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Sci al via, Fattor: ''In Alto Adige per i cannoni serve l'acqua di 2 laghi di Caldaro''. Lacasella: ''In Italia 6mila chilometri di piste e il 90% è innevato artificialmente''

L'assessore del comune di Bolzano Stefano Fattor ricorda anche come sia sempre più un divertimento di lusso: ''Un giornaliero, quest'anno, nel circuito SuperSkiDolomiti costa 80 euro. Auguri''

Di L.P. - 26 novembre 2023 - 17:24

BOLZANO. ''È iniziata la stagione dello sci. Benissimo. Anch’io, generalmente da Natale in avanti, mi faccio qualche pista. Due dati da tenere presente, uno per le tasche e uno per l’ambiente. Quello per le tasche: un giornaliero del circuito SuperSki Dolomiti quest’anno costa 80 euro. Auguri. Quello per l’ambiente: in Alto Adige per alimentare i cannoni da neve servono più di 10 milioni di metri cubi di acqua, l’equivalente di poco meno di 2 laghi di Caldaro''. Questo il post dell'assessore del comune di Bolzano, Stefano Fattor, che ricorda a tutti quanto lo sci sia un divertimento impattante per il nostro ambiente e sempre più un lusso per chi se lo può permettere.

 

Poche righe che vogliono essere di semplice monito. Come lo sono i pensieri di Pietro Lacasella autore del seguitissimo blog AltoRiliveo/VocidiMontagna. ''Quanti sono i chilometri di piste da sci in Italia? E quanti di questi vengono innevati artificialmente?'', si chiede Lacasella. ''In Italia possiamo vantare quasi 6000 chilometri di piste da sci. Tantissimi: 6000 chilometri è la distanza che separa Capo Nord da Palermo passando per Bruxelles''. Poco meno dei chilometri di autostrade che ricoprono il Paese per capirci (che sono circa 8.000).

 

''Ecco: il 90% di questi 6000 chilometri di piste è innevato artificialmente - prosegue Lacasella -. L'innevamento programmato è particolarmente vorace di energia. Per compensare la progressiva mancanza di neve a causa dai cambiamenti climatici, si vanno quindi ad alimentare gli stessi processi che stanno provocando l'innalzamento delle temperature. Un circolo drammaticamente vizioso''.

 

Lacasella, però sa bene che lo sci rappresenta ad oggi uno dei principali introiti attorno al quale si tengono in piedi le economie di tantissime località di montagna. Quindi nell'immediato è impossibile pensare di fare a meno di questa importante componente. ''Lo sci è stato ed è tutt'ora l'economia trainante di molti territori montani - completa -. Ha garantito a tante comunità maggiori benefici e maggiori sicurezze e chiudere quest'economia, di punto in bianco, darebbe vita a un dilagante disagio sociale. Alla luce dei nuovi scenari aperti dai cambiamenti climatici, bisognerebbe tuttavia provare a differenziare l'offerta turistica, ma è soprattutto necessario accontentarsi del patrimonio sciistico di cui già possiamo godere, senza investire ulteriori risorse economiche e ambientali per ampliare un settore estremamente vulnerabile all'innalzamento delle temperature''. 

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