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| 03 set 2023 | 11:46

Adamello, affiorano le prime rocce nel cambio di pendenza e appare l'acqua nei crolli circolari: due brutte notizie, ecco perché

La commissione glaciologica della Sat fa il punto su queste due circostanze apparentemente di poco conto ma che possono avere un effetto accelerante nella fusione del più grande ghiacciaio delle Alpi, già in fortissima sofferenza

Adamello, affiorano le prime rocce nel cambio di pendenza e appare l'acqua nei crolli circolari

ADAMELLO. Affiorano le prime rocce nella zona del cambio di pendenza e dei crepacci e in più punti si sono formati dei ''laghetti'' circolari: sono queste due pessime notizie per la tenuta del ghiacciaio più grande delle Alpi Italiane perché rappresentano due elementi che in futuro accelereranno la fusione dello stesso.

 

Siamo sul ghiacciaio dell'Adamello e l'allarme lo lancia la commissione glaciologica della Sat che in questi giorni, durante la Carovana dei Ghiacciai con Legambiente Alpi e Cipra ha effettuato un sopralluogo alla fronte del ghiacciaio. Il quadro generale su quello che era il ''gigante'' di ghiaccio delle nostre Alpi è emerso negli scorsi giorni ed è allarmante: in meno di 10 anni ha perso circa 50 ettari di ghiaccio, paragonabili a 70 campi da calcio. Il ghiacciaio del Mandrone, che insieme a Pian di Neve fa parte del complesso glaciale, negli ultimi 12 anni registra un arretramento frontale di 330 metri, di cui 139 metri solo nel 2022. Sono gli effetti dei rapidissimi cambiamenti climatici messi in atto dall'uomo e le prospettive, a questo punto, sono sempre più allarmanti.

 

La commissione glaciologica della Sat, in particolare, analizza quelle che sono due situazioni che ai più potrebbero apparire di poco conto ma che invece potrebbero essere determinanti per un'ulteriore accelerazione della fusione del ghiacciaio. ''La fusione estiva probabilmente accelerata dalle giornate calde delle settimane scorse ha messo in luce nella zona frontale i primi affioramenti rocciosi nella zona del primo cambio di pendenza e dei crepacci - scrivono -. Nella parte frontale sono invece molto evidenti i crolli circolari che hanno subito in poco tempo un importante aumento di dimensione. In più punti anche retrostanti la fronte, è visibile la roccia basale e spesso sulla roccia sono presenti scorrimenti di acqua di fusione''.

 

Cosa significa tutto ciò? ''L'emersione di elementi rocciosi nella parte interna del ghiacciaio se da un lato è dimostrazione della evidente perdita di spessore - risponde la commissione glaciologica Sat - dall'altra è allo stesso tempo un fenomeno che accelera la fusione del ghiaccio circostante l'emersione rocciosa. La roccia infatti ha solitamente un colore più scuro del ghiacciai, assorbe quindi più radiazione solare durante il giorno restituendola sotto forma di calore durante la notte. Lo stesso effetto di fusione è causato anche dall'acqua presente nei crolli circolari, la temperatura dell'acqua di poco superiore allo 0° C rilascia calore al ghiaccio circostante contribuendo ancora una volta all'aumento della velocità di fusione''.

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