Multa alla guida ambientale escursionistica per ''esercizio abusivo'' della professione, l'assessore: ''Il Trentino riconosce la figura dell'accompagnatore di media montagna''
Prima la multa dei carabinieri di Madonna di Campiglio, poi l'intervista al presidente dell'Associazione italiana guide ambientali escursionistiche che ribadiva come anche le Gae siano figure pienamente riconosciute dalla legge italiana e dunque anche in Trentino. Oggi interviene Failoni che spiega la posizione della Provincia di Trento: ''La guida ambientale escursionistica non è una figura regolamentata in Provincia di Trento. L’iscrizione negli elenchi previsti dalla legge n. 4 del 2013 non equivale a un’abilitazione e non consente lo svolgimento dell’attività nel nostro territorio''

TRENTO. Pochi giorni fa la multa a una guida ambientale escursionistica (Gae), poi l'articolo de il Dolomiti che ha dato spazio al presidente dell'Associazione italiana guide ambientali escursionistiche che già avevano avuto modo di veder archiviata positivamente una causa simile, sempre dopo sanzione dei carabinieri di Madonna di Campiglio, sempre per ''abuso di professione''. Oggi alle parole del presidente nazionale di Aigae Guglielmo Ruggiero (che ribadiva come ''il quadro normativo e giurisprudenziale consente a qualsiasi Gae di esercitare l'attività di accompagnamento montano nella Provincia di Trento, così come su tutto il territorio nazionale") replica l'assessore provinciale competente Roberto Failoni.
''Garantire qualità, sicurezza e professionalità nell’accompagnamento in montagna è una priorità per la Provincia autonoma di Trento. La figura dell’accompagnatore di media montagna è pienamente riconosciuta e regolamentata dalla nostra normativa: non ci sono zone grigie né ambiguità interpretative”. Secondo l'assessore “la Provincia di Trento ha esercitato legittimamente le proprie competenze in materia di professioni, disciplinando con l’articolo 16-bis della legge provinciale n. 20 del 1993 la figura dell’accompagnatore di media montagna”.
L’assessore ricorda che la figura dell’accompagnatore di media montagna è una figura professionale a tutti gli effetti e che richiede una formazione approfondita di circa 500 ore, il superamento di esami abilitanti e l’iscrizione in un apposito elenco tenuto dal Collegio provinciale delle guide alpine. “La normativa trentina è perfettamente in linea con la legge statale n. 6 del 1989 e non è mai stata oggetto di impugnazione da parte dello Stato – precisa Failoni – mentre la guida ambientale escursionistica non è una figura regolamentata in Provincia di Trento. L’iscrizione negli elenchi previsti dalla legge n. 4 del 2013 non equivale a un’abilitazione e non consente lo svolgimento dell’attività nel nostro territorio”.
Questo, quindi, sarebbe il punto dirimente perché per Ruggiero – che a il Dolomiti ha citato puntualmente i rimandi legislativi – la Corte Costituzionale ha fissato che le attività di competenza esclusiva delle Guide alpine siano solo quelle che necessitano di particolare attrezzatura (corda, piccozza, ramponi) e tecniche per la progressione: “Di conseguenza - spiegava - ogni altra attività, diversa da quelle che necessitano di tecniche e attrezzature alpinistiche in zone di particolare difficoltà o pericolosità, può essere liberamente svolta anche da altri soggetti, tra i quali le guide ambientali escursionistiche”. Un punto che per il presidente dell'associazione sarebbe stato ribadito successivamente anche dalla giurisprudenza amministrativa. Il discrimine centrale sarebbe relativo alla natura più o meno 'sportiva' o 'culturale' e 'ambientalista' dell'attività da svolgere in quota.
Riassumendo: al di là delle attività che richiedono particolari capacità tecniche e si svolgono in ambienti con particolari pericoli – appannaggio esclusivo delle Guide alpine – nel contesto di 'normali' escursioni in quota per Aigae il potenziale ruolo delle Guide ambientali escursionistiche sarebbe sancito dall'attuale giurisprudenza, differenziandosi da quello degli Accompagnatori di media montagna più per la finalità dell'esperienza – una più 'sportiva', l'altra più 'naturalistica' – che per la sua natura.
Nel confermare la piena legittimità della figura dell’accompagnatore di media montagna, la Provincia invece sottolinea l’importanza di evitare sovrapposizioni e ambiguità ''che possano generare confusione - spiega la Pat in un comunicato - o mettere a rischio l’incolumità degli escursionisti e distinguere tra professioni riconosciute dalla legge e attività prive di una regolamentazione abilitante, per tutelare sia i professionisti sia gli utenti finali''. “La nostra attenzione è rivolta alla qualità dell’esperienza in montagna, alla sicurezza delle persone e alla valorizzazione dell’immagine del Trentino – conclude Failoni – continueremo a investire su professionalità serie e preparate, che rappresentano un valore aggiunto per il nostro turismo”.












