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| 19 ago 2021 | 16:13

Restyling da 1,4 milioni per il Rifugio Gino Biasi al Bicchiere (FOTO): pure il New York Times e il Frankfurter si sono interessati alla struttura più in quota dell’Alto Adige

Con un investimento da 1,4 milioni il rifugio Gino Biasi al Bicchiere è stato completamente rinnovato, Kompatscher: “I nostri rifugi sono un fiore all’occhiello, rappresentano il riferimento e lo sviluppo delle nostre montagne”

di Redazione

RACINES (BZ). Al centro dell’area di ghiacciai più estesa dell’Alto Adige, circondata da vette oltre i 3.000 metri come il Pan di Zucchero e la Cima Libera, svetta nella sua nuova veste il rifugio Gino Biasi al Bicchiere o Becherhaus. Con un investimento da 1,4 milioni di euro la struttura è stata completamente rinnovata e ora potrà finalmente tornare in tutta la sua bellezza dopo 2 anni di lavori.

 

Nei gironi scorsi si è tenuta l’inaugurazione ufficiale della struttura anche se per via delle condizioni meteo ci sono delle modifiche al programma. Una prima informale celebrazione insieme ai gestori del rifugio Lukas e Edeltraud Lantschner, cui è andato il ringraziamento del presidente della Provincia, è stata svolta nella mattinata del 18 agosto dal presidente Arno Kompatscher e dalla sua vice e assessora Waltraud Deeg, giunti a 3.195 metri a piedi insieme alla presidente di comprensorio dell'Alta Valle Isarco Monika Reinthaler, al sindaco di Racines Sebastian Helfer e ai componenti del Soccorso Alpino dell'Avs della Val Ridanna. Nel primo pomeriggio le condizioni meteo a valle sono fortunatamente migliorate, e dunque sul posto ha potuto giungere anche l'assessore al Patrimonio Massimo Bessone.

 

I nostri rifugi sono un fiore all’occhiello, rappresentano il riferimento e lo sviluppo delle nostre montagne”, ha sottolineato il presidente Kompatscher. “Questo vale soprattutto per il Becherhaus, il rifugio più alto dell’Alto Adige”. Grazie allo sviluppo del turismo di montagna, la Becherhütte ha guadagnato una fama internazionale, tanto che anche media importanti come il New York Times e Frankfurter Allgemeine Zeitung si sono interessati al rifugio. L’obiettivo della Provincia è quello di mantenere i rifugi come alloggi per gli appassionati di montagna, come luoghi di incontro per persone provenienti da qualsiasi posto, e di riempirli così di vita. “In questa regione di alta montagna particolarmente sensibile dal punto di vista ecologico, la sostenibilità e l’armonia con la natura sono aspetti importanti per noi” ha detto il presidente Kompatscher, sottolineando che anche durante i lavori è stata prestata massima attenzione al rispetto dell’ambiente e alla sostenibilità.

 


 

“Abbiamo investito 1,4 milioni di euro al fine di migliorare questo rifugio, che fa parte del nostro patrimonio pubblico” ha affermato l’assessore provinciale Bessone. Egli ha inoltre sottolineato le difficoltà alle quali un cantiere in alta montagna va incontro: “un cantiere in alta montagna è un lavoro difficile e tecnicamente impegnativo, che può essere svolto soltanto in un periodo di tempo limitato. Nonostante ciò, tutte le aziende locali che hanno lavorato e che attualmente lavorano al Becherhaus hanno affrontato tutte le sfide nel miglior modo possibile”.

 


 

I lavori hanno interessato l’involucro esterno dell'edificio del rifugio Gino Biasi al Bicchiere: sono state rifatte le sue facciate in scandole di larice. Sono stati rifatti anche la copertura e gli infissi, nonché impianti tecnologici necessari e le opere connesse all’adeguamento alla normativa antincendio. All’interno dell’edificio, sono state ampliate la “Stube” sul lato Est e la terrazza. Gli adeguamenti interessano l’intera alimentazione elettrica, comprensiva dell’illuminazione Led, l’impianto fotovoltaico, incluso il sistema di accumulo batterie, l’impianto termoidraulico, l’antincendio, l’impianto per l’approvvigionamento e trattamento dell’acqua del ghiacciaio. A cura della ditta Rainer Bauunternehmung di Racines, è stato pure installato un impianto per lo smaltimento delle acque reflue. Alcuni lavori saranno ultimati nel corso delle prossime settimane.

 


 

L’esecuzione degli interventi è stata a cura della ditta Mader Srl di Vipiteno, vincitrice dell’appalto, con le imprese subappaltatrici Trenkwalder&Partner Srl, Hofer&Zelger Snc e Unionbau Spa, tutte imprese locali. Gli interventi di manutenzione e risanamento sono stati seguiti da Luca Carmignola, direttore dell’Ufficio manutenzione opere edili della Ripartizione patrimonio, ed il collaboratore tecnico Stefano Rebeschini, coadiuvati dai progettisti Hans Pardeller, Eleonora Kraus e Norbert Verginer.

 


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