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| 14 lug 2022 | 13:06

Messner: ''Mea Culpa, la foto che ho pubblicato era effettivamente del 2009. Ma chi va in montagna va sotto la propria responsabilità''

Dopo che il Dolomiti ha pubblicato la smentita dell'autore dell'immagine scattata 13 anni fa del laghetto formatosi sul ghiacciaio della Marmolada arriva anche la presa di posizione dell'alpinista altoatesino che ammette l'errore e ribadisce come, comunque, chi va in montagna si debba assumere le proprie responsabilità: ''La natura è e rimane pericolosa''

Messner: Mea Culpa, la foto che ho pubblicato era effettivamente del 2009

TRENTO. ''Dopo aver consultato Hans Peter, che mi ha inoltrato la foto del lago, ammetto di aver commesso anch'io un errore nel trasmettere le informazioni. Mea Culpa. La foto è effettivamente del 2009. Ma mostra comunque l'evoluzione del drammatico scioglimento del ghiacciaio. Non voleva essere un'attribuzione di colpa. Chi va in montagna, va sotto la propria responsabilità. La natura è e rimane pericolosa''. Così Reinhold Messner dopo che nelle scorse ore il Dolomiti ha pubblicato la testimonianza della persona che aveva scattato ben 13 anni fa la foto che il noto alpinista aveva condiviso sui suoi canali social ''datandola'' maggio 2022.

 

Un ''mea culpa'' del ''primo uomo'' che è riuscito a scalare tutti e 14 gli ottomila esistenti al mondo, che arriva all'indomani di una grande confusione causata proprio dal suo post sui social. Messner aveva pubblicato l'immagine di un laghetto creatosi sulla Marmolada datandola maggio di quest'anno, quasi a dimostrare che le avvisaglie del pericolo imminente era state tante, e nel suo post aveva appunto specificato che da quella foto si poteva vedere lo “sviluppo dei drammatici eventi sulla Marmolada" (il riferimento è alla tragedia del 3 luglio costata la vita a 11 persone). Il senso era quello di riaffermare (cosa che ha comunque ribadito anche nella sua presa di posizione di oggi) che, al di la della tragedia, chi va in montagna lo fa, sempre e comunque, a suo rischio e pericolo (specie se persone esperte e preparate come le guide alpine che si trovavano nelle cordate travolte dalla valanga). 

 

Una fotografia che ben presto è stata rilanciata da diverse testate in tutto il Paese e che è finita sulle prime pagine dei giornali locali ma che, come ha spiegato l’alpinista Roberto Povoleri, che ha contattato il Dolomiti ieri, era in realtà stata scattata da lui ben 13 anni prima, nel luglio del 2009.

 

 

“Quella è una mia foto del 4 luglio 2009 – ha spiegato infatti Povoleri – coincide pixel per pixel, non ho alcun dubbio. Mi ha preoccupato il fatto che la Procura potesse realmente acquisirlo agli atti, l’indagine ne sarebbe stata influenza anche se la foto è di 13 anni fa”.  

 

Pavoleri ha quindi aggiunto di essere stato contattato da un dirigente della Provincia di Trento per avere informazioni sullo scatto. ''Al di là delle questioni legate alla proprietà della fotografia, ciò che mi preme è evitare che indagini possano prendere una direzione completamente diversa a causa di un'immagine scattata 13 anni fa”. La smentita, nel frattempo, è arrivata anche dagli esperti del servizio anti-valanghe dell'Arpav di Arabba.

 


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