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''Alle 8 di mattina ci sono 7°C. Salendo a 2.000 metri restiamo avvolti dalla nebbia, l'erba è verde e l'acqua scorre. In montagna in questo periodo dell'anno non è normale''

Mentre anche oggi lo zero termico praticamente in tutta Italia è fissato sopra i 3.000 metri e su buona parte delle Alpi è difficile anche sparare la neve artificiale per le temperature elevate, Michele Argenta ci racconta la sua esperienza nel cuore del Parco Dolomiti Bellunesi in Val Canzoi: ''Camminando nella nebbia che avvolge il sentiero di ritorno mi chiedo come faremo (e soprattutto quando) ad uscire da questa cecità collettiva''

Di Luca Pianesi - 01 gennaio 2023 - 15:19

VAL CANZOI. ''Dai 1700 ai 2100 del monte Brendol e del monte Mondo, i versanti affacciati a sud sono senza neve, si sente scrosciare la piccola cascata prima di arrivare in malga. L'erba sotto è verde marrone come la ricordavo da questo autunno. C'è nebbia, si vede poco distante, la neve sotto le scarpe è farinosa e si sente che inizia a diventare neve bagnata. Ci diciamo che un 30 dicembre così caldo non è normale''. E' un primo dell'anno caldo, caldissimo per il periodo e praticamente in tutta Italia lo zero termico è fissato sopra quota 3.000 metri, come in estate e nelle stagioni più calde.

 


 

La neve si scioglie, il ghiaccio fonde e già si annunciano problemi per i mesi a venire per quanto riguarda le riserve d'acqua (che già questa estate erano prosciugate su gran parte delle Alpi con conseguenze gravissime per la pianura e i sistemi di approvvigionamenti idrici) se le cose non cambieranno rapidamente nelle prossime settimane.

 

Le montagne, però, sono prese d'assalto e migliaia di persone sciano su strisce di neve sparata, dove si può, o ''conservata'' dall'ultima nevicata datata più di due settimane fa. Recarsi in quota, fa bene, e fa ancora meglio se diventa occasione di riflessione pensando a quale sarà il futuro di certi luoghi splendidi e più in generale quale sarà il futuro di tutti noi se proseguiremo su questa strada. Michele Argenta, amico de il Dolomiti e membro del collettivo Ci Sarà Un Bel Clima che sul nostro quotidiano ha un blog che si occupa proprio di tematiche ambientali, il 30 dicembre è stato in Val Canzoi e queste domande se le è poste.

 

Ecco la sua riflessione che condividiamo con voi tutti e che si conclude con questa frase, semplice ma chiarissima: ''Camminando nella nebbia che avvolge il sentiero di ritorno mi chiedo come faremo (e soprattutto quando) ad uscire da questa cecità collettiva''.

 

Alle 8 di mattina in Val Canzoi ci sono 7°C.

 

Saliamo la mulattiera, si suda come fosse ottobre. Arrivati al Porzil troviamo la prima neve, la temperatura non si è abbassata di molto. Dai 1700 ai 2100 del monte Brendol e del monte Mondo, i versanti affacciati a sud sono senza neve, si sente scrosciare la piccola cascata prima di arrivare in malga. L'erba sotto è verde marrone come la ricordavo da questo autunno.

 

C'è nebbia, si vede poco distante, la neve sotto le scarpe è farinosa e si sente che inizia a diventare neve bagnata. Ci diciamo che un 30 dicembre così caldo non è normale. In effetti lo zero termico di questi giorni si aggira sui 3000metri, ben sopra le nostre teste e i ben sopra i Piani eterni.

 

Chi ha la fortuna di poter salire in quota questi segnali li vede, forse fa fatica a capirli, ma sono senza dubbio amplificati e visibili, si toccano con mano.

 

Alta pressione e poca neve in quota li abbiamo già visti nell'inverno 2021. A marzo stavamo parlando di razionare acqua, a giugno arrivavano le autobotti in alcuni comuni del Piemonte e a luglio chiudevano dei rifugi per mancanza di acqua.

 

A 30km in linea d'aria da noi, ad Alleghe, le lingue di neve sui prati sono fatte da neve artificiale. Fa troppo caldo e quella è l'unica soluzione per far andare avanti una stagione dalle aspettative altissime (sia per la scorsa stagione che per le chiusure covid).

 

Camminando nella nebbia che avvolge il sentiero di ritorno mi chiedo come faremo (e soprattutto quando) ad uscire da questa cecità collettiva.

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