Il Trento Film Festival chiude con 14 mila biglietti venduti e 9 mila spettatori agli eventi: ''Una edizione plurale e inclusiva: ci siamo commossi per la partecipazione''
Il Trento Film Festival è tornato in presenza dopo i due difficili anni caratterizzati dalle limitazioni per fronteggiare Covid e il pubblico ha risposto con entusiasmo alla kermesse che per dieci giorni ha animato la città. Il presidente Mauro Leveghi: "Rivedere le sale del cinema piene in ogni ordine di posti ci ha quasi commosso"
TRENTO. Quasi 14 mila biglietti venduti al cinema, 9 mila spettatori agli eventi, 15 mila visitatori a MontagnaLibri. Questi alcuni numeri del Trento Film Festival, una settantesima edizione a gonfie vele. "Una manifestazione plurale, felice e inclusiva", il commento del presidente Mauro Leveghi.
La Genziana d'oro è andata a "Gaucho Americano" (Qui tutti i film premiati e le motivazioni), mentre il premio del pubblico Miglior Film di Alpinismo – Rotari è stato assegnato a The Last Mountain, la storia degli alpinisti Alison Hargreaves e Tom Ballard, madre e figlio, entrambi morti nell'Himalaya. Il film Fire of Love di Sara Dosa, presentato in anteprima italiana al Trento Film Festival, si è aggiudicato invece il Premio del pubblico Miglior Lungometraggio – Dao Conad (Qui articolo).
Il Premio Itas del libro di montagna è stato consegnato a "Giù in mezzo agli uomini. Vita e morte di Guido Rossa" di Sergio Luzzatto. Edito da Einaudi supera così l'agguerrita concorrenza di un'edizione da record: 149 opere e 70 case editrici (Qui articolo).

Il Trento Film Festival è tornato in presenza dopo i due difficili anni caratterizzati dalle limitazioni per fronteggiare Covid e il pubblico ha risposto con entusiasmo alla kermesse che per dieci giorni ha animato la città: sale cinematografiche e teatro sold out, grande partecipazione nel padiglione di MontagnaLibri e nelle oltre trenta location che hanno ospitato proiezioni, incontri, eventi, mostre.
Una 70esima edizione particolarmente ricca con 27 anteprime mondiali, 13 internazionali e 37 italiane, ben oltre metà composta da proiezioni mai viste prima in Italia. Moltissimi eventi con ospiti Brunello Cucinelli, Reinhold Messner, Hervé Barmasse, Tamara Lunger, Mauro Corona, Laura Rogora, Paolo Cognetti, Paolo Nespoli e i Marlene Kuntz. E poi la mostra principale di questa edizione è stata “Scalare il tempo, 70 anni di Trento Film Festival”, allestita negli spazi de Le Gallerie di Piedicastello a cura della Fondazione Museo storico del Trentino e del Trento Film Festival.

"Lavoravamo a questa edizione da più di un anno - spiega Leveghi - ma possiamo dire che è dall’inizio della pandemia che ci siamo impegnati per ritornare a vivere le emozioni di un Festival pienamente in presenza, diffuso e partecipato. Rivedere le sale del cinema piene in ogni ordine di posti ci ha quasi commosso: c’era voglia di Festival, c’era voglia di respirare cultura di montagna. Il Film Festival si è dimostrato ancora una volta una rassegna non solo straordinariamente resiliente, ma plurale, felice e inclusiva: al fianco dell’alpinista di fama e della giovane climber a Trento puoi vedere l’anziano cinefilo, la lettrice vorace, l’attivista ecologista, bambine e bambini curiosi, i nuovi comunicatori digitali e migliaia di persone che vedono nel Festival un’opportunità di crescita, confronto, conoscenza".
Quasi 14 mila i biglietti venduti per le proiezioni al cinema Modena e al Supercinema Vittoria dei 107 film selezionati, provenienti da 28 differenti paesi, di cui 26 in gara nel Concorso internazionale. Più di 9 mila spettatori hanno partecipato agli oltre 100 eventi in 37 differenti location della città: quasi sempre sold out il teatro sociale, affollatissima la tradizionale e imperdibile "serata Messner" all’Auditorium Santa Chiara, ma il pubblico ha riempito di entusiasmo anche le altre sale utilizzate dal Festival, dall’Auditorium di palazzo Paolo Prodi allo spazio archeologico Sass, fino al Salotto Letterario di MontagnaLibri. Nel padiglione allestito in piazza Fiera quasi 15 mila visitatori hanno potuto sfogliare i 600 libri esposti, tra romanzi, biografie, saggi, guide sui temi della montagna, dell’esplorazione, dell’avventura e delle culture delle terre alte. Ai laboratori ed eventi per i più piccoli al Parco dei Mestieri - T4Future nel giardino del Muse hanno partecipato 400 bambini, nonostante la pioggia abbia condizionato la programmazione annullandone molti, e oltre 2 mila studenti sono stati coinvolti sulla piattaforma online con più di 100 proiezioni per le scuole: 800 invece gli studenti e 100 gli insegnanti coinvolti al cinema e in attività in presenza.

"E questa edizione non si ferma qui, abbiamo ancora parecchio lavoro da fare. Per la prima volta la tradizionale edizione autunnale di Bolzano è anticipata a giugno: dal 7 al 12 giugno il Parco dei Cappuccini ospiterà un ricco programma di attività e incontri adatti a un pubblico di ogni età – con un occhio di riguardo per le nuove generazioni - mentre al Centro Trevi–TreviLab / Kulturzentrum Trevi-TreviLab troverà posto MontagnaLibri, grazie al sostegno del Comune di Bolzano, socio del Festival, della Provincia autonoma di Bolzano, del Cai Bolzano, di Fondazione Upad e di tantissimi partner", conclude Luana Bisesti, direttrice del Trento Film Festival.












