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Elezioni Sat, dai giovani alla riattivazione del tavolo grandi carnivori, la vice presidente uscente Iole Manica: "La montagna richiede umiltà, responsabilità ed educazione"

Dal turismo ai grandi carnivori, dai rifugi ai giovani, l'attuale vice presidente della Sat Iole Manica è in corsa alle elezioni per il Consiglio centrale della Società alpinistica tridentina

Di Luca Andreazza - 18 aprile 2024 - 22:24

TRENTO. "Non si può essere schiavi del passato perché il modo di frequentare la montagna è cambiato ma è necessario salvaguardare l'essenza e la natura di un rifugio". Queste le parole di Iole Manica, l'attuale vice presidente della Sat è in corsa per una riconferma all'interno del Consiglio centrale. Un tema è anche quello della presenza di orsi e lupi. "Si deve riattivare il 'Tavolo di comunicazione' e puntare sull'adozione di sperimentazioni e buone pratiche, come l'uso dello spray anti-orso".

 

Laureata in giurisprudenza, Manica è dirigente provinciale del Libro fondiario nell'ambito di di pubblicità immobiliare. Nel corso del suo impegno per Società alpinistica tridentina è stata vice presidente della Sezione di Rovereto. A livello centrale la numero due della Sat trentina è stata componente della commissione amministrativo/legale. 

 

"In questi anni la Sat ha intrapreso un percorso, difficile ma necessario, per allinearsi e rispondere a una nuova realtà mutata, compito che pur gravoso dovrebbe trovare continuità", prosegue Manica. "Si dovrebbe inoltre lavorare maggiormente per una partecipazione degli iscritti incentivando una loro presenza negli organi centrali, così da preparare le nuove generazioni a lavorare per garantire la continuità del percorso alpinistico e culturale con i principi ormai radicati nel tempo".

 

La società alpinistica tridentina è pronta, con l'assemblea dei delegati, a una nuova fase. La carica dei 32 candidati a fronte di 19 posti nel Consiglio centrale (Qui articolo e candidati - qui le schede di presentazione di tutti i candidati) andrà a delineare la nuova governance del prossimo triennio. Dai rifugi a un modello di turismo che si adatti al contesto della crisi climatica, la Sat è attesa da numerose sfide. Tra gli impegni quello di coinvolgere maggiormente le sezioni e aumentare la partecipazione dei giovani. 

 

Un tema dibattuto è quello dell'architettura dei nuovi rifugi in quotasempre più spesso lontani da una concezione tradizionale e, per certi aspettirassicuranteQuanto ci si può allontanare dai canoni a cui molti frequentatori delle terre alte si sono abituati nel corso del decenni? Un altro argomento divisivo è quello dell'offerta di un rifugio. Non mancano gli esempi di una proposta quasi da resort con saune in quota e piatti gourmet.

Sat Aps quale proprietaria di 35 rifugi e 16 bivacchi è chiamata ad amministrare un patrimonio importante con tutti i conseguenti oneri e onori, perché ognuno di noi sa quanto è difficile gestire tecnicamente gli immobili, e questo ho potuto constatarlo in questi 3 anni di vice presidenza.

 

Dato atto che un rifugio non è un albergo di montagna, oggi però è cambiata la frequentazione stessa della montagna e assistiamo a un processo culturale diverso, spesso oggi il rifugio è la meta di chi parte da casa o dall’hotel di paese e la richiesta che ne deriva è di un comfort più vicino alle strutture di fondovalle.

 

Ma il rifugio non è solo questo, per definizione è una struttura raggiungibile solamente a piedi, che deve garantire “riparo” ad alpinisti ed escursionisti. Chi frequenta la montagna ben comprende tale concetto così come comprende il lavoro dei gestori e quanto è importante il rifugio in caso di maltempo e in generale nei casi di incidenti. I tempi sono cambiati non si può essere schiavi del passato, ma ritengo sia necessario salvaguardare l’essenza e la natura di un rifugio alpino, dove si promuove l’essenzialità, come presidio ambientale che propone ecoturismo e promuove il nostro territorio come patrimonio naturale e culturale e dove l’accoglienza si veste di quella purezza che si può trovare solo in montagna.

 

Sono convinta si debba intervenire sulle ristrutturazioni dei rifugi, fedeli alla identità originaria del rifugio, una costruzione forte del proprio passato ma che possa dare delle risposte strutturali alle nuove esigenze, fermo restando il concetto base del rifugio come luogo non solo di turismo ma anche di cultura di qualità ambientale, dove sono richiesti comportamenti virtuosi che possano elevare queste strutture a veri laboratori di vita.

 

Ma sono convinta che oggi le sfide