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Trento
08 marzo | 05:01

Lavoro, per oltre il 50% delle aziende difficile trovare personale specializzato. Cresce la manodopera straniera, Terlizzi: "Il turismo traina le assunzioni". Ecco tutti i dati

L'ultimo bollettino del sistema Excelsior sulle tendenze occupazionali mostra circa 4 mila nuovi assunzioni in provincia di Trento nel mese di febbraio, e circa 8.700 in tutta la regione. Nel corso del 2023, la provincia di Trento ha registrato un totale di 173.821 assunzioni. Il settore che ha mostrato la maggiore domanda di manodopera è stato quello dei pubblici esercizi

TRENTO. In Trentino il 57% delle aziende si trovano in difficoltà nell'assunzione di personale qualificato. La ricerca di operatori specializzati continua ad essere sempre molto difficile ma nonostante questo l'ultimo bollettino del sistema Excelsior sulle tendenze occupazionali mostra circa 4 mila nuovi assunzioni in provincia di Trento nel mese di febbraio, e circa 8.700 in tutta la regione. 

 

Un mercato in rapido cambiamento confermato anche dai dati forniti dall'Agenzia per il lavoro. In questo scenario, l’Agenzia ha puntato la sua attenzione a migliorare ed affinare sempre più la lettura dei fabbisogni occupazionali per garantire il miglior incrocio tra domanda e offerta di lavoro. 

 

“L'implementazione di un sistema che partendo dalla rilevazione puntuale del  fabbisogno di personale – ha spiegato la dirigente generale dell'Agenzia del lavoro della Pat, Stefania Terlizzi – consente di affinare la raccolta delle candidature preselezionandole e accompagnandole in azienda riducendo il rischio di mismatch".

 

Dottoressa Terlizzi, il 2023 non è stato certamente un anno tranquillo  per il mondo del lavoro. Quali sono i dati che fotografano il Trentino?
Nel corso del 2023, la provincia di Trento ha registrato un totale di 173.821 assunzioni. Il settore che ha mostrato la maggiore domanda di manodopera è stato quello dei pubblici esercizi, strettamente legato al turismo, con 55.823 assunzioni, pari al 32,1% del totale. Le figure più richieste in questo settore sono state, in ordine, camerieri, cuochi e baristi. Seguendo da vicino, il comparto dei servizi del terziario, che include pubblica amministrazione, istruzione, sanità, associazionismo e case di riposo, ha registrato una domanda di lavoratori pari a 47.804 unità, incidendo sul totale delle assunzioni del 27,5%. 

Da sottolineare anche la forte richiesta di lavoratori stagionali nell'agricoltura, in particolare raccoglitori di mele in Valle di Non durante i mesi di settembre e ottobre. Complessivamente, nel 2023 il settore agricolo ha assunto 28.364 lavoratori, rappresentando il 16,3% delle assunzioni totali. È interessante notare che le assunzioni nel settore agricolo superano quelle del settore secondario nel complesso, che ammontano a 20.303 unità, corrispondenti a meno del 12% dell'intera manodopera richiesta nell'anno, con 7.641 assunzioni nel settore delle costruzioni, 663 nel settore estrattivo e 11.999 nel settore manifatturiero. Infine, nel 2023, il commercio ha assunto 11.235 lavoratori e i servizi alle imprese 10.262.

 

Delle quasi 174 mila assunzioni quante sono quelle che riguardano cittadini stranieri e sono in aumento?
Ben 54.313, poco più del 31%, coinvolgono cittadini stranieri. Si osserva una crescita della domanda di manodopera straniera rispetto al 2022 (+1.257), mentre gli italiani hanno registrato una diminuzione (-3.256). Le assunzioni di lavoratori stranieri superano quelle degli italiani soprattutto nell'agricoltura e nell'assistenza alle persone, ma sono significative anche nei settori dei pubblici esercizi e delle costruzioni, evidenziando una difficoltà nel reperimento di manodopera autoctona.

 

E i giovani?
Le assunzioni dei giovani fino ai 34 anni nel 2023 sono state 104.558, rappresentando il 60,2% del totale delle assunzioni. Seguono le assunzioni della classe centrale dei 35-54enni, che sono state 44.527, pari al 25,6% del totale, e infine quelle dei lavoratori di 55 anni e oltre, in costante crescita negli ultimi anni, che sono state 24.736, corrispondenti al 14,2% del totale delle assunzioni.

Per quanto riguarda l'avvio del 2024 possiamo dire, analizzando i dati del bollettino Excelsior, che circa il 33% delle nuove entrate è destinato ai giovani con meno di 30 anni. Questo suggerisce un'attenzione particolare verso l'inserimento lavorativo dei giovani in  provincia di Trento. Inoltre, il 15% delle nuove entrate è previsto per personale laureato, indicando una richiesta di competenze più elevate in alcuni settori o posizioni. 

