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| 13 set 2022 | 18:58

L'Everest in inverno e le imprese sulle big wall: il Festival dello sport sale in quota con Wielicki e Caldwell: ''A Trento il passato e il futuro dell'alpinismo ai massimi livelli''

Tra gli eventi principali della quinta edizione del Festival dello sport ci sono gli appuntamenti con Wielicki e Caldwell. L'ad di Trentino Marketing: "Due protagonisti che Trento ha l'onore di presentare al grande pubblico"

TRENTO. Tanto calcio per il Festival dello sport nell'anno del Mondiale invernale in Qatar ma c'è ampio spazio per tutte le discipline tra basket e volley, motori e nuoto (Qui articolo). Un ruolo di primissimo piano è giocato poi dalla montagna con le vette più alte e le vie più ardue: il grande alpinismo è protagonista della kermesse targata la Gazzetta dello sport e Trentino Marketing

 

"La città di Trento, storicamente è sempre stata legata al mondo dell'alpinismo internazionale, non solo perché le Dolomiti esercitano un forte richiamo sugli alpinisti di ogni continente, ma anche perché da 70 anni accoglie il primo e più prestigioso festival di cinema dedicato alla montagna, all'alpinismo e all'avventura", commenta Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing. "Anche per questo il Festival dello sport, fin dalla prima edizione, ha sempre inserito nella programmazione alcuni appuntamenti con i grandi nomi di questo mondo: da Messner a Simone Moro, da Manolo a Adam Ondra".  

 

Tra gli eventi principali, quelli da cerchiare in rosso nel ricchissimo programma della quinta edizione del Festival dello sport, ci sono gli appuntamenti con Krzysztof Wielicki (venerdì 23, alle 19 al Palazzo della Regione) e Tommy Caldwell (sabato 24, alle 10 al Teatro Sociale).

 

"Anche in questa edizione del Festival dello sport - prosegue Rossini - arriveranno a Trento il passato e il futuro dell'alpinismo ai massimi livelli. Il polacco è il primo ad aver conquistato un ottomila in inverno, l'Everest nel 1979 e altri tre sempre nella stagione invernale, oltre a essere riuscito a salire tutti i 14 giganti del pianeta. L'americano è tra gli alpinisti in attività più innovativi, un vero talento nell'arrampicata in grado di compiere imprese eccezionali, come la prima traversata integrale del gruppo del Fitz Roy in Patagonia e la prima salita della Down Wall, la più difficile via al mondo mai aperta su una big wall. Due protagonisti che il capoluogo ha l'onore di presentare al grande pubblico e agli appassionati". 

 

Spazio alla carriera himalaiana di Wielicki: formidabile alpinista con tutti gli Ottomila all'attivo, autore con Leszek Cechy della prima salita invernale dell’Everest e la prima in assoluto nella stagione più fredda.

 

Nel 2018 ha guidato un team polacco di primissimo livello nel tentativo, andato poi a vuoto di raggiungere la vetta del K2, unico Ottomila che ancora non era stato salito nella stagione più rigida. Un'impresa riuscita a gennaio 2021 da dieci nepalesi, arrivati in cima tutti insieme intonando l'inno nazionale. 

 

Punto di riferimento del settore, Wielicki  ha ricevuto il Piolet d’Or alla carriera, il premio intitolato a Walter Bonatti, e il Princesa de Asturias: con Reinhold Messner è stato il primo alpinista a essere insigniti del prestigioso premio spagnolo che va a scienziati, politici, attori, sportivi e così via che hanno saputo distinguersi nel proprio campo a livello mondiale.

 

Riflettori accesi anche sull'arrampicata libera di Tommy Caldwell, disciplina portata alle imprese più estreme sulle grandi pareti, le “big wall”, californiane.

 

L'americano non è soltanto tra i migliori interpreti dell'apertura libera (la "Dawn Wall" su El Capitan del 2015 in primis), ma è un alpinista puro tra il record di velocità sulla via Nose della Yosemite valley e la traversata in cordata con Honnold delle cime del Fitz Roy, la più alta montagna della Patagonia

 

Sport e montagna, ma anche la possibilità di scoprire storiche uniche e tanti aneddoti di questi due grandissimi interpreti dell'alpinismo.

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