Tutte le vie ferrate della Schiara sono ufficialmente aperte: l’alta via numero 1 delle Dolomiti è di nuovo agibile lungo il tracciato originale
Le ultime ad essere riaperte sono state le ferrate Marmol “Piero Rossi” e Zacchi, con l’ordinanza firmata il 18 luglio dal Sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin. Le due vie erano state chiuse la scorsa estate, in seguito alla caduta di massi e detriti che aveva interessato il percorso. L’ok è arrivato lo scorso 24 giugno con la perizia definitiva dello studio tecnico incaricato e, con la firma dell’ordinanza, le due ferrate sono state dunque riaperte

BELLUNO. Tutte le vie ferrate della Schiara sono ufficialmente aperte: ciò significa che l’alta via numero 1 delle Dolomiti diventa di nuovo agibile lungo il tracciato originale e che, dopo anni, gli escursionisti esperti possono tornare a intraprendere un grandioso itinerario di alta montagna in questo gruppo montuoso delle Dolomiti bellunesi.
Un risultato possibile grazie al lavoro di squadra che ha coinvolto diversi soggetti, tra i quali il Comune di Belluno, l’Unione Montana Bellunese, l’ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e la sezione di Belluno del Club Alpino Italiano.
Le ultime ad essere riaperte sono state le ferrate Marmol “Piero Rossi” e Zacchi, con l’ordinanza firmata il 18 luglio dal Sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin. Le due vie erano state chiuse la scorsa estate, in seguito alla caduta di massi e detriti che aveva interessato il percorso. L’ok è arrivato lo scorso 24 giugno con la perizia definitiva dello studio tecnico incaricato e, con la firma dell’ordinanza, le due ferrate sono state dunque riaperte.
“L’aver riaperto il circuito delle ferrate dell’alta via n.1 è particolarmente importante perché quel percorso collega l’area della Schiara con il Visentin passando per il centro storico di Belluno, dove i turisti fanno tappa all’info point per il timbro - spiega il Sindaco -. In questi due anni abbiamo prestato attenzione costante alle ferrate, investendo complessivamente circa 20 mila euro”.
Lo scorso febbraio, un’apposita ordinanza aveva disposto la riapertura della ferrata Sperti, dopo che la stessa (chiusa dal 2018) era stata interessata da importanti lavori di sistemazione e messa in sicurezza.
Con la posa di nuove attrezzature, scalette, funi e chiodi, la via ferrata Sperti è stata completamente risistemata e consente di raggiungere l’omonimo bivacco, posizionato pochi anni fa in quota dalla sezione cittadina del Club Alpino Italiano. “Ci è costato 30 mila euro ed è una struttura importante in una ferrata, perché offre riparo a chi può trovarsi in difficoltà - spiega Paolo Barp, presidente del Cai di Belluno, che ricorda come sia fondamentale la collaborazione tra tutte le realtà coinvolte e aggiunge - Il Cai ha a cuore l’intera rete sentieristica e la manutenzione costante di tutte le possibili vie d’accesso per il rifugio Settimo Alpini e il Bianchet. Oltre alla sistemazione del sentiero 501, principale via d’accesso al Settimo, che pochi giorni fa è stata curata dai volontari della cronoscalata, abbiamo appena ultimato in tempi record la manutenzione del sentiero che transita per la val Medassa e la forcella Pis Pilon, attrezzandolo con 150 metri di cordino grazie al contributo dell’ente Parco. Non solo, ma la scorsa settimana i nostri volontari hanno eseguito lo sfalcio lungo i 7 chilometri della Val di Piero, per far sì che il Settimo possa essere raggiunto da qualsiasi punto. Il prossimo intervento di manutenzione dei sentieri in programma già domani sul Van della Schiara, con lo sfalcio del sentiero che collega Bianchet e Settimo e poi anche sul monte Coro, dove abbiamo appena eseguito un lavoro importante con il supporto del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, che presta sempre molta attenzione alla rete sentieristica e ci supporta fattivamente”.
A proposito della riapertura delle ferrate Marmol “Piero Rossi” e Berti, l’assessore al turismo Paolo Luciani commenta: “Sono molto soddisfatto del risultato, lo sforzo è stato importante ma riaprire due ferrate così belle e in una località così strategica per il nostro turismo, nel pieno della stagione estiva, era fondamentale. Ringraziamo i gestori del Rifugio Settimo Alpini per la pazienza dimostrata in questi mesi”.












