Malga Rin Bianco rischia di chiudere per un cavillo burocratico, Corona: ''Questa è la cultura italiana del disfare''
Il gestore spiega che è come se ''per un rigore non dato otto anni fa si dovesse rigiocare la partita e tutti i campionati successivi fossero invalidati solamente in Italia succede questo". Ecco cosa sta succedendo

AURONZO DI CADORE. ''La biblioteca che abbiamo voluto insieme, costruita e riempita assieme, che abbiamo voluto entrambi dedicare a mio padre, Valerio Quinz, non può essere distrutta da un cavillo legale''. Pubblica una foto di lui con Mauro Corona, abbracciati, come a darsi sostegno l'un con l'altro ed entrambi alla causa di Malga Rin Bianco. Il post lo ha scritto direttamente Andreas Quinz, cuoco e sommelier che aveva vinto il bando sette anni fa per gestire la struttura affacciata sulle Tre Cime di Lavaredo.
Una malga famosa anche per la biblioteca di montagna creata insieme a Mauro Corona, che ha chiuso i battenti fino a data da destinarsi. Il perché lo ha spiegato lo stesso gestore qualche giorno fa con un post sui social: "Cercherò di essere breve, per quanto possibile. Gestisco Malga Rin Bianco perché ho vinto un bando, sette anni fa, e ho stipulato un contratto con l'Amministrazione comunale. Questo nonostante i miei avversari abbiano fatto riscorso e lo abbiano perso".
Qualche anno prima, tuttavia "era stato fatto un altro bando a cui non avevo partecipato e che, secondo il Consiglio di Stato fu inficiato da errori procedurali - racconta ancora Andreas -. A otto anni dal ricorso presso di loro, questo organo ha infine deciso che il Comune ha torto e che si deve cancellare ogni provvedimento successivo, quindi anche il mio contratto". Un cavillo burocratico, dunque, rischia di mettere fine a una delle esperienze in quota più fortunate e preziose degli ultimi anni. Sulla questione è intervenuto anche Mauro Corona che dalle pagine del Gazzettino ha detto che questa è la ''cultura italiana del disfare, quella che si aggrappa ai cavilli che non hanno alcun senso'' e riferendosi alla vicenda di Malga Rin Bianco spiega che ''rappresenta l'ennesima infamia''.
Per Corona il problema non è tra chi ha fatto ricorso e chi ha resistito ma è legato alla ''lentezza dei nostri tribunali''. "Come se, per un rigore non dato otto anni fa si dovesse rigiocare la partita e tutti i campionati successivi fossero invalidati - conclude Quinz nel suo post - solamente in Italia succede questo".














