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Ddl orsi, la Sat: "Ok abbattimenti come ultima ratio ma la legge presenta alcune ambiguità. Si devono riattivare i tavoli e puntare sulla prevenzione"

La Sat è favorevole al ddl orsi anche se ci sono dei punti ambigui nel testo. Per la Società alpinisti tridentini si devono riattivare i tavoli di confronto e lavorare sulla prevenzione: "Va messa in campo una campagna di informazione e di conoscenza del comportamento di questa specie sull’arco alpino"

Di Luca Andreazza - 12 febbraio 2024 - 15:13

TRENTO. La Sat è favorevole al ddl orsi ma per la Società alpinisti tridenti è necessario sgomberare i dubbi dagli equivoci e non bisogna dimenticare la prevenzione. In questi giorni la Terza commissione provinciale affronta il tema dei grandi carnivori, un approfondimento che arriva dopo l'abbattimento di M90 e l'ulteriore inasprimento della tensione tra Provincia e associazioni animaliste con la manifestazione del week end appena trascorso.

 

Il vice presidente della commissione Tutela ambientale della Sat, Massimo Vettorazzi, è intervenuto in audizione del ddl poi approvato per spiegare che la "Società alpinisti tridentini considera positivo un ddl che deleghi la responsabilità della gestione al presidente della Giunta". La Sat è sostanzialmente allineata alla posizione del Cai: le valutazioni di intervento devono avere basi scientifiche definite, condivise e approvate (Qui articolo). 

 

Nonostante il dispiacere per la morte dell’orso, la necessità è quella di trovare un equilibrio tra conservazione della specie e la sicurezza della popolazione. E la gestione degli orsi problematici, secondo Vettorazzi, è solo un tassello: "La Sat non si è mai tirata indietro sugli abbattimenti come ultima ratio, come è accaduto per M90 nell’ottica della conservazione della popolazione e non degli individui".

 

Il ddl presenta, però, delle ambiguità. "A partire dal limite degli 8 abbattimenti che non rappresenta un piano di controllo del numero. Ispra dice che così non ci sarebbe una riduzione della popolazione e questa legge sembra suggerire che invece tutti gli anni si possono prelevare otto plantigradi. Anche se c’è un problema genetico che sta impoverendo la popolazione che potrebbe essere messa a rischio".

 

La modifica della legge in parte recepisce uno studio di Ispra realizzato dopo la tragedia di Caldes e la morte di Andrea Papi. In linea teoria, per non mettere eccessivamente a rischio la conservazione dei plantigradi in Trentino, si potrebbe procedere alla rimozione di un massimo di 8 orsi. Si devono però seguire criteri ben precisi (come il limite di 2 femmine all'anno) e la base di partenza resta il piano Pacobace.

 

Non basta, per la Sat, la parte operativa. "Si deve operare sulla prevenzione. A partire da una corretta gestione dei rifiuti essenziale per evitare che l’orso venga a contatto con l’uomo". Altro punto per la Sat è quello di riaprire il dialogo con tutti i portatori di interesse come quella portata avanti, nel 2016, dall’Ufficio stampa della Provincia e il tavolo istituito dalla Giunta nel 2015 che però non è stata riattivata dopo il Covid.

 

"I tavoli - prosegue Vettorazzi - vanno riaperti per parlare in modo razionale del tema grandi carnivori. Infine, va messa in campo una campagna di informazione e di conoscenza del comportamento di questa specie sull’arco alpino". Il rappresentante della Sat ha detto che al primo posto, anche se il rischio zero non esiste, è la sicurezza delle persone tenendo fisso l’obiettivo della conservazione della specie.

 

La Sat, conclude Vettorazzi, in questi anni ha portato avanti un’informazione il più possibile corretta e equilibrata "senza creare i fans dell’orso. Tante sono state le serate organizzate e sempre partecipate e apprezzate. L’orso e il lupo, ha aggiunto, sono animali che dividono l’opinione pubblica ma vanno lasciate a parte le emozioni e la rabbia a favore di un pensiero razionale riallacciando i fili di una spaccatura della comunità trentina".

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