Dopo i turisti caduti nel lago ghiacciato a Braies si va anche con i tacchi: “Si paghino i soccorsi”. La rabbia della consigliera: “La montagna merita rispetto”
In questi ultimi giorni non sono mancate sui social fotografie di escursionisti con sandali o tacchi ai piedi: abbigliamento che con l'esperienza montana ha ben poco a che vedere. A intervenire sulla questione, la consigliera Tania Cappellari: "Coi tacchi in montagna si mette a rischio anche la vita dei soccorritori"

BRAIES. C’è chi è finito nel lago ghiacciato per farsi un selfie e chi invece sui sentieri in montagna ci passeggia con i sandali o i tacchi ai piedi.
Lo scorso aprile, per l’appunto, non sono mancate richieste di aiuto nella zona di Braies, dove almeno 14 persone sono state soccorse sul lago ghiacciato in soli due giorni dopo aver ignorato i vari divieti posizionati lungo le sponde, spiacevoli incidenti avvenuti soltanto in nome della ''fame'' di selfie.
“Le persone qui arrivano in montagna e pensano di essere in spiaggia”, commentava allora Friedrich Mittermair, sindaco di Braies: vicende che oggi si aggiungono all’ennesimo incredibile accadimento che, più che una notizia, parrebbe quasi una barzelletta.
Negli ultimi giorni ha infatti iniziato a circolare in rete la fotografia di una turista che affronta un sentiero (che si è stabilito essere quello che dal Ponticello di Braies porta a Malga Stolla) con i tacchi: un'abbigliamento che con l’imprevedibilità delle strade montane ha ben poco a che vedere.
A unirsi al disappunto degli utenti Facebook, anche Tania Cappellari, consigliera della Comunità comprensoriale della Val Pusteria: "Ho scritto un comunicato e l'ho inviato alle istituzioni - esordisce la consigliera - l'episodio della donna con i tacchi è solo uno dei tanti che giornalmente possono essere osservati in questa zona: ieri, a passeggio sulle rocce, c'era un turista con i sandali", racconta.
La foto che da qualche giorno circola sui social, per Cappellari non è che un pretesto per sollevare una questione che da tempo andrebbe affrontata: "É un problema che non va sottovalutato - sottolinea - bensì risolto concretamente. La montagna merita rispetto, atteggiamenti, comportamenti e abbigliamento consoni", dichiara la consigliera, aggiungendo che sarebbe necessario fornire ai turisti "informazioni ad hoc sin dal momento della prenotazione dell'alloggio, insieme a una lista di semplici regole", per far sì che chi approda in determinate zone lo faccia con equipaggiamento e abbigliamento adeguati.
"Sicuramente a contribuire a questi episodi è la facilità con cui si raggiungono oggi le mete di montagna: non c’è da stupirsi che il turista non comprenda la pericolosità dell’indossare, ad esempio, scarpe inadeguate", sottolinea Cappellari ricordando che passeggiare su sentieri montani comporta anche "la consapevolezza dei possibili rischi, da non sottovalutare con atteggiamenti incoscienti o superficiali, mettendo a repentaglio non soltanto la propria vita ma anche quella dei soccorritori".
"Se qualcuno si trovasse in una situazione di pericolo perché in montagna ci è andato con i tacchi e avesse quindi bisogno di soccorso, sarebbe giusto che pagasse l'intervento (elicottero compreso) - conclude la consigliera - Non è accettabile, né tantomeno giustificabile, che i mezzi utilizzati per le emergenze vengano impiegati per motivi futili, quando magari nello stesso momento servirebbero per incidenti veri e propri".












