La Marmolada resta al Trentino: il Tar chiude una “guerra” iniziata nel 1973
Alla fine il Tar del Lazio, dopo circa cinquant’anni di battaglie legali, ha ritenuto corretta la delimitazione del confine che favorisce il Trentino, il Veneto però si terrà le due stazioni a monte

TRENTO. Il Tar del Lazio ha messo la parola fine su una vicenda che teneva banco dal lontano 1973, cioè quando l’amministrazione di Canazei chiese di aggregare al suo territorio comunale l’intero ghiacciaio della Marmolada.
Così nel 1982 l’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, tramite un decreto presidenziale, spostò il confine accogliendo di fatto la richiesta di Canazei e “premiando” il Trentino. L’operazione però non era piaciuta né al Comune di Rocca Pietore (che comprendeva il ghiacciaio fino al 1911) né alla Regione Veneto che ha dato vita a un’intensa battaglia legale.
Nel 2002 era arrivato l’accordo di comodo Dellai-Galan, un’intesa per cercare di sistemare l’impasse e salvaguardare la “specialità” con il Trentino che si ritira di 30-40 metri mentre il Veneto si tiene due enclavi. Alla fine il Tar, dopo circa cinquant’anni ha ritenuto corretta la delimitazione del confine che favorisce il Trentino, il Veneto però si terrà le due stazioni a monte.














