Coppia di 35enni non riesce a superare la ferrata e si blocca: recuperati dall'elicottero e riportati alla macchina
E' successo sulla Ferrata delle Taccole sotto il Rifugio Telegrafo questo pomeriggio. Di pochi giorni fa l'appello del soccorso alpino a non sottovalutare le ferrate che richiedono comunque preparazione e assenza di paura del vuoto

BRENZONE. Che le ferrate non vadano sottovalutate il soccorso alpino lo ha ripetuto anche qualche giorno fa dopo i diversi interventi fatti sulle Piccole Dolomiti per recuperare escursionisti in difficoltà, spaventati o feriti. E così era arrivato l'appello: ''Pur facilitando il raggiungimento di vette altrimenti inarrivabili per molti, le ferrate non sono assolutamente da banalizzare. Al contrario, richiedono adeguata preparazione e addestramento, conoscenza delle tecniche di progressione sul verticale, attrezzatura specifica e assenza di paura del vuoto".
Oggi, però, il soccorso alpino veneto è dovuto intervenire nuovamente su una via attrezzata, in particolare sulla Ferrata delle Taccole, sotto il Rifugio Telegrafo. Alle 17 circa la Centrale del 118 è stata attivata per una coppia di escursionisti trentacinquenni di Verona, che non riuscivano più a proseguire né in su né in giù.
In particolare, il marito era fermo su un tratto verticale, mentre la moglie si trovava su una cengia sottostante. D'altronde anche da descrizioni tecniche al Ferrata delle Taccole è considerata piuttosto difficile: si sviluppa sul Monte Baldo per raggiungere la Vetta delle Buse. ''La ferrata è atletica - si legge su ferrate365.it - esposta e richiede buon allenamento sebbene sia breve e risalga un dislivello non eccessivo''.
Individuati durante il sorvolo dell'elicottero di Verona emergenza, prima è stata recuperata la donna dal terrazzino con un verricello di 30 metri. Successivamente il tecnico di elisoccorso è stato lasciato sulla cengia, ha raggiunto l'uomo assicurato al cavo e con lui è stato issato a bordo. La coppia è stata lasciata a valle, non distante dalla macchina.













