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Belluno
18 ottobre | 10:47

Il figlio va in montagna ma non rientra a casa. Notte di paura per una famiglia. Alle 23 scatta l'allarme e dopo ore di ricerche viene trovato al Bivacco Perugini

L'ultimo messaggio ricevuto dal padre era delle 13.20 e descriveva il percorso che il figlio avrebbe seguito nel pomeriggio. Alle 23 ha chiamato il 118 e tramite i carabinieri, gli operatori del soccorso alpino, della Guardia di finanza, i vigili del fuoco e l'elicottero decollato dal Trentino Alto Adige per i voli notturni alle 3.30 è stato ritrovato

di Redazione

DOMEGGE DI CADORE. A chiamare il soccorso è stato il padre, preoccupato per il mancato rientro a casa del figlio un 33enne che si era avventurato sugli Spalti di Toro gruppo dolomitico tra Veneto e Friuli. Dalle 13.20 non aveva più avuto contatti con il giovane ed erano, ormai, le 23, notte fonda.

 

Il padre ha, quindi, chiamato il 118 e da quel momento si è attivata la macchina dei soccorsi per un intervento di recupero che, fortunatamente, è andato a buon fine, ma che ha coinvolto molti operatori e si è rilevato decisamente complicato con l'intervento anche dell'elicottero abilitato al volo notturno decollato del Trentino Alto Adige che ha perlustrato ghiaioni e sentieri a partire dal Rifugio Padova.

 

Un intervento notturno che ha impegnato tutta la notte le squadre del Soccorso alpino del Centro Cadore, della Valcellina, della Guardia di finanza, con il supporto dei Vigili del fuoco. Come detto il figlio non era tornato da una camminata sugli Spalti di Toro e non era raggiungibile al telefono.

 

L'uomo aveva avuto l'ultimo contatto con il figlio alle 13.20 circa, tramite un messaggio in cui gli aveva comunicato che l'itinerario che avrebbe seguito era da Domegge verso il Rifugio Padova e poi lungo i sentieri 346 e 342, il bivio 353 verso forcella Montanaia fino al Bivacco Perugini, la risalita a Forcella Segnata e discesa al Rifugio Padova per il sentiero 357.

 

Con l'aiuto dei carabinieri si è cercata l'ultima cella telefonica agganciata, che si è poi scoperto essere quella di Pozzale di Cadore, che si aggancia dalla zona di Forcella Montanaia. A  quel punto si sono attivate sia le squadre di terra del Veneto che quelle del Friuli per perlustrare a piedi i due versanti della forcella e nel contempo è arrivato l'elicottero dal Trentino Alto Adige abilitato al volo notturno per una perlustrazione a partire dal Rifugio Padova.

 

L'escursionista è stato ritrovato dalle squadre dei soccorritori sul versante friulano al Bivacco Perugini intorno alle tre e trenta ed è rientrato a piedi assieme a loro verso il rifugio Pordenone e quindi a Cimolais, dove è stato consegnato al padre. Le squadre sono rientrate alle 6.

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