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Trento
29 luglio | 06:00

Dal boom per il Napoli alle code sulle montagne e ai parcheggi: "Brand Trentino forte ma questa estate poco overtourism. I prezzi? In crescita nel mondo viaggi"

A fronte di un investimento consistente il ritiro del Napoli paga dividendi tra visibilità e presenze: 2-3 mila persone medie giornaliere con punta di 5-6 mila nei week end. Il direttore di Progetto turismo, Matteo Bonazza: "Il meteo avverso di luglio potrebbe però aver rallentato gli arrivi". Tante luci ma qualche ombra: "Il commercio è in difficoltà ma non sempre nel settore c'è capacità di visione" 

TRENTO. Un boom di presenze a Dimaro per il ritiro del Napoli e affari d'oro per il territorio con gli esercenti che hanno alzato i listini. Un piccolo overtourism mentre in questi giorni sui social network vengono condivise foto e video che mostrano code di persone per prendere una funivia, parcheggi pieni e strade intasate dal traffico. 

 

Si parte dalla val di Sole con due settimane da pieno nell'area di Dimaro Folgarida per la preparazione degli azzurri campioni d'Italia. Un appuntamento che rappresenta una certezza, pochissime le stagioni fiacche, nell'ospitalità del Napoli. A fronte di un investimento importante, circa 1 milione - euro più euro meno - c'è un ritorno tra visibilità, posizionamento e presenze: si è viaggiato tra le 2-3 mila presenze medie giornaliere a salire con 5-6 mila persone nei week end.

 

"Il ritiro è un evento consolidato", dice Matteo Bonazzadirettore di Progetto turismosocietà di consulenza trentina specializzata nello sviluppo del territorio e della sua offerta turisticae presidente di G&A Group. "Diventa normale che gli imprenditori facciano impresa e ci sia un aumento dei prezzi nella logica di una forte domanda e un'offerta che si adegua di conseguenza. Certamente l'Italia ha tariffe alte. In generale però il trend degli ultimi anni è chiaro, cioè il mondo dei viaggi è cresciuto nei costi e molte destinazioni si sono uniformate: penso alla Croazia, per esempio, che si è adeguata in questo senso. Più abbordabili i mercati emergenti - un esempio è l'Albania - che però sono destinati nel breve periodo a portarsi ai livelli più elevati". Il Trentino non fa eccezione, "per diversi fattori: c'è richiesta e il brand è molto forte".

 

Le ragioni? "Sicuramente c'è un percorso di decenni di investimenti azzeccati e di una forza economica di un certo tipo", prosegue il direttore di Progetto turismo, società di consulenza trentina specializzata nello sviluppo del territorio e della sua offerta turistica, e presidente di G&A Group. "Non secondaria anche la capacità di scelte in tempi piuttosto stretti, anche sul fronte pubblico. La politica è nelle condizioni e nella capacità di valutare, risponde e supportare eventuali progetti, poi c'è Trentino Marketing, ci sono le Aziende per il turismo e tutto un sistema integrato. Altrove magari prima bisogna autofinanziare un'analisi e poi partecipare a bandi e gare per avere una successiva interlocuzione: ci sono tanti passaggi e ostacoli da superare con il rischio che soluzioni e proposte, interessanti, invecchino".

 

Le stagioni estive, anche in confronto a quelle invernali, hanno ancora margini di crescita e di sviluppo - più sulle montagne che sui laghi - ma anche questa estate non mancano immagini riconducibili a forme di overtourism tra code, traffico e servizi messi a dura prova. Anche l'Istituto Demoskipika inserisce, ormai da qualche anno, il Trentino e l'Alto Adige tra le destinazioni a rischio.

 

"Ci possono essere alcuni casi, ma sono molto circoscritti, tanto in montagna quanto in spiaggia", aggiunge Bonazza. "Quest'anno però non percepisco molto overtourism".

 

La stagione è partita benissimo a giugno ma potrebbe esserci un rallentamento, complice il meteo avverso, a luglio. "Un altro da aspetto da tenere in debita considerazione è il rapporto tra prezzi in aumento e un potere d'acquisto delle famiglie che si è eroso", evidenzia. C'è anche qualche problema in Germania. Si guarda correttamente a nuovi mercati, però è fondamentale non perdere di vista quelli che storicamente sono i principali bacini e la base dell'afflusso e si deve riflettere sui tempi di ripresa per non trovarsi in affanno".

 

Il ragionamento deve essere di medio-lungo periodo. "E c'è consapevolezza in Trentino: c'è un percorso per rafforzare la bassa stagione, la primavera e l'autunno, così come prodotti integrati e l'opportunità di attrarre giovani", prosegue Bonazza. "Ci sono anche sperimentazioni e studi sui flussi e sulla capacità di carico dei territori, come a Molveno oppure Tenno, per esempio. Ci possono essere situazioni di gestione complessa e qualche cortocircuito talvolta, tuttavia c'è un approccio serio perché questo tema riguarda la qualità dell'esperienza di un ospite ma anche la capacità di mantenere un equilibrio tra residente e turista. A Campiglio si mettono in pratica diverse iniziative tra aperture anticipate e 'numeri ideali' sulle piste ma forse non vedo questo approccio così attento nel mondo sci che è ancora legatissimo a dinamiche un po' obsolete: più numeri, più impianti, più innevamento artificiale, più infrastrutturazione senza tenere conto di molti fattori, la crisi climatica in primis".

 

Un rischio del turismo è quello di un turismo omologato. Un modello che funziona esportato senza se e senza ma, senza adattarsi a una destinazione oppure su larga scala, come i negozi di souvenir ogni metro a vendere tutti, o quasi, il medesimo prodotto.

 

"Il commercio è un settore in difficoltà e questa è una tematica che va affrontata in modo strutturale. Non sempre c'è una capacità di visione e di adattamento a un mondo che cambia velocemente. Le piattaforme digitali hanno un peso maggiore e bisogna puntare sulla distintività e sul servizio. Ancora diverso l'atteggiamento del turista che ama comprare sul territorio, un po' per l'effetto souvenir e un po' per la funzionalità di un'esigenza da risolvere, ma non sempre l'esercente è ricettivo e si lascia sorprendere dalla richiesta. In questo momento il comparto subisce i cambiamenti, l'analisi che conduce la Camera di commercio con l'Università di Trento per pianificare un futuro sostenibile è un passo in avanti e può contenere spunti interessanti", conclude Bonazza.

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