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''Code a tratti'' a 3.200 metri: sulla Marmolada centinaia di scialpinisti in quota per godersi il 25 Aprile

Dopo le nevicate in quota degli ultimi giorni in molti hanno pensato di praticare scialpinismo verso Punta Rocca, una delle mete più amate. La testimonianza di Marco: "Avremmo incontrato almeno 200 persone di ogni età a circa 3.200 metri"

Foto di Nicola Betta
Di Francesca Cristoforetti - 25 aprile 2022 - 19:39

TRENTO. "Code a tratti" oltre i 3mila metri di altitudine: è questa la scena che si presenta il 25 aprile 2022 sulla cima della Marmolada, una delle più maestose tra le Dolomiti

 

"Ho incontrato moltissime persone di ogni età a circa 3.200 metri, che salivano da Passo Fedaia - racconta un testimone, Marco Parolini, scialpinista e appassionato di montagna, presente in quel momento sulla cima - la foto è stata scattata a Punta Rocca. Avremmo incontrato almeno 200 persone". 

 

Dopo un inverno caratterizzato da una forte siccità, con il maltempo arrivato in questi giorni in buona parte del Nord-Est non sono mancate le nevicate in quota.

"La Marmolada è sempre stata negli ultimi anni una zona molto frequentata - prosegue - anche in passato, ma è una delle poche volte che vedo così tante persone. C'è anche da dire che oltre a essere un giorno festivo, è caduta da poco l'ultima neve fresca. Per questo molti ne hanno approfittato per una bella sciata". 

 

Parcheggi pieni e un turismo di massa anche in alta quota sono delle scene ormai note negli ultimi anni nell'ambiente montano. Già nell'estate del 2020 un po' ovunque sulle montagne tra Trentino, Alto Adige e Veneto i sentieri più famosi e le passeggiate più conosciute erano stati presi d'assalto. Proprio la salita sotto Punta Rocca si era trasformata in un caotico parcheggio con auto posteggiate in una lunghissima coda (Qui l'articolo).

 

"Venticinque anni fa a queste quote avevo trovato soltanto due scialpinisti come me lungo questo tragitto - racconta Marco -. Anche in vetta certe località stanno diventando sempre più frequentate, soprattutto nelle zone dove la montagna è più 'addomesticata'". 

 

A pari passo con il turismo sta cambiando anche l'approccio delle persone agli sport in alta quota. "Chi scia in pista ora si butta anche sugli sport 'outdoor', mentre una volta lo scialpinismo era più di 'nicchia', un qualcosa di più difficile e meno conosciuto".

 

Fino a poco tempo fa la Regina delle Dolomiti era considerata una delle montagne ancora "parzialmente" integre dalla modernizzazione e della urbanizzazione.

 

"Io ho amato tanto questo luogo perché è unico - commentava Guido Trevisan, ex gestore, nonché proprietario dello storico rifugio e punto di riferimento sulla Marmolada, Pian dei Fiacconi, prima che venisse distrutto il 14 dicembre 2020 da una valanga - perché è per molti ma non per tutti, perché mantiene ancora quel qualcosa di romantico, di autentico. Perché quella pace e quel silenzio valgono ancora di più quando per raggiungerli bisogna fare un po' di fatica”.

 

Lui, che la Marmolada la conosceva bene, si era espresso chiedendosi se non fossimo "di fronte a un grande cambiamento in cui in nome dello sviluppo turistico verrà trasformata in una montagna semplicemente come tutte le altre, quindi senza un'identità senza una personalità senza un cuore. Una montagna con un impianto, una pista da sci e nulla di più". 

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