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| 16 nov 2022 | 20:55

Marmolada, revocata la ''zona rossa''. Il documento di sicurezza contiene prescrizioni per i gestori delle piste da sci e l’ipotesi delocalizzazione per due rifugi

Il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard, ha firmato la nuova ordinanza. Dopo venti settimane dal crollo del seracco si apre una nuova fase per la Marmolada

Marmolada, revocata la zona rossa''
di Redazione

CANAZEI. Si apre una nuova fase per la Marmolada, venti settimane dopo il crollo del seracco che è costato la vita a 11 escursionisti, il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard, ha firmato l'ordinanza che consente nuovamente l'accesso all'area della tragedia sulla Regina delle Dolomiti. 

 

 

Nelle scorse ore il provvedimento è stato anticipato dai presidenti di Trentino e Veneto, Maurizio Fugatti e Luca Zaia (Qui articolo), una decisione molto attesa dagli impiantisti e dal Comune di Rocca Pietore per permettere l’accesso ai lavoratori, agli alpinisti, agli sportivi (Qui articolo).

 

Una decisione assunta sulla base della relazione tecnica di aggiornamento a cura del Servizio prevenzione rischi e Cue del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna della Provincia di Trento, contenente analisi e indicazioni operative finalizzate proprio alla riapertura. Il documento definisce una “area di attenzione” sul versante nord della Marmolada, su cui potranno essere attivate eventuali limitazioni in caso di necessità, sulla base dei dati di monitoraggio.

 

Continueranno a essere registrati e analizzati con specifiche apparecchiature i parametri nivometeorologici; in caso di segnalazione di criticità saranno inoltre effettuati sopralluoghi sul campo. L’area di attenzione è ora costituita dalla calotta e dalle due principali lingue che la circondano e scende fino al lago di Fedaia.

 

La definizione di quest’area, spiega piazza Dante, deriva dalla sovrapposizione della zona di crollo e deposito con quella di pericolosità da valanghe, secondo quanto previsto dalla Carta del pericolo approvata nel 2020 dalla Giunta provinciale. In quella specifica area, si prevede che con la stagione estiva 2023 sia attivabile nuovamente un divieto di accesso, qualora si dovessero ripetere periodi prolungati di forte innalzamento delle temperature.

La relazione del Dipartimento Protezione civile ha consentito di modificare l’ordinanza precedente in questo modo: i rifugi posizionati sul versante nord della Marmolada (Capanna ghiacciaio Marmolada e Pian dei Fiacconi, posti l’uno vicino all’altro a circa 2.700 metri di quota) non possono ancora essere utilizzati. Le due strutture (una delle quali distrutta da una valanga nel dicembre 2020) si trovano infatti nell’area più critica, vicino alle potenziali aree di crollo e di scorrimento delle valanghe che frequentemente si distaccano dai versanti della Marmolada.

 

Può riaprire invece il rifugio Cima Undici, situato in prossimità del lago di Fedaia. “Non avendo ancora concluso le indagini scientifiche sulle cause del crollo e non potendo escludere crolli futuri che coinvolgano aree ben più estese di quella che ha causato la tragedia del luglio 2022, dovrà essere attentamente valutata la loro permanenza sul sedime attuale attuando un piano di delocalizzazione specifico", commenta il dirigente generale del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna, Raffaele De Col.

 

Le piste da sci che si trovano nella sola area nord-orientale del versante, ricadono all’esterno dell'area più critica. "Per il loro utilizzo, si ritiene indispensabile che la società concessionaria collabori e contribuisca alla sicurezza sia per quanto già previsto dalle leggi di settore, sia in termini di monitoraggio e opere dirette di protezione. A tal proposito si ritiene indispensabile che la società concessionaria provveda a segnalare e impedire la pratica del fuoripista nelle zone innevate esterne ai tracciati ufficiali, in modo che agli utenti portati in quota con gli impianti funiviari sia precluso l’accesso alle aree direttamente interessate dal crollo del 3 luglio".

 

Per quanto riguarda invece la fruizione del territorio nell’area sciistica durante il periodo estivo, la Protezione civile ritiene opportuno, come già fatto in altre realtà, definire un protocollo di leale collaborazione tra il gestore delle piste e il Comune di Canazei, per preservare l’integrità del territorio e tutelare la sicurezza delle persone. Per quanto riguarda infine la rete di sentieri che portano in vetta, il Dipartimento propone di prevedere una nuova configurazione dei tracciati ufficiali, affinché non ci siano sovrapposizioni con l’area più critica e che le eventuali interferenze siano ridotte al minimo. I nuovi tratti di sentiero e quelli dismessi dovranno essere dotati di un’adeguata cartellonistica.

 

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