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Strage del Mottarone, Leitner: ''Ci costituiremo parte civile e gli eventuali risarcimento saranno devoluti alle famiglie delle vittime''

La società di Vipiteno interviene sulla tragedia accaduta domenica scorsa sulla funivia Stresa-Mottarone: "Non sono arrivate altre richieste d’intervento e segnalazioni in merito a malfunzionamenti dell’impianto frenante"

Pubblicato il - 27 maggio 2021 - 17:12

VIPITENO. "La sicurezza è sempre stata al primo posto in ogni nostra attività. Gli eventuali risarcimenti saranno devoluti alle famiglie delle vittime". Queste le parole di Anton Seeber, presidente della Leitner. L'azienda altoatesina comunica che costituirà parte civile nel procedimento giudiziario che riguarda la tragedia accaduta domenica scorsa sulla funivia Stresa-Mottarone. "Non c'è stata nessuna richiesta di intervento al sistema frenante".

 

Attualmente sono tre le persone fermate per il drammatico incidente costato la vita a 14 persone, mentre l'unico superstite, il piccolo Eitan, è rimasto gravemente ferito. La Procura di Verbania che indaga sulle cause della strage ha ribadito nel decreto di fermo che non era la prima volta che il sistema frenante di emergenza della funivia veniva disattivato e che "venivano deliberatamente e ripetutamente inseriti". Scelte di cui sarebbero stati ripetutamente informati il capo operativo del servizio, il direttore di esercizio e l'amministratore di Ferrovie del Mottarone.

 

"La manomissione degli impianti di sicurezza che ha portato alla tragica morte di 14 persone – prosegue Seeber – è un atto gravissimo. L’utilizzo dei cosiddetti forchettoni è espressamente vietato con persone a bordo. Da oltre 75 anni impianti a fune prodotti dalla nostra società trasportano ogni giorno milioni di persone in tutto il mondo: la sicurezza è sempre stata al primo posto in ogni nostra attività, una prassi che ha consolidato il trasporto a fune come tra i mezzi di trasporto più sicuri. Per tutelare l’immagine dell’azienda, dei suoi collaboratori e di tutto il settore abbiamo perciò deciso che ci costituiremo parte civile nel procedimento contro i responsabili che verranno individuati dalla magistratura. Eventuali risarcimenti verranno devoluti alle famiglie delle vittime di questa tragedia".

 

Intanto le indagini proseguono per fare piena luce sulla vicenda. Le anomalie sulla cabina 3 sarebbero state note da almeno un mese. Fino all’ultimo tra sabato 22 e domenica 23 la cabina andava a “singhiozzo”, tanto da richiedere la sostituzione di uno dei rulli, una delle ruote che scorre lungo il cavo, che si è misteriosamente spezzato. I tre fermati sono accusati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione degli strumenti atti a prevenire gli infortuni aggravato dal disastro e lesioni gravissime.

 

Resta ancora da comprendere perché si sia spezzato il cavo traente che aveva superato l’ultimo controllo annuale a novembre 2020 eseguito proprio alla Leitner. "Anche per quanto riguarda l’impianto di Stresa-Mottarone l’attenzione alla sicurezza e la cura della manutenzione trovano conferma nell’ampia documentazione in nostro possesso. A a questo proposito si conferma nuovamente l’assoluta disponibilità a collaborare con le autorità nell’opera di ricostruzione della dinamica. Abbiamo sempre risposto con tempestività a ogni richiesta di intervento da parte del gestore".

 

L'azienda altoatesina specifica inoltre che "una società incaricata da Leitner - si legge nella nota - ha effettuato il 30 aprile 2021 (con comunicazione degli esiti datata 3 maggio 2021) controlli ai freni vettura, con verifiche di funzionalità, senza riscontrare problemi e procedendo alla ricarica degli accumulatori delle centraline idrauliche che azionano i freni sulla fune portante. Da quel giorno a Leitner non sono arrivate altre richieste d’intervento e segnalazioni in merito a malfunzionamenti dell’impianto frenante. La tempestività che caratterizza l’attività di manutenzione di Leitner trova anche conferma nell’intervento eseguito sabato 22 maggio 2021, a seguito di richiesta d’intervento ricevuta dal gestore nella stessa mattina per l’usura dell’anello in gomma di un rullo di linea. L’intervento, che non ha nulla a che fare con il freno d’emergenza, consisteva nella sostituzione di uno dei numerosi rulli dei piloni dell’impianto. Nonostante la richiesta di intervento non risultasse urgente e nemmeno legata alla sicurezza dell’impianto, nella stessa giornata si era però proceduto ad eseguirlo".

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