Marmolada, "il ghiacciaio resta trentino": bocciato il ricorso di Rocca Pietore per l'uso civico
A nulla sono serviti gli innumerevoli documenti raccolti dagli avvocati per richiedere "l'uso civico di Rocca Pietore sul ghiacciaio". Il sindaco De Bernardin: "Ci arrendiamo alla decisione della Corte d'Appello di Roma ma non nascondo grande delusione". Per il tribunale, infatti, la Regina delle Dolomiti resta trentina

ROCCA PIETORE. La Corte d'Appello di Roma boccia il ricorso presentato da Rocca Pietore, che rivendicava l'uso civico sul ghiacciaio della Marmolada. Vano, infatti, l'ultimo tentativo fatto: "Sulla questione Marmolada molto è stato detto e scritto - premette il sindaco Andrea De Bernardin a Il Dolomiti -. La diatriba dura da 50 anni. La nostra volontà non era quella di stravolgere i confini amministrativi ma di rivendicare l'uso civico della frazione di Rocca Pietore d'un terreno che attualmente si trova in Provincia di Trento".
A nulla è servito il grandissimo lavoro fatto da "avvocati e assistenti, un team di esperti che a lungo si è prodigato per raccogliere documenti, anche antichi, per dimostrare che forse qualcosa di cui discutere ancora c'era - fa notare il primo cittadino -. Una mole di documenti che partiva da quella linea di confine trasversale tracciata nel 1700 da Punta Penia al Passo Fedaia e mantenuta anche durante i combattimenti della Prima Guerra mondiale e oltre".
I bellunesi sono stati riconosciuti titolari del ghiacciaio fino al 1911, quando poi la proprietà è piombata in Trentino dopo la sentenza della commissione internazionale istituita per definire i confini tra Italia e Austria. Questo confine del ghiacciaio lungo la cresta è stato confermato e ratificato anche nel 1982 dall'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini. Ma da lì liti giudiziarie e carte bollate, riguardo soprattutto alle costruzioni degli impianti, non sono mancate negli anni con i cippi di confine mai posizionati.
Ora, una nuova sentenza della Corte d'Appello di Roma stabilisce che "non vi sarà nemmeno possibilità di concedere l'uso civico d'una parte del ghiacciaio a Rocca Pietore". A nulla, quindi, sono serviti gli innumerevoli documenti raccolti dagli avvocati per richiedere "l'uso civico della frazione sul ghiacciaio - conclude De Bernardin -. Ci arrenderemo alla decisione della Corte perché, come si dice, 'perseverare è diabolico'. Resterà tuttavia la grande delusione del sapere che nulla pare essere d'interesse per chi ci deve giudicare: non ci è stato data nemmeno la possibilità di discutere in un'udienza". Per il tribunale, infatti, la Regina delle Dolomiti resta trentina.


















