Agricoltura tra rischio gelate e siccità: "Aperta la campagne assicurativa". Parassiti e fitopatie sempre un problema: "Gli scopazzi del melo in aumento"
Il settore agricolo è in fermento in Trentino ma ci sono già diverse preoccupazioni. Il presidente della Cia-Agricoltori italiani, Paolo Calovi: "La stagione sembra già avanzata". Pesa anche la burocrazia

TRENTO. Un inverno piuttosto secco e un periodo più caldo nella media, la vegetazione è in ripresa e il settore agricolo è in fermento. Un comparto che, però, guarda anche con preoccupazione ai prossimi mesi: rischio gelate con l'avvicinarsi della primavera e siccità in estate. Qualche tensione di troppo tra attori del settore. I problemi poi si chiamano Drosophila, scopazzi del melo e flavescenza dorata. Pesa poi la burocrazia.
"Siamo in linea con l'anno scorso e la stagione sembra in fase avanzata", spiega Paolo Calovi, presidente della Cia-Agricoltori Italiani del Trentino. "E' aperta da alcuni giorni la campagna assicurativa e gli agricoltori in questo periodo hanno iniziato ad assicurare le produzioni". Il mese di febbraio ha registrato temperature superiori alla media e la prima decade di marzo è stata calda. "Una preoccupazione imminente riguarda il ritorno del freddo e le gelate".
Si guarda, infatti, alle prossime settimane ma superata la primavera, c'è un'altra preoccupazione all'orizzonte. "La siccità", dice Calovi. "Oggi c'è questa incertezza perché l'accumulo di neve è basso e ci può essere il rischio di una sofferenza sul fronte dell'approvvigionamento idrico".
Un nodo è l'impatto della crisi climatica e la presenza di parassiti e fitopatie. "Nel ultimo anno la flavescenza dorata sembra in calo", aggiunge il presidente della Cia-Agricoltori italiani del Trentino. "Diversa la situazione per gli scopazzi del melo che nel 2024 hanno avuto un forte incremento nonostante l'impegno degli agricoltori nell'estirpo delle piante sintomatiche e nel controllo dei vettori".
Capitolo Drosophila. "Da alcuni anni si effettuano i rilasci degli antagonisti naturali del insetto da parte della Fondazione Mach, (spesso legati a lungaggini burocratiche per i permessi ministeriali) I risultati non sono immediati e purtroppo il problema non è ancora risolto. Non è facile controllare questi insetti e anche gli interventi chimici, quando possibile, sono una soluzione solo parziale".
Per questo la prevenzione assume un ruolo ancora più strategico. "La difesa attiva è l'unico modo attualmente efficiente per salvaguardare la produzione", prosegue Calovi. "Non a caso le reti antinsetto sono il metodo più efficacie a oggi, purtroppo però non completamente risolutivo per proteggere ciliegi e piccoli frutti".
Altro problema è la burocrazia. "I controlli e la sicurezza sono fondamentali, tuttavia gli adempimenti sono pesanti per aziende strutturate e non tengono conto della dimensione di impresa a conduzione familiare che operano in contesti complessi come quelli di montagna", evidenzia Calovi. "Le normative europee e nazionali sono eccessivamente stringenti e servirebbero regole e normative dedicate per all' agricoltura di montagna ed ai contesti territoriali e provinciali".
Tante incertezze insomma ma ci sono segnali positivi. "Il mercato si muove bene, in questo momento soprattutto quello delle mele. Purtroppo però c'è qualche frattura nel mondo cooperativo, penso a Latte Trento e Concast. Situazioni che richiedono attenzione e una volontà per andare tutti nella stessa direzione", conclude Calovi.












