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Trento
11 dicembre | 06:00

"Un segnale importante", Coldiretti festeggia il declassamento del lupo ma l'iter non è ancora concluso. Ecco il report di come è andata la predazione sul monte Baldo

Con una nota Coldiretti festeggia il declassamento del lupo ma mancano ancora alcuni passaggi. In primavera invece sono attese delle novità dal ministero sulle quote di possibili abbattimento. La predazione sul Monte Baldo, versante di Avio? il Dolomiti ha avuto accesso agli atti, ecco come è andata

"Un segnale importante", Coldiretti festeggia il declassamento del lupo ma l'iter non è ancora concluso

TRENTO. "Un segnale importante, che va nella direzione da noi richiesta da anni: consentire finalmente una gestione più flessibile e concreta dei grandi carnivori, per tutelare allevatori, agricoltori e la sicurezza dei cittadini". Così Coldiretti Trentino Alto Adige che festeggia il declassamento del lupo da specie "rigorosamente protetta" a "protetta". Ma l'associazione di categoria dovrà aspettare ancora un po' e intanto dovrà riporre i calici dei festeggiamenti nel ghiaccio. C'è sicuramente un altro step in avanti ma il percorso non è completo. La Camera ha approvato la legge di delegazione europea a procedere in questa direzione, tuttavia manca ancora il voto in Senato e poi il Governo dovrà adottare le modifiche normative (il Dpr 357 e la legge 157). Quindi bene, ma non benissimo per chi non vede l'ora di sparare ai grandi carnivori e intanto il Dolomiti ha avuto accesso agli atti di una predazione registrata in quel di Avio nei mesi scorsi e 'strombazzata' ai quattro venti proprio mentre il Tar fermava la Provincia dall'abbattere anche il secondo lupo della Lessinia ''ricercato''.

 

Ma torniamo a quanto accaduto in parlamento. “Le istituzioni nazionali hanno raccolto l’appello dei territori di montagna, e in particolare del Trentino Alto Adige, tra le aree più colpite d’Italia dal fenomeno", il commento di Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti regionale. "Negli ultimi anni abbiamo assistito a decine di attacchi con conseguenze gravissime, che stanno mettendo in ginocchio gli allevamenti e accelerando lo spopolamento delle zone interne. Questo provvedimento rappresenta finalmente una risposta concreta a un disequilibrio che non era più sostenibile. Con oltre 3.300 lupi in Italia e più di 25.000 a livello europeo non si può più parlare di specie in via di estinzione. Al contrario, il vero rischio oggi è la scomparsa dell’uomo dalla montagna, con danni incalcolabili per l’economia, l’occupazione e la cura del territorio. Senza l’attività quotidiana delle aziende agricole, aumentano degrado, frane e alluvioni, amplificati dagli effetti dei cambiamenti climatici".

 

Quella della presenza dei grandi carnivori è una criticità del territorio ma sicuramente non esclusivo del Trentino Alto Adige, anzi. Un fenomeno diffuso e con numeri molto più importanti in altre regioni che, tra l'altro, non possono vantare la forza dell'Autonomia. Infatti il nostro territorio può già agire con grandi margini operativi, praticamente quelli che avranno anche gli altri dopo il declassamento. Insomma Barbacovi esulta ma per il Trentino Alto Adige le cose rimarranno pressoché le stesse (alcuni esempi? La deroga per l'abbattimento di un lupo sulla Lessinia per Trento e in val Venosta per Bolzano). Se si è intervenuti in sede di Unione europea è perché c'è questo tema a livello europeo e i movimenti e i partiti populisti cavalcano in ogni territorio la questione che produce consensi facili anche in assenza di ancoraggi con la realtà o con i riscontri scientifici

 

Cosa cambierà alla fine dell'iter di declassamento? In generale ci sarà una maggiore flessibilità ma non una rivoluzione. Molta più chiarezza a ogni modo ci sarà in primavera quando il ministero, supportato tecnicamente e scientificamente da Ispra, diramerà le quote (quelle che oggi prevedono 1-2 lupi in Alto Adige e 3-5 in Trentino con riferimento all'ultimo censimento nazionale sulla specie, un po' datato - 2020/21 - ma certamente non ci sarà un liberi tutti e ancora varranno le regole che conosciamo sulla necessità di difendere il bestiame) di possibili rimozioni sulla base di dati aggiornati. Intanto le Regioni e le Province autonome sono chiamate a lavorare al piano di gestione.

 

Maggior flessibilità ma comunque si dovranno seguire dei criteri, la differenza di intervento tra Lessinia e Valsugana per esempio è stata che in Lessinia i sistemi di difesa c'erano mentre in Valsugana la predazioni sono avvenute tutte su capi mal protetti (Qui articolo). Intanto il Dolomiti è entrato in possesso della documentazione relativa alla predazione - comunicata con nota ufficiale della Provincia - sul monte Baldo con il ferimento di 6 bovini (Qui articolo).

 

Una nota dell'amministrazione provinciale per ribadire che gli esemplari "problematici o dannosi devono essere rimossi perché rappresenta un elemento fondamentale per la gestione della specie sul territorio". Una dichiarazione che era arrivata dopo il semaforo rosso del Consiglio di Stato all'abbattimento dell'altro lupo sulla Lessinia. Nel caso di malga Lavacchio sul territorio di Avio erano rimasti feriti 6 bovini (una Jersey di 7 anni e 1 mese e cinque grigio alpina tra i 4 anni e gli 8 anni). L'attacco cosa aveva causato? ''Morsi al quarto posteriore, un animale ferito alla mammella''. Nel documento poi si legge: ''Allevatore presente al momento dell'aggressione? No; L'allevatore ha assistito all'attacco? No; Il danno è avvenuto a meno di 100 metri dalla sede aziendale? No; Presenti opere di prevenzione? No, mai richiesta opera di prevenzione''. 

 

Nel caso di bovini adulti non sono previste opere di prevenzione, perché il rischio di predazione effettiva è piuttosto basso e infatti anche in questo caso i capi sono stati feriti, ma certo se si ha la contezza che siano presenti lupi nell'area sarebbe compito del proprietario proteggere il bestiame. Prevenzione che è fondamentale oggi (anche perché poi la Provincia stessa possa prevedere le conseguenti azioni di intervento) e sarà fondamentale domani con il declassamento del lupo da specie "rigorosamente protetta" a "protetta". 

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