Montagna, nel 2022 più 15% di persone recuperate. Quasi la metà chiama per imperizia e scarsa forma fisica: ''In aumento irresponsabili e persone senza preparazione''
Il Soccorso Alpino Veneto ha fatto il bilancio annuale dei suoi interventi. I dati sono tutti in aumento compresi i decessi (70 vittime con un +11% rispetto al 2021). Crescono gli incidenti legati alla scarsa preparazione fisica e all'inadeguatezza di chi si approccia alla montagna o di come lo fa: ''Impossibile non concludere che sono in aumento le persone che si approcciano alla montagna con metodologia irresponsabile e senza un minimo di preparazione fisica, consapevoli forse di poter contare su un efficiente sistema di soccorso''
BELLUNO. Continuano ad aumentare gli incidenti in quota e i conseguenti interventi di soccorso mentre resta bassissima la percentuale di persone assicurate (solo lo 0,6%). Sono stati presentati questa mattina i dati relativi agli interventi e all'attività del Soccorso alpino e speleologico Veneto. Tra i tanti numeri presentati spicca un +15% di persone recuperate in montagna in difficoltà e aumento del 13% degli eventi e un +11% di morti in quota.
Continuano ad aumentare, insomma, negli anni gli interventi per persone infortunate o in difficoltà sulle montagne del Veneto: 1.183 nel 2022 gli interventi, 1.333 le persone soccorse. A fare il punto il presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto Rodolfo Selenati, il delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Alex Barattin, il vicedelegato del Soccorso alpino Prealpi Venete Luca Nardi.
Interessante partire nell'analisi dal numero di persone illese recuperate dal soccorso alpino: 569 che su un totale di 1.333 persone soccorse rappresenta il 42,7% del numero complessivo di persone soccorse nel 2022. Queste persone, che fortunatamente non si erano fatte nulla, sono state salvate per lo più da sé stesse poiché la chiamata era arrivata per imperizia, scarsa forma fisica, inadeguata attrezzatura e scarsa preparazione. ''Difficile - si legge nel report del Soccorso alpino - a questo punto non concludere che sia in aumento la tendenza ad affrontare la montagna con metodologia irresponsabile e senza un minimo di preparazione fisica, consapevoli forse di poter contare su un efficiente sistema di soccorso''.
Tra le cause di incidente che poi provocano l'intervento la “caduta” e la “scivolata” raggiungono complessivamente il 36.20% dato pressoché invariato rispetto al 2021 (il trend dell’ultimo quinquennio è in leggera diminuzione). Stazionario, percentualmente parlando, anche il dato sulle cause ascrivibili alla mancata preparazione fisica e psicofisica, la perdita dell’orientamento e l’incapacità, i ritardi: nel 2022 hanno rappresentato il 28.40 % dei soccorsi mentre nel 2021 erano il 28.8 %. Sostanzialmente stazionaria anche la causa ''malore'', da addebitarsi a diversi fattori, come il grande caldo estivo, e alla scarsa preparazione fisica, che si attestano all'11.50%, con un aumento di 2.2 punti percentuali.
In aumento le emergenze sulle ferrate, i recuperi di vele e ciclisti su bici a pedalata assistita. Per quanto attiene le attività, infatti, l’escursionismo, spicca su tutte le altre in quanto a richieste di aiuto con il 49.60% di persone soccorse, segue l’alpinismo con un 8.20%, lo sci in pista con un 6.50 %, in netto aumento di ben +4.30% rispetto al 2021, le ferrate con un 5.90%, in aumento di 2.70% rispetto al 2021, le Mountain Bike e E-Bike con un 5.90%, il parapendio, attività sportiva in forte crescita soprattutto nella fascia delle Prealpi Venete con un 3.80%, ed a seguire le altre attività.
Per quanto attiene le persone decedute nel 2022 il numero è aumento rispetto agli anni precedenti attestandosi a 70 vittime con un +11% rispetto al 2021. Nel 2022 si sono registrati 85 eventi di ricerca, circa il +16.5 % rispetto al 2021, con 92 persone soccorse, dato in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Purtroppo la percentuale di persone assicurate è sempre bassissima, circa uno 0.6%.
Un pensiero, durante la conferenza stampa, è stato rivolto alle vittime della Marmolada, e all'istruttore regionale e guida alpina Paolo Dani, e un ringraziamento è stato fatto a tutti i volontari delle 28 stazioni e alle loro famiglie, senza dimenticare i datori di lavoro che permettono di intervenire. Sono state sottolineate le fondamentali collaborazioni con la Regione Veneto, assessorato alla sanità e Protezione civile, con i Suem provinciali, con il Soccorso alpino della Guardia di finanza, con Dolomiti Emergency e Arpav.
Era presente il direttore del Suem di Belluno Giulio Trillò e in collegamento: il direttore del Suem di Padova Andrea Spagna e il direttore del Creu Paolo Rosi.












