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Trento
02 aprile | 20:20

"Non c'è tregua", i prezzi del cacao ancora alti. Piantagioni ko tra crisi climatica e malattie: "Rafforziamo la produzione artigianale per non pesare sui clienti"

Un anno fa la materia prima ha raggiunto i massimi storici, ma da allora la situazione è cambiata poco. Il prodotto finito costa mediamente il 20%. Indal: "Il cacao è difficile da reperire e il prezzo è nuovamente salito perché si entra in un periodo di picco. Ma in generale c'è un rialzo lungo tutto la filiera: le grosse aziende faticano a intervenire per assorbire i costi e così parte dei problemi si riversa sul listino"

TRENTO. "Non c'è tregua", le parole di Matteo Rossisocio e amministratore delegato di Indal, realtà trentina molto conosciuta e punto di riferimento per il settore. "I prezzi subiscono oscillazioni costanti ma restano ancora piuttosto alti". Un anno fa il costo della materia prima del cacao aveva toccato i massimi storici, il record. Ma da allora poco è cambiato. Il settore è sempre schiacciato dalle dinamiche esterne, difficili da contrastare. "Qualcosa bisogna riversare sul cliente ma cerchiamo strade alternative per mantenere la qualità e listini contenuti: rispondiamo con prodotti alternativi e rafforziamo il lavoro del nostro laboratorio".

 

Si avvicina un momento clou per il comparto: la Pasqua. Dopo le avvisaglie nel periodo natalizio, il settore si confronta con un altro periodo delicato per la materia prima. I motivi? Un po' c'entra la spirale speculativa, così come una logistica che soffre le incertezze ai canali di Suez e di Panama. Moltissimo è però imputabile alla crisi climatica e alle malattie che hanno colpito le piantagioni.

 

"Il raccolto avviene tra ottobre e dicembre ma la produzione è stata pregiudicata dal clima non favorevole", evidenzia Rossi. "Il cacao è difficile da reperire e il prezzo è nuovamente salito perché si entra in un periodo di picco. Ma in generale c'è un rialzo lungo tutto la filiera: le grosse aziende faticano a intervenire per assorbire i costi e così parte dei problemi si riversa sul listino: il prodotto finito mediamente segna un +20% rispetto all'anno scorso".

 

Un trend che inevitabilmente tocca anche Indal. "Alcuni prodotti sono aumentati perché non abbiamo la forza di contrattare direttamente e quindi inseguiamo un po' questa dinamica", aggiunge Rossi. "Tuttavia abbiamo scelto di rinunciare a qualche marchio per proporre un assortimento diverso e rispondere con alternative che possano andare incontro ai gusti del clienti".

 

Una caratteristica di Indal è la produzione artigianale. "L'intenzione è di rafforzare la produzione del nostro laboratorio con prodotti personalizzati e unici. In questo caso riusciamo a calmierare meglio le risalite dei prezzi". Ma che Pasqua aspettarsi? "Le vendite sono buone, il posizionamento delle festività nel calendario possono essere un vantaggio quest'anno. E' ancora presto per le proiezioni ma c'è fiducia, anche se il volume è influenzato dal meteo e non deve essere troppo caldo", conclude Rossi.

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