"Per compensare l'impatto dei dazi sul vino e sull'agroalimentare l'Europa metta in campo risorse", il punto di Coldiretti. Barbacovi: "Serve investire sulle filiere produttive"
Il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige all'apertura di Vinitaly 2025: "Importante che il nuovo piano Ue sul vino abbia incluso anche l’enoturismo come motore del turismo e dello sviluppo delle aree interne e rurali. Dazi americani? Occorre che l'Unione Europea metta in campo risorse per sostenere le filiere di un settore chiave dell’economia"

TRENTO. Investire sulle filiere per contrastare le possibili conseguenze dei dazi: questo in estrema sintesi, il pensiero del presidente di Coldiretti del Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi che, intervenuto a Verona in occasione dell'apertura di Vinitaly 2025, ha lanciato uno sguardo agli attuali scenari economici in relazione al mondo vitivinicolo.
“E’ importante che il nuovo piano Ue sul vino abbia incluso anche l’enoturismo come motore del turismo e dello sviluppo delle aree interne e rurali" ha sottolineato Barbacovi, spiegando come queste rappresentino luoghi che "grazie alla consapevolezza e al lavoro dei nostri agricoltori non sono più solo spazi produttivi, ma diventano territori di accoglienza, di formazione, di esperienza, capaci di trasmettere i valori profondi della nostra identità”.
Riflessione che poi vira repentinamente sul tema Dazi. "Occorre – ha aggiunto Barbacovi – che l’Unione Europea metta in campo le risorse necessarie per compensare l’impatto dei dazi americani sul vino come sugli altri prodotti agroalimentari e sostenere le filiere produttive di un settore chiave dell’economia”.
E proprio questo, viene specificato, è uno dei temi emersi dall’incontro a Casa Coldiretti tra il Commissario europeo all’Agricoltura Cristophe Hansen e il presidente nazionale Ettore Prandini, alla presenza del segretario generale Vincenzo Gesmundo e l’amministratore delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, che ha seguito la visita del Commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi. Presenti, tra gli altri, anche la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, il presidente di Terranostra Campagna Amica Dominga Cotarella, il presidente della Consulta Vino di Coldiretti Francesco Ferreri e il professore Felice Adinolfi direttore del Centro Studi Divulga.
Nell'occasione Coldiretti ha sottolineato come sia necessaria un’azione unita "senza commettere l`errore di rispondere con dazi ai dazi". Ad essere rimarcato è stato come sia necessario che l`Ue investa direttamente sui vari settori produttivi, senza gravare sul debito dei singoli Stati, aumenti gli investimenti nell`internalizzazione e cancelli tanta burocrazia che diventa un vero e proprio dazio.
“Quella burocrazia, o peggio tecnocrazia, che si traduce in una normatività esasperata e spesso incomprensibile – ha sottolineato il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo rivolgendosi ad Hansen – che frena gli insediamenti agricoli specie fra i giovani, che ha un costo in termini di investimenti psicologici e in risorse umane tali da frenare e condizionare il desiderio di fare impresa. Una burocrazia incapace di pensare agli effetti drammatici che provoca sulle vite degli agricoltori, costretti a portare un peso enorme sulle loro spalle”.
In quest' ottica, ha osservato poi il Commissario europeo Hansen, il dialogo strategico sull’agricoltura "rappresenta una grande opportunità per rafforzare la cooperazione reciproca" tra istituzioni europee e mondo agricolo. "Siamo orgogliosi – ha puntualizzato – di contribuire a questo processo, consapevoli dell’importanza di temi cruciali come la sicurezza e la sovranità alimentare, oggi più che mai al centro dell’agenda politica. Non nominiamo più il Green deal e farm to fork, perché abbiamo aperto una nuova stagione”.
Un ulteriore tema affrontato dal presidente di Coldiretti del Trentino Altoadige è stato quello dell'attenzione alle nuove generazioni di agricoltori. “Un altro fronte su cui chiediamo attenzione riguarda i giovani agricoltori – conclude Barbacovi – Coldiretti è la prima organizzazione agricola per numero di associati in Italia e in Europa, ma uno dei nostri impegni maggiori è rivolto al ricambio generazionale. Se vogliamo un futuro forte per l’agricoltura europea, dobbiamo investire su chi ha il compito di costruirlo. Così come dobbiamo sostenere chi vive nelle aree rurali e di montagna per il loro ruolo essenziale di presidio dell’ambiente e del paesaggio. Per questo, nella riforma della Pac, chiediamo strumenti specifici e accessibili per i giovani e per chi vive nella aree di montagna e collina”.
Ad intervenire sul nuovo Piano vino della Ue e sugli effetti dai dazi è infine il presidente della Consulta Vino di Coldiretti Francesco Ferreri. “E’ fondamentale mantenere una visione chiara dei mercati – ha specificato – e delle conseguenze che potrebbero derivare da scelte come l’introduzione di dazi. Oltre all’inevitabile aumento dei costi, occorre salvaguardare quindici anni di investimenti che hanno consentito ai nostri prodotti di posizionarsi non solo come vini italiani o europei, ma come simboli di qualità e forte identità territoriale. In merito alle politiche Ue, la vera sfida è quindi disporre di un sistema che permetta un utilizzo dell’Ocm Promozione più semplice e dinamico, prevedendo meccanismi meno complessi e più funzionali”.












