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Abbattimento di M90, l'intervento di Mario Tozzi: "Un quadro inquietante: la vera minaccia sono i sapiens. Si usa il fucile invece di politiche assennate"

L'intervento di Mario Tozzi (pubblicato su La Stampa) sulla vicenda relativa all'abbattimento di M90

Di LA - 09 febbraio 2024 - 16:14

TRENTO. Il presidente della Provincia di Trento? "Si guadagna sul campo la qualifica di scanna-orsi". La convivenza uomo-grandi carnivori? "Siamo diventati una minaccia per la fauna selvatica". E sui lupi, "il quadro è inquietante: non si pone alcun limite all'attività di caccia, si pensa di regolamentare ungulati e altri animali con il fucile e non con politiche assennate". E' duro il commento di Mario Tozzi. Il primo ricercatore del Cnrdivulgatore scientifico, scrittore e conduttore televisivo è intervenuto con un articolo pubblicato su La Stampa (Qui articolo).

 

"In un quadro che più inquietante non si può - scrive Tozzi - è stata messa fine all'incolpevole esistenza dell'orso chiamato M90 (nemmeno un nome si meritano, ma solo una sigla alfanumerica, manco fossero oggetti), cui si addebita un'esistenza 'problematica' e di aver addirittura seguito una coppia di sapiens in Val di Sole".

 

Il primo ricercatore del Cnr parte dal destino di M90, abbattuto negli scorsi giorni in Trentino. Un esemplare ritenuto confidente e che si è reso responsabile a fine gennaio di aver seguito una coppia di escursionisti nei boschi della val di Sole. Le azioni di dissuasione non sarebbero state sufficienti e quell'incontro, fortunatamente senza conseguenze gravi, ha però segnato il suo destino.

 

La Provincia di Trento si è orientata fin da subito sull'abbattimento. Il parere di Ispra (necessario ma non vincolante) è risultato positivo per la cattura o l'abbattimento (a scelta di piazza Dante) con l'indicazione però di mettere in sicurezza il territorio (Qui articolo).

 

Da lì il decreto della presidente Maurizio Fugatti e, poche ore dopo, la comunicazione di avvenuta esecuzione, da parte del corpo forestale, delle disposizioni. Un intervento rapido, anche perché l'esemplare era dotato di radiocollare. Già in passato Tozzi si è espresso sulla questione grandi carnivori. E sulle pagine de La Stampa firma un contributo sull'ultimo capitolo del rapporto tra il Trentino e gli orsi. 

 

IL CONTRIBUTO DI MARIO TOZZI PUBBLICATO SU LA STAMPA

In un quadro che più inquietante non si può, è stata messa fine all'incolpevole esistenza dell'orso chiamato M90 (nemmeno un nome si meritano, ma solo una sigla alfanumerica, manco fossero oggetti), cui si addebita un'esistenza 'problematica' e di aver addirittura seguito una coppia di sapiens in Val di Sole.

 

"Per la verità gli 'inseguimenti intenzionali' erano stati almeno altri due e dodici gli 'avvicinamenti ai centri abitati e alle case', fatti ritenuti sufficienti dal Presidente della Provincia Autonoma di Trento, che si guadagna sul campo la qualifica di scanna-orsi che gli è stata attribuita, per decretare l'esecuzione di un animale selvatico reo di aver fatto l'animale selvatico.

Il tutto in un quadro inquietante dato dalla pretesa, non soltanto italiana, di tornare a sparare ai lupi, di non porre alcun limite all'attività di caccia, di regolamentare ungulati e altri animali con il fucile e non con politiche assennate.

Il fatto è che i sapiens sono convinti di poter sopravvivere su questo pianeta senza altri animali che non quelli da compagnia o da allevamento, e mal tollerano ogni intrusione della natura nei propri ambienti. Solo che oggi tutti gli ambienti appartengono ai sapiens e dunque non c'è più spazio per nessun altro. Ma riesce così difficile capire che, se oggi scomparissero le api o altri insetti impollinatori, non ci sarebbe più alcun futuro per nessun vivente?

 

Di chi si può fare a meno, su questa Terra, dei sapiens o degli insetti? L'unica certezza è che ormai siamo diventati una minaccia per la fauna selvatica di qualsiasi tipo e natura e sotto qualsiasi latitudine: il ritmo di estinzione delle specie è oggi impressionante e raggiunge tassi che si erano verificati solo nell'imminenza delle cinque grandi estinzioni di massa della vita sulla Terra.

 

Ma è una storia antica: dove arrivavano i sapiens nostri antenati, lì si estinguevano faune che avevano resistito per milioni di anni. Siamo l'unica specie che manda letteralmente a gambe per aria gli ecosistemi, nessuno è come noi. Ma pur rendendomi conto che l'ignoranza della biologia e dell'ecologia sono la regola nel nostro Paese, non riesco a capacitarmi che si possano accogliere progetti di ripopolamento dei grandi carnivori (peraltro iniziati spontaneamente) e poi pretendere che gli orsi si comportino come Baloo e i lupi rispettino pecore e galline.

 

Quello che fastidia è l'ipocrisia degli amministratori che non hanno il coraggio di sostenere che l'unico orso buono è quello ucciso (e magari mangiato…) e che non riescono a provvedere con una informazione capillare, e magari con qualche accorgimento, a una convivenza fra sapiens e fauna selvatica.

Vale la pena ripetere che l'orso è una 'specie-ombrello', perché ha bisogno di ampi habitat naturali, dunque garantirne la sopravvivenza significa garantire la buona salute e la selvaticità di ampie fette di territorio, proteggendo anche altre specie. È poi una 'specie-critica', visto che espleta una seria di funzioni fondamentali per l'intero ecosistema e dunque anche per tutti gli altri viventi. Gli orsi, in altre parole, come i lupi, ci sono necessari. Infine è una 'specie-bandiera', perché amato dalle persone e dai turisti e catalizzatore di interesse. Una bandiera che qualcuno vuole vedere ammainata in nome di una supremazia priva di senso e dannosa.

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