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Bolzano
13 agosto | 16:56

Città più care d'Italia, Bolzano medaglia d'argento alle spalle di Rimini. A luglio prezzi in aumento del 2,2%

Nel capoluogo altoatesino si spendono 730 euro in più all'anno per famiglia. In aumento i prodotti alimentari, mentre calano dello 0,1% le bollette di luce, acqua e gas

Città più care d'Italia, Bolzano medaglia d'argento alle spalle di Rimini

BOLZANO. Caro vita, caro casa, caro... "ogni cosa".

 

L’estate porta con sé un nuovo aumento dei prezzi al consumo, ma non vede Bolzano salire sul gradino più alto del podio delle città più care d’Italia. Il capoluogo altoatesino si “accontenta” della medaglia d’argento: in testa alla graduatoria vi è infatti Rimini, dove l'inflazione tendenziale pari a +2,8% si traduce in una spesa aggiuntiva su base annua, equivalente a 771 euro per una famiglia media. A Bolzano si registra un +2,2% e quindi un incremento di spesa annuo pari a 730 euro a famiglia.

 

A luglio 2025 infatti, secondo i dati diffusi dall’Istat, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), comprensivo dei tabacchi, ha registrato un incremento dell’1% rispetto a giugno. Su base annua, l’aumento è del 2,2%, in lieve rallentamento rispetto al 2,3% registrato il mese precedente. Anche escludendo i tabacchi, l’indice mostra una dinamica simile: +1,1% su base mensile e +2,3% rispetto a luglio 2024. L’analisi delle singole voci di spesa mostra un’estate caratterizzata da rincari nei settori legati al turismo.

 

Rispetto a giugno, la crescita più marcata si registra nella divisione Servizi ricettivi e di ristorazione (+2,1%), seguita da Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+2,0%) e da Trasporti e Ricreazione, spettacolo e cultura, entrambi in aumento dell’1%.

 

Scendono, invece, i prezzi delle Comunicazioni (-0,9%) e, seppur leggermente, quelli di Abbigliamento e calzature (-0,1%). Rimangono stabili rispetto al mese precedente le divisioni relative a Mobili e servizi per la casa, Istruzione e Altri beni e servizi. Guardando al confronto con luglio dello scorso anno, a guidare la crescita tendenziale è ancora una volta il comparto turistico, con i Servizi ricettivi e di ristorazione in aumento del 5,5%.

 

Seguono Servizi sanitari e spese per la salute (+3,9%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+3,4%) e Altri beni e servizi (+2,7%). Non mancano però le flessioni: in calo le comunicazioni, che registrano un netto -5,8%, seguite da Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-1,3%) e dai Trasporti (-0,2%). Nessuna delle principali divisioni di spesa risulta invariata rispetto a dodici mesi fa, segno di una dinamica dei prezzi ancora in movimento, anche se più contenuta rispetto ai picchi inflazionistici degli ultimi anni.

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