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Belluno
18 maggio | 18:49

Il Consiglio di Stato 'condanna' il Comune, Malga Rin Bianco chiude i battenti. Il gestore: "Lascio l'attività e anche il mio cuore"

Il gestore di Malga Rinn Bianco sui social: "Otto anni fa era stato fatto un altro bando (prima di quello vinto da me) a cui non avevo partecipato e che, secondo il Consiglio di Stato fu inficiato da errori procedurali. A otto anni dal ricorso questo organo ha infine deciso che il Comune ha torto e che si deve cancellare ogni provvedimento successivo, quindi anche il mio contratto"

AURONZO DI CADORE. Malga Rin Bianco, famosa in particolare per la biblioteca di montagna creata insieme a Mauro Corona, ha chiuso i battenti fino a data da destinarsi. Lo annuncia il gestore Andreas Quinz sui social, attraverso un post contenente informazioni confermate anche dal sindaco di Auronzo, Dario Vecellio Galeno: "La situazione è molto delicata - confessa il primo cittadino, intervistato da Il Dolomiti -. Non abbiamo potuto fare altro che adottare le direttive del Consiglio di Stato".

 

La Malga, affacciata sulle Tre Cime di Lavaredo, sorge fra pascoli dolomitici e possiede una biblioteca di montagna allestita congiuntamente allo scrittore Mauro Corona, dove è possibile cenare in un ambiente davvero speciale, con piatti gourmet. Ora, la struttura ha dovuto improvvisamente chiudere i battenti e la motivazione è stata sintetizzata in un post pubblicato su Facebook dallo stesso Quinz, che premette: "Cercherò di essere breve, per quanto possibile. Gestisco Malga Rin Bianco perché ho vinto un bando, sette anni fa, e ho stipulato un contratto con l'Amministrazione comunale. Questo nonostante i miei avversari abbiano fatto riscorso e lo abbiano perso".

 

Qualche anno prima, tuttavia "era stato fatto un altro bando a cui non avevo partecipato e che, secondo il Consiglio di Stato fu inficiato da errori procedurali - racconta ancora Andreas -. A otto anni dal ricorso presso di loro, questo organo ha infine deciso che il Comune ha torto e che si deve cancellare ogni provvedimento successivo, quindi anche il mio contratto". Motivo per cui Quinz ha provveduto a annunciare la chiusura. 

 

"Come se, per un rigore non dato otto anni fa si dovesse rigiocare la partita e tutti i campionati successivi fossero invalidati: solamente in Italia succede questo". Una sentenza inappellabile, quindi, quella che "inficia la validità della mia gestione, a metà del cammino previsto, quando avrei potuto raccogliere i frutti di sei anni di sacrifici - commenta il gestore dalla Malga con delusione -. Ora mi trovo costretto ad attendere in disparte che siano prese posizioni in merito, che sia puntualizzato se sono ancora nel diritto del mio contratto o se sono un abusivo. Lascio non soltanto l'attività ma anche il mio cuore". 

A confermare l'accaduto è al contempo il sindaco di Auronzo che ribadisce: "La questione è davvero delicata: non possiamo fare altro che adottare le direttive del Consiglio di Stato". Sentenza che non ha ancora stabilito nulla di definitivo tanto che per ora "la malga potrebbe continuare tenere aperto", cosa che Quinz ha tuttavia deciso di non fare. 

 

Ora un cartello apposto alla porta d'ingresso della struttura ricorderà a tutti che "Malga Rin Bianco resterà chiusa, per impedimenti burocratici, fino a data da destinarsi"

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