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Trento
08 febbraio | 12:54

Abbattimento M90, il Cai favorevole: "Dispiace per l'orso ma la rimozione è in linea con il Pacobace. Basta contrapposizioni ideologiche"

L'intervento del Cai dopo l'abbattimento di M90 in val di Sole: "Favorevoli alle decisioni tecniche basate su valutazioni scientifiche definite, condivise e approvate. Nonostante il dispiacere per la morte dell’orso, che di per sé è sempre una sconfitta, dobbiamo puntare sulla reale conservazione dei plantigradi e sulla sicurezza degli abitanti"

Abbattimento M90, il Cai favorevole: Dispiace per l'orso ma la rimozione è in linea con il Pacobace

TRENTO. L'abbattimento di M90? Per il Cai l'intervento della Provincia di Trento è legittimo. Dispiace per la sorte dell'animale ma la rimozione dell'orso è in linea con le indicazioni tecniche presenti nel piano Pacobace.

 

"Volenti o nolenti, gli orsi 'problematici-confidenti' sono presenti, seppur con una percentuale bassa (ma non irrisoria), in tutte le popolazioni di plantigradi che condividono territori utilizzati dall’uomo", spiega il Cai. "Questa piccola percentuale è però un tassello importante su cui agire per poter sperare in un futuro di coesistenza".

 

Considerato confidente, le azioni di dissuasione non sarebbero state sufficiente, e il destino dell'orso è stato segnato dall'ultimo episodio nei boschi di Ortisè quando ha seguito una coppia di escursionisti. La decisione è stata di procedere alla rimozione, una prospettiva che ha preso forza dopo il parere (non vincolante) positivo di Ispra con sostanzialmente carta bianca sulle procedure: abbattimento o cattura

 

A entrare in azione il corpo forestale incaricato di procedere all'uccisione. Tra il decreto e la comunicazione di avvenuta esecuzione della disposizione del presidente della Provincia sono passate poche ore e l'avvenuta rimozione ha subito riacceso il dibattito e ha rialzato la tensione tra piazza Dante e le associazioni animaliste, pronte a raggiungere Trento per una manifestazione nazionale sabato 10 febbraio.

 

"Premesso che sulla questione grandi carnivori, e in particolare in questo caso quella dell’orso, ci troviamo oggi in un contesto ormai molto deteriorato e purtroppo ampiamente politicizzato - consci che ogni decisione o presa di posizione su questi temi è oggetto di polemiche e strumentalizzazioni - il Club alpino italiano ritiene che per poter garantire una popolazione vitale di orsi in un territorio montuoso molto antropizzato come quello alpino, e trentino in particolare, sia necessario procedere con lucidità e pragmatismo, basando l’agire su indicazioni tecnico-scientifiche e rispettando i protocolli esistenti e condivisi, come in questo caso è il Pacobace".

 

La decisione della Provincia di Trento di intervenire sull’orso M90, secondo il Cai rientra pienamente nelle azioni previste dal Pacobace, oltre a essere stata avallata da Ispra su parere tecnico ed essere stata eseguita dai forestali provinciali.

 

"Come Cai, attraverso il Gruppo di lavoro sui grandi carnivori, abbiamo sempre ribadito la necessità di garantire la conservazione di popolazioni vitali di orso nel tempo e nel loro complesso, senza 'fissarsi' su ogni singolo esemplare. La strada della contrapposizione ideologica, della strumentalizzazione politica, dei muro contro muro tra associazioni, privati cittadini, comitati e istituzioni ha portato questa situazione ad essere ingovernabile, per di più mettendo nell’angolo la scienza e i tecnici preparati (di cui tra l’altro il Trentino è ricco), per lasciar spazio al sentimento popolare, al populismo e alla chiacchiere da bar e purtroppo ai regolamenti di conti individuali (vedi bracconaggio), che non solo non portano da nessuna parte ma sono davvero intollerabili e passibili dalla legge".

 

La rimozione resta un'extrema ratio. "Dispiace naturalmente per l'esemplare ucciso, ma l'azione su M90 sorprende solo per la rapidità d'azione (era radiocollarato in quanto già sotto osservazione da tempo), per il resto tutto come da regole stabilite da molti anni, in tempi non sospetti e poco o nulla applicate purtroppo, spesso per le ragioni anticipate precedentemente". 

 

Ma il Cai ribadisce che la ricerca, il monitoraggio, la prevenzione e l’informazione restano fondamentaliAnche Ispra nel suo parere positivo ha evidenziato la necessità di mettere in sicurezza il territorio a cominciare dall'installazione dei bidoni anti-orso. E in questa direzione, per esempio, si sono mossi i Comuni (con l'aiuto sempre della Comunità della val di Sole) come Dimaro Folgarida che negli ultimi mesi ha pianificato una capillare azione di prevenzione e, più recentemente, anche Malè

 

"Ci auguriamo che la solerzia e la rapidità nell’agire della Provincia di Trento con l’ordinanza di abbattimento di M90 sia altrettanto utilizzata in tutti gli altri fondamentali aspetti legati alla coesistenza, puntando convintamente sulla prevenzione, limitando così il più possibile il manifestarsi di nuovi orsi confidenti attraverso il posizionamento capillare di cassonetti per rifiuti adeguati a resistere all’azione dei plantigradi e divulgando i comportamenti da evitare nelle terre dell'orso".

 

Il Cai auspica l’inizio di un nuovo corso e una generale presa di coscienza e abbassamento dei toni, "dove venga riallacciato davvero il dialogo con la popolazione in un tessuto sociale dilaniato non solo per la morte di Andrea Papi, ma da come la vicenda orso è stata gestita/raccontata/strumentalizzata da politica, media, associazioni negli ultimi anni, ognuno con il proprio fine e le proprie convinzioni, spesso poco o nulla orientate alla reale conservazione della popolazione di orsi e la sicurezza degli abitanti locali in un contesto antropizzato".

 

Nessun piano generico di abbattimento ma non si possono escludere interventi mirati. Le rimozioni di orsi problematici consentono di mantenere il territorio in sicurezza ma anche di salvaguardare la specie e di migliorare la convivenza uomo-grandi carnivori. 

 

"Se è accettabile la rimozione di qualche individuo, la credibilità nelle gestione e nella conservazione della popolazione sarebbe maggiore se tornasse evidente e forte la componente di studio e ricerca, di monitoraggio costante della popolazione. Il tutto per avere gli elementi necessari alle scelte gestionali senza la paura di divulgarle nel territorio capillarmente, presentarle e discuterle con la società civile e tutti i portatori d’interessi".

 

Il Cai "sta al fianco di chi prende decisioni tecniche basate su valutazioni scientifiche definite, condivise approvate (vedi Pacobace), qualsiasi sia il colore politico di chi rappresenta le istituzioni in quel momento, e prende le distanze da chi (politici in primis, ma anche da chi assume posizioni troppo ideologiche su questi temi) contribuisce con la sua azione a creare uno stato di contrapposizione perenne che va a discapito sia della natura che degli abitanti locali".

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