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| 20 feb 2023 | 19:50

Senza guardiaparco fino al 2025, una guida escursionistica della Lessinia: "Così si indebolisce il territorio e si penalizza chi nel parco ci lavora, mettendo a rischio la fauna"

Eliminare il guardaparco significa privare il Parco della Lessinia di una figura di fondamentale importanza per il territorio ma anche per chi lì ci lavora. L'opinione di una guida ambientale escursionistica: "Essendo un ente pubblico sarebbe il caso di esplicitare, a livello politico, le proprie intenzioni in maniera più chiara e concreta"

Senza guardiaparco fino al 2025, una guida escursionistica della Lessinia

LESSINIA. Il Parco della Lessinia è rimasto “orfano di una figura cruciale e fondamentale, fondante dell’ente: il guardiaparco”. Questo, almeno fino al 2025. Un 'colpo al cuore' non soltanto per chi in quei territori ci vive o li frequenta ma anche e soprattutto per chi in Lessinia ci lavora

 

“Eliminare il guardiaparco significa anzitutto eliminare una figura indispensabile non solo nel caso della Lessinia – esordisce Alberto Saddi, guida ambientale escursionistica e naturalista, a Il Dolomiti -. È una figura che si addice alla gestione delle aree protette in generale”, fa notare. La decisione della soppressione del guardiaparco era stata presa con la delibera Consiglio direttivo del Parco del 20 gennaio 2023, ma non era passata inosservata nemmeno a livello politico.

 

Partendo dall’attività di controllo, che consentirebbe ad esempio di intercettare fenomeni di bracconaggio come quello reso noto qualche tempo fa, quando un bracconiere era stato ripreso dalle fototrappole mentre cacciava con un fucile ed un cane vicino a Malga Terrazzo, in un'area protetta di elevato valore naturalistico e faunistico, si passa alla prevenzione e lotta antincendio, così come all'assistenza degli operatori agricoli e zootecnici della zona ed alla sorveglianza dei boschi e di strade non accessibili a tutti”.

 

Tutte azioni di vitale importanza per i molteplici portatori d’interesse che vedrebbero venir meno una figura competente e radicata nel territorio. “Mansioni di fondamentale importanza che rimarrebbero ora scoperte, quando, se ce ne fosse stata la volontà, avrebbero potuto rimanere affidate, com’è sempre stato, ad un guardiaparco che, peraltro, ‘costerebbe’ intorno ai 34mila euro lordi all’anno: non una cifra così esorbitante”. 

 

“Parliamo di problemi di gestione e organizzativi a livello amministrativo o di un vero e proprio disegno politico non espresso? – ipotizza Saddi -. Mi viene da pensare che la risposta sia la seconda”. A sostenerlo a gran voce è un naturalista specializzato in conservazione e gestione del patrimonio naturale (ma anche guida ambientale ndr) che in Lessinia ci bazzica da sempre e, accanto a lui, “molti altri portatori di intesse, ma ho l’impressione che ci sia timore ad esporsi”, conclude contrariato.

 

“Essendo un ente pubblico sarebbe il caso di esplicitare, a livello politico, le proprie intenzioni in maniera più chiara e concreta. Mi sono confrontato con differenti persone e posso dire che tutti sono rimasti attoniti da questa incomprensibile ed ingiustificata scelta: non resta che augurarsi che le cose possano cambiare”.

 

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