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Belluno
30 marzo | 17:24

Marmolada, si attendono le decisioni per l'estate dopo la tragedia: ''Oggi le condizioni sono diverse e speriamo nel buonsenso: chiusura impossibile''

La stagione sciistica sulla Marmolada si avvia alla conclusione e la Provincia valuta le decisioni sull'estate, scelte attese dopo Pasqua. Il sindaco di Rocca Pietore: "Dopo la pronuncia del Tar non abbiamo più tanta voce in capitolo sul ghiacciaio ma auspico buonsenso e pragmatismo, oggi non ci sono più similitudini con le caratteristiche dell'anno scorso"

TRENTO. "Ci aspettiamo una gestione caratterizzata da buonsenso e pragmatismo". A dirlo Andrea De Bernardin, sindaco di Rocca Pietore, sulla Marmolada. "In montagna, soprattutto a quote elevate, il rischio zero non esiste. Poi le condizioni sono molto diverse rispetto all'estate scorsa e non c'è più il pericolo generato dalla calotta. Un evento imprevedibile occorso in un punto particolarmente ripido, la maggior parte del ghiacciaio è sicuro".  

 

La stagione sciistica si avvia alla conclusione e sono in corso le valutazioni sulla prossima estate. L'ordinanza del Comune di Canazei per l'istituzione della zona rossa a seguito del crollo del seracco, che aveva causato la morte di 11 escursionisti, era stata revocata a novembre scorso. 

 

Una decisione presa sulla base della relazione tecnica di aggiornamento del Servizio prevenzione rischi e Cue del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna della Provincia di Trento. Un documento che contiene analisi e indicazioni operative finalizzate proprio alla riapertura della Regina delle Dolomiti con una nuova area di attenzione sul versante nord.

 

La previsione sul fronte della rete di sentieri che portano in vetta è quella di una nuova configurazione dei tracciati ufficiali con l'obiettivo di evitare sovrapposizioni con l’area più critica e le eventuali interferenze siano ridotte al minimo. I nuovi tratti di sentiero e quelli dismessi dovranno essere dotati di un’adeguata cartellonistica. "Le valutazioni e i monitoraggi sono in corso", le parole di Raffaele De Coldirigente generale del Dipartimento di protezione civile, foreste e fauna della Provincia di Trento. "Le attività saranno pronte indicativamente dopo Pasqua e ci sarà un confronto con la Giunta provinciale prima della pubblicazione dei documenti". 

 

Naturalmente anche il Bellunese attende le decisioni. "Dopo la pronuncia del Tar del Lazio - dice De Bernardin - i confini sono chiari e non abbiamo una grande voce in capitolo sul ghiacciaio. Da conoscitore della montagna e della Marmolada in particolare auspico buonsenso e pragmatismo. Oggi non ci sono più similitudini con le caratteristiche dell'anno scorso".

 

Primo cittadino a Rocca Pietore e autore di svariati libri sulla Marmolada e il suo ghiacciaio ("Il ritiro del ghiacciaio"), De Bernardin evidenzia che "la questione è naturalmente delicata ma la tragedia dell'estate scorsa è stata imprevedibile. La calotta era a sbalzo e il seracco è crollato nella parte più ripida. Il rischio zero in montagna non esiste e l'anno scorso sono stati molti gli eventi in quota, anche sulle Dolomiti come Civetta e Pelmo, Catinaccio e Tre Cime di Lavaredo. Gli eventi avversi possono avvenire anche durante l'inverno e fuoripista. Chiudere tutto è impossibile e impensabile, spero nel pragmatismo".

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