Azione legale collettiva contro Booking.com, anche il Trentino sfida il colosso delle prenotazioni: "Le clausole di parità tariffaria violano il diritto della concorrenza"
La Federalberghi, con l'associazione europea dell'ospitalità, e le associazioni nazionali degli albergatori di altri 25 Paesi europei, sostiene un'azione legale collettiva paneuropea contro Booking.com: "Le clausole hanno impedito alle strutture di offrire prezzi o disponibilità migliori in autonomia"

TRENTO. Un'azione legale collettiva contro Booking.com. L'Europa sfida così il colosso delle prenotazioni online. In questo procedimento si sono riuniti Federalberghi, con Hotrec (associazione europea dell'ospitalità), con le associazioni nazionali degli albergatori di 25 Paesi europei.
L’iniziativa fa seguito alla sentenza della Corte di giustizia europea del 19 settembre 2024, che ha stabilito che le clausole di parità tariffaria imposte dalla piattaforma (cosiddetta parity rate) violavano il diritto della concorrenza dell'Unione europea.
"L'azione è aperta anche a tutti gli hotel trentini che hanno utilizzato Booking.com tra il 2004 e il 2024, indipendentemente dalle dimensioni", commenta Davide Cardella, direttore di Asat - Federalberghi del Trentino. "Invitiamo gli associati ad aderire poiché il contenzioso è completamente finanziato e gli hotel non sosterranno costi o rischi legali. Il finanziatore del contenzioso viene infatti risarcito solo se l'azione ha successo. Ci tengo a evidenziare che questo non influenzerà l'attuale rapporto degli hotel con Booking.com poiché la natura collettiva dell'azione offre protezione e forza numerica".
Negli ultimi venti anni, spiegano le associazioni di categoria di Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svizzera, queste clausole hanno posto gli hotel italiani in una posizione di notevole svantaggio competitivo e avrebbero impedito la concorrenza sui prezzi tra Booking.com e altre piattaforme online, gonfiando le commissioni pagate dalle strutture alberghiere.
"Inoltre, le clausole hanno impedito agli hotel di offrire prezzi o disponibilità migliori sui propri siti web, limitando le vendite dirette e l'autonomia. In altri termini: l'uso da parte di Booking.com di clausole anticoncorrenziali ha causato un danno finanziario significativo per le imprese turistico ricettive italiane".
Conseguentemente, in base ai principi generali del diritto europeo della concorrenza, "gli alberghi italiani hanno il diritto di chiedere un risarcimento a Booking.com per le perdite finanziarie subite. Gli hotel possono avere diritto a recuperare una parte significativa delle commissioni pagate a Booking.com nel periodo che va dal 2004 al 2024, oltre agli interessi".
Il caso sarà condotto e gestito da un team di giuristi ed economisti di grande e riconosciuta esperienza nel campo della concorrenza, che hanno già ottenuto con successo la sentenza della Corte di giustizia del 19 settembre 2024. "Tutti gli alberghi sono invitati e incoraggiati ad aderire: bisogna registrarsi e solo così si possono usufruire dei relativi benefici" (Qui info). Il termine ultimo per la partecipazione è il 31 luglio.
"Questa è un'opportunità per gli albergatori italiani per difendere i propri diritti, recuperare le perdite e sostenere un mercato online più equo", conclude Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi.












