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Trento
31 luglio | 17:41

"Situazione allo stremo per il caldo nei luoghi di lavoro. La politica disprezza i cittadini". Uiltec, durissimo attacco agli assessori e alle Giunte di Trento e Bolzano

"Il rifiuto di emanare un’ordinanza a tutela di lavoratrici e lavoratori delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano, pone anche un interrogativo: si assumeranno i due assessori le proprie responsabilità se qualche lavoratore morirà, a causa della loro inerzia, per il caldo estremo (fisicamente, non metaforicamente)?" scrive in una nota ufficiale Francesco Mongioì segretario organizzativo con delega alla salute e sicurezza della Uiltec Trentino Alto Adige

Situazione allo stremo per il caldo nei luoghi di lavoro

TRENTO. Il Trentino Alto Adige è stretto nella morsa del caldo tropicale, ma la politica non si muove per tutelare i lavoratori.

 

E' questa l'accusa mossa dalla Uiltec Trentino Alto Adige tramite una nota stampa firmata da Francesco Mongioì segretario organizzativo con delega alla salute e sicurezza. Esperto della sicurezza sul lavoro e formatore divulgatore, il sindacalista non usa mezzi termini per criticare l'operato degli assessori provinciali competenti, accusandoli di giocare "a rimpiattino con le responsabilità di governo" e aggiungendo che "disprezzano i cittadini"

 

"Ci siamo! La cosiddetta quarta ondata di caldo estremo sulla nostra regione è arrivata - scrive Mongioì in una nota ufficiale -. In realtà è improprio parlare di quarta ondata. Si tratta dell’ondata di caldo estremo dell’estate 2026. C’è stata qualche pausa con temperature più tollerabili, ma anche con nubifragi e grandinate che hanno prodotto non pochi danni. Sono gli effetti dei cambiamenti climatici ampiamente previsti e denunciati dagli scienziati e ignorati dai politici che giocano a rimpiattino con le responsabilità di governo e disprezzano i cittadini. In molti luoghi di lavoro le alte temperature rendono estremamente faticoso il lavoro e comportano rischi per la salute e la sicurezza di lavoratrici e lavoratori, anche gravi e mortali. Nella conferenza stampa del 17 luglio scorso, avevo evidenziato il quadro normativo e le linee d’indirizzo, insieme ai rischi per la salute e la sicurezza di lavoratrici e lavoratori.  Avevo anche facilmente predetto che la provincia di Bolzano avrebbe rifiutato l’emissione di un’ordinanza per la tutela delle maestranze dai rischi del caldo estremo durante il lavoro. Uguale comportamento adottato dalla provincia di Trento. Non per niente sono province autonome: possono decidere quello che vogliono nei troppi ambiti in cui hanno competenza legislativa".

 

La Uiltec poi chiama in causa direttamente gli assessori provinciali Spinelli e Amhof.

 

"L'assessore trentino, Spinelli, aveva già risposto alle organizzazioni sindacali - prosegue il segretario organizzativo della Uiltec -, il 10 luglio 2026, con una lettera di fermo diniego all’emanazione di un’ordinanza che fermasse il lavoro nelle ore più calde a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Si è nascosto dietro la scusa che le condizioni microclimatiche del territorio trentino sono variabili. Ha trovato più di una scusa, l’assessore trentino, pur di evitare di metterci la faccia e la serietà nella tutela di chi lavora con il caldo estremo senza altra possibilità di riparo. L’autonomia fa male e molto a chi si guadagna da vivere onestamente con il proprio lavoro. Avevo annunciato che il Comitato di Coordinamento e indirizzo Altoatesino si sarebbe riunito il 21 luglio e così è stato. L’incontro è servito all’assessora altoatesina Amhof, spalleggiata, tra gli altri, dall’assessore Messner, per comunicare che la provincia autonoma di Bolzano non emanerà alcuna ordinanza di protezione dei lavoratori dal caldo estremo. Si è nascosta dietro le linee d’indirizzo della Conferenza delle Regioni, dietro l’art. 28 del D. Lgs. 81/08 che già obbliga il Datore di lavoro alla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, inclusi quelli derivanti dall’esposizione a microclima e radiazione solare. Esiste quindi un obbligo (sanzionabile) alla valutazione ed individuazione delle misure di prevenzione e protezione per ridurre i rischi. Così ragiona l’assessora Amhof nascondendosi dietro parecchie scuse, pur di non assumersi le proprie responsabilità.  Sempre per sfuggire alle proprie responsabilità ha lasciato intendere che si è trattato di una decisione del Comitato di coordinamento. Non è così! Sono membro del Comitato e posso assicurare che non si è espresso con un voto e le Organizzazioni sindacali presenti si sono tutte correttamente espresse per un’ordinanza a tutela dei lavoratori. Un comunicato stampa che avevamo diffuso a tal proposito, è stato ignorato".

 

Il sindacato, infine, sferra un ultimo durissimo attacco, facendo notare come, tutte le regioni, ad eccezione delle province di Trento e Bolzano e della Valle d'Aosta, abbiamo emanato ordinanze specifiche, soprattutto per tutelare chi lavora all'aperto.

 

"Ordinanze a tutela dei lavoratori - conclude Mongioì - sono state emanate da tutte le regioni virtuose ad esclusione delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano e della Val d’Aosta. Riguardano prevalentemente i lavoratori all’aperto: edili, agricoli, logistica, rider. Però sono utili anche per le attività al chiuso come fonderie, trasformazione materie plastiche per esempio. In chiusura di riunione l’assessora Amhof ha sostenuto che non è compito della politica la tutela di lavoratrici e lavoratori. Sostiene, l’assessora, che l’incombenza è sulle spalle delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali. C’è stata, infine, la minaccia, per me non credibile, di emanare ordinanze separate per settore di attività, il prossimo anno, se non ci saranno stati accordi fra le parti sociali. Un’ordinanza a tutela di chi lavora nelle giornate di caldo estremo è necessaria da subito e sarebbe d’aiuto anche per le imprese che devono attivare la prevista cassa integrazione. I lavoratori e le lavoratrici delle aziende del settore tessile, calzaturiero, vetro, gommaplastica, chimica, elettrico, gasacqua del Trentino Alto Adige ci stanno contattando e ponendo molte domande sul caldo perché la situazione nei luoghi di lavoro é allo stremo. Il rifiuto di emanare un’ordinanza a tutela di lavoratrici e lavoratori delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano, pone anche un interrogativo: si assumeranno i due assessori le proprie responsabilità se qualche lavoratore morirà, a causa della loro inerzia, per il caldo estremo (fisicamente, non metaforicamente)?".

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