 

Quali sono le figure professionali che vengono richieste dalle aziende?
Esiste una diversificazione delle figure professionali richieste e delle relative difficoltà di reperimento.
Secondo i dati tratti dall'indagine Excelsior, da un lato si registra un interesse sostenuto per figure altamente qualificate, che richiedono una laurea, come dirigenti, professioni intellettuali e scientifiche. Le professioni di tipo non qualificato continuano a rappresentare un segmento importante.
Le professioni impiegatizie, commerciali e nei servizi, che comprendono molte figure del settore turistico, rappresentano il segmento più consistente. 
Le figure degli operai specializzati sono quelle che incontrano maggiori difficoltà di reperimento. Anche le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, nonché quelle di tipo tecnico, sono segnalate come difficili da reperire, con oltre la metà delle imprese che incontrano ostacoli.

 

Il 2024, dal punto di vista lavorativo, come è iniziato?
I dati Excelsior contenuti nell'ultimo bollettino di febbraio 2024 ci permettono di dare  uno sguardo sulle tendenze occupazionali per il periodo febbraio - aprile 2024.
Per il mese di febbraio 2024 sono circa 4.040 le nuove entrate  nella Provincia di Trento, con un totale di circa 8.700 nella regione Trentino Alto Adige e 408.000 in Italia. Le entrate previste si concentrano principalmente nel settore dei servizi (69%) e nelle imprese con meno di 50 dipendenti (65%). Le figure professionali più richieste sono quelle degli operai specializzati e dei conduttori di impianti (30%), seguiti dalle professioni commerciali e dei servizi (23%). La concentrazione delle entrate previste nel settore dei servizi suggerisce che questo settore è particolarmente dinamico e in espansione grazie al fattore turismo. 

 

Sono le aziende piccole o quelle grandi a fare la parte da leone nelle assunzioni?
Per quanto riguarda le dimensioni aziendali, il fatto che il 65% delle entrate previste dai dati Excelsior  si verifichi nelle imprese con meno di 50 dipendenti suggerisce che le piccole e medie imprese  giocano un ruolo significativo nella creazione di nuovi posti di lavoro nella regione.

 

Quali sono, secondo lei, i motivi che hanno causato le difficoltà di reperimento da parte delle aziende dei profili desiderati?
Siamo di fronte a circa il 57% delle imprese che prevedono difficoltà nell'assunzione di personale qualificato e questo per diversi fattori.  Questi includono una discrepanza tra le competenze richieste dalle aziende e quelle possedute dai candidati disponibili sul mercato del lavoro locale, così come la concorrenza con altre aziende per l'attrazione di talenti. Il 62% delle nuove assunzioni richiede esperienza professionale specifica o nello stesso settore, suggerendo che le aziende preferiscono candidati con una comprovata esperienza lavorativa nel settore o nella posizione specifica per ridurre i tempi di adattamento e formazione.

 

Un tema molto importante per il Trentino è quello degli stagionali. Ora stiamo andando verso la stagione estiva, come si sta sviluppando la situazione e quali interventi ha messo in campo l'Agenzia per aiutare le aziende?
Agenzia del Lavoro, in sinergia con le parti sociali come associazioni di categoria, sindacati e enti bilaterali, ha istituito da diversi anni, in virtù della sottoscrizione di un protocollo di intesa, una lista dedicata alla ricerca di personale nel settore turistico. Questa iniziativa consente alle persone interessate di iscriversi autonomamente lasciando i propri dati, preparandosi così per l'imminente apertura delle candidature per la stagione estiva 2024.

Le figure più ricercate in questo settore sono principalmente quelle legate al servizio in sala e alla cucina. Parallelamente, l'Agenzia sta valutando l'implementazione di un sistema di rilevazione del fabbisogno di personale che permetta di affinare sempre di più la raccolta delle candidature. Un'analisi più approfondita dei dati pubblicati su Trentino Lavoro rivela quali siano le figure del settore dei pubblici esercizi maggiormente richieste. Tra le prime dieci posizioni delle figure più cercate, ci sono i camerieri e i cuochi. A questi si aggiungono i baristi e il personale per il servizio ai piani all'ottavo posto.

 

La formazione rimane uno dei temi fondamentali
Certamente, l'offerta formativa rivolta alle persone disoccupate nella provincia di Trento si articola in diverse tipologie di corsi e iniziative, mirate a rispondere alle diverse esigenze e competenze dei partecipanti.

Esistono percorsi di formazione breve per tecniche di ricerca attiva del lavoro per chi desidera acquisire competenze specifiche per migliorare le proprie prospettive occupazionali. Ci sono poi percorsi di formazione trasversale breve di 60 ore come opportunità di aggiornamento professionale su una varietà di argomenti.

Per chi ha esigenze più articolate di riqualificazione professionale Agenzia mette in campo la formazione professionalizzante di breve e lunga durata. Infine c'è l'Avviso Fse per l'inclusione lavorativa e sociale. Questo avviso è dedicato a individui appartenenti a categorie svantaggiate, tra cui disabili, detenuti o ex detenuti e donne vittime di violenza offrendo loro opportunità di formazione e sviluppo professionale. In sintesi, l'offerta formativa nella provincia di Trento si presenta diversificata e mirata, con programmi progettati per soddisfare una vasta gamma di esigenze occupazionali e personali. Queste iniziative giocano un ruolo cruciale nel fornire agli individui le competenze necessarie per inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro e contribuire così allo sviluppo economico e sociale della regione.

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