barca sospesa) ma restano alcuni punti critici: la carenza di stagionali e i costi di gestione alti per le materie prime. La "novità" è l'incertezza legata alle recenti frane, anche di grosse dimensioni. C'è ancora tempo per ripristinare la sicurezza in vista del turismo (e l'aumento dei transiti) ma la ricorrenza di questa situazioni non lascia completamente tranquilli.

 

"La Pasqua è alta e c'è la montagna attiva ma il meteo gioca un ruolo fondamentale e decisivo tanto per la partenza quanto per tutta l'estate". A dirlo a il Dolomiti è Silvio Rigatti, presidente dell'Azienda per il turismo Garda Dolomiti, mentre Paolo Turrinipresidente dei ristoratori Alto Garda e Ledro, aggiunge: "I comprensori sciistici tengono ancora bene e questo è positivo ma certamente il lago storicamente soffre questa condizione. C'è fiducia ma non piena serenità perché la stagione è particolare e strana: sembra esserci un po' di spazio ancora per aprile e le code dell'estate presentano alcune incertezze. A ogni modo siamo convinti di poter lavorare su buoni numeri".

 

Le strutture che hanno deciso di anticipare a inizio marzo l'apertura non sono state premiate, la scelta non ha pagato ("Il meteo avverso - dice Turrini - ha inciso troppo") ma si prospetta una stagione interessante. La partenza è già forte con il meeting Optimist organizzato dal Circolo velico della Fraglia Vela, oltre 1.200 solo gli iscritti. Un evento che segna l'avvio del calendario velico e delle tante manifestazioni che costellano la lunga estate gardesana.  

 

"Siamo reduci da una serie di appuntamenti fieristici, in particolare in Germania, e c'è voglia di vacanza", commenta Rigatti. "Nonostante le difficoltà economiche il mercato tedesco presenta una performance stabile e anche durante l'inverno in generale c'è stata una buona risposta. Le prenotazioni sono già su buoni livelli: i numeri sono quelli dell'anno scorso, forse qualche punto percentuale in più".

 

La Pasqua, l'ascensione, la pentecoste e il corpus domini sono poi i periodi più caldi per il turista tedesco, "che non vede l'ora di arrivare in Trentino", evidenzia Rigatti. "Inoltre c'è la propensione a spostarsi con le auto perché i prezzi degli aerei sono praticamente raddoppiati e questa dinamica avvantaggia il Garda e le altre aree dell'ambito: Comano, la valle dei Laghi e la val di Ledro". 

 

Seppur in calo con una flessione dell'1,4% delle presenze, nel periodo giugno-settembre del 2023 il Garda trentino si è confermato la zona con il maggior numero di pernottamenti: il 26,3% dell’intero movimento turistico di 10 milioni di presenze (Qui articolo). E le ricette dell'Alto Garda sono sempre le stesse, un menù che da parecchi anni dà soddisfazione. Le direttrici sono soprattutto vacanza attiva, benessere e l'enogastronomia.

 

"Il posizionamento è quello della qualità del nostro stile di vita", continua il numero uno dell'Apt Garda Dolomiti. "Per questo cerchiamo un sempre maggiore equilibrio nel rapporto tra residente e turista. Se il trentino è contento, allora i visitatori percepiscono la qualità e il territorio è attrattivo".

 

E per trovare un equilibrio si punta sempre di più sull'avvio e sulla coda dell'estate: destagionalizzazione è una parola chiave. "La direzione in accordo con Trentino Marketing e la Provincia è di un Garda attivo 12 mesi all'anno: sosteniamo e supportiamo gli eventi che si posizionano in determinati periodi e ragioniamo con Fierecongressi per portare alcune manifestazioni nella bassa stagione da aprile a giugno e nei mesi di ottobre e novembre", prosegue Rigatti. "C'è un grande margine di crescita per le strutture e cerchiamo di armonizzare l'alta stagione per non caricare di ulteriore traffico la zona: il caos comporta una cattiva percezione della qualità e dell'esperienza. In questo abbiamo la fiducia di oltre 900 operatori ma anche delle amministrazioni comunali che credono in questa visione". 

 

A proposito di mobilità. La viabilità non è un aspetto secondario, soprattutto dopo le recenti frane a interrompere la Gardesana e (più volte) la circolazione della val di Ledro con ripercussioni sui pendolari e sugli studenti ma il turismo è già pronto a entrare nel vivo. Il cronoprogramma è predisposto e tiene conto naturalmente della Pasqua. 

 

A tremare è soprattutto la val di Ledro. "I lavori proseguono a grande velocità, speriamo che questa fase venga superata e che si parte con la stagione nel miglioro modo possibile. Le proiezioni anche per questa zona sono buone e teniamo monitorata la questione viabilità. Il Comune si confronta quotidianamente con la Provincia per avere un punto costante sul progresso dei cantieri", continua Rigatti mentre Turrini evidenzia: "E' un problema fisiologico ma se conviviamo con la Loppio-Busa ormai da 50 anni e speriamo che si possa risolvere nei prossimi anni, le frane e la fragilità causata dal dissesto idrogeologico preoccupano parecchio. Gli interventi sono puntuali ma è chiaro che serve qualcosa di strutturale: si deve ragionare in prospettiva con una progettazione e una programmazione a lungo termine, anche per permettere a un operatori di pianificare gli investimenti con più chiarezza. Un discorso che riguarda anche il sentiero della Ponale, ormai un percorso con una valenza internazionale". 

 

Un nodo, ormai cronico, è quello degli stagionali. La situazione sembra migliorata rispetto al passato ma comunque mancano. "C'è sempre questo problema - dice Turrini - ci sono le richieste da fuori provincia ma è difficile per un residente trovare alloggio, figurarsi per un lavoratore per qualche mese. La soluzione può arrivare dall'uso degli alberghi dismessi come foresterie, sarebbe un modo per stimolare positivamente questo settore". 

 

Non è totalmente superata la crisi dei costi. "I prezzi delle materie prime restano alti con oscillazioni molto forti. I fornitori della filiera hanno le legittime motivazioni ma questa dinamica si riverbera alla fine sull'esercente. Siamo fiduciosi ma è un momento comunque delicato", conclude Turrini.

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