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Belluno
30 settembre | 21:09

Tiene il mercato del lavoro in Veneto: crescono le assunzioni, soprattutto il tempo determinato. A Belluno più lavoratori in industria e agricoltura, meno nel turismo

Veneto lavoro ha rilasciato i dati del secondo trimestre 2026 sul fronte occupazionale. A livello regionale la crescita dei lavoratori è positiva, anche se più moderata rispetto al post Covid. Forti le differenze provinciali: Belluno, in particolare, si conferma in linea con il 2025 e crescono soprattutto agricoltura e industria

Tiene il mercato del lavoro in Veneto: crescono le assunzioni, soprattutto il tempo determinato

BELLUNO. Tiene il mercato del lavoro in Veneto: i dati del secondo trimestre 2026 rilasciati da Veneto Lavoro attestano infatti una crescita che, se pur più moderata rispetto al post Covid, risulta comunque positiva e in linea con il 2025.

 

“Questa tenuta - specifica il report - non modifica tuttavia la lettura di fondo: su base annua la crescita occupazionale continua a mostrare un andamento più contenuto rispetto al recente passato. Il risultato del trimestre, con l’entrata nel vivo della stagione, è sostenuto in misura rilevante dal tempo determinato e dai servizi turistici, mentre il tempo indeterminato contribuisce con minore intensità”.

 

Ci sono infatti importanti differenze tra settori e province. Partendo dallo scenario generale, nel secondo trimestre 2026 in Veneto si contano circa 2,2 milioni di occupati, di cui quasi 1,8 milioni lavoratori dipendenti. Le persone in cerca di lavoro sono 73 mila, mentre gli inattivi 1,9 milioni. Tra i 15 e 74 anni, in particolare, gli inattivi sono 1,3 milioni, di cui 62 mila forze di lavoro potenziali, e il tasso di occupazione si attesta al 61,3% (di cui solo la metà, il 53,8%, sono donne). 

 

Per quanto riguarda invece il mercato del lavoro, il saldo tra aprile e giugno è di + 51.800 posizioni. Rispetto al secondo trimestre 2025 aumentano sia le assunzioni (+2%) sia le cessazioni (+3%): due percentuali che riguardano però soprattutto i rapporti di brevissima durata, perciò non determinano un rafforzamento del saldo occupazionale. Il risultato del trimestre continua piuttosto a essere sostenuto in misura rilevante dai servizi turistici, dato l’ingresso nel vivo della stagione.

 

Che tipo di posizioni prevalgono? Le assunzioni aumentano soprattutto per uomini e stranieri e riguardano le professioni non qualificate, in particolare in agricoltura. Sul fronte anagrafico, la crescita si concentra sia tra i lavoratori più giovani - anche con rapporti più duraturi nelle professioni qualificate delle attività ricettive - sia tra i più anziani, per i quali prevalgono invece i contratti giornalieri.

 

Il più contenuto incremento delle assunzioni nelle professioni tecniche e in quelle ad alta qualificazione è invece riconducibile soprattutto a contratti di brevissima durata nei trasporti e nelle attività cinematografiche.

 

Quanto al tipo di contratti, il tempo indeterminato ha la meglio con +5000 unità (erano 6.100 lo scorso anno): un calo dovuto in particolare all’incertezza della situazione economica generale e alla difficoltà delle imprese di trovare le figure ricercate. Va meglio invece per il tempo determinato, con +41.600 unità (legate molto alla stagione turistica). Crescono infine lievemente anche i contratti in somministrazione, mentre calano gli apprendistati.

 

Sul fronte dei settori si rafforzano agricoltura (da +4.000 a +6.000 posizioni di lavoro) e industria (+4.400, contro +3.700 lo scorso anno). Nel terziario, che comunque continua a fornire il contributo più rilevante, il saldo è di +41.400 posizioni, inferiori alle +44.400 del 2025.

 

Infine i territori: crescono soprattutto Venezia (+30.800), grazie al turismo, e Verona (+15.800), sostenuta anche dal rafforzamento di agricoltura e industria. Risultati in miglioramento rispetto al 2025 anche a Rovigo, mentre Belluno mostra una sostanziale stabilità. Padova e Vicenza fanno registrare saldi più sfavorevoli rispetto al 2025, ma ancora positivi, mentre Treviso è l'unica provincia con un saldo lievemente negativo. 

 

Venendo invece alla provincia di Belluno, c’è una sostanziale tenuta occupazionale: il saldo è di +1.126 posizioni di lavoro (di cui 520 donne e 606 uomini, mentre sul fronte della cittadinanza sono 738 gli italiani e 388 gli stranieri), in linea con lo stesso periodo del 2025. Anche qui prevale il tempo determinato, a quota 981 contro i 141 contratti a tempo indeterminato.

 

Ci sono invece forti differenze tra settori. Nell’industria il risultato migliora (+274) soprattutto grazie al settore costruzioni (+212) e all’occhialeria, dove però si tratta più di un calo delle cessazioni che di una ripresa delle assunzioni (a quota infatti +13). Nel turismo, invece, la crescita si ridimensiona perché l’aumento delle cessazioni registrato ad aprile dopo la fine della stagione invernale (e delle Olimpiadi) compensa notevolmente l’incremento delle assunzioni. Il saldo delle assunzioni si attesta infatti a +898, contro il +1.227 dello stesso periodo del 2025.

 

Infine, calano le professioni ad alta qualificazione e responsabilità (-247) mentre crescono sia quelle professioni impiegatizie e qualificate nei servizi (+673) sia quelle non qualificate (616) in particolare nell’agricoltura e nella manutenzione del verde.

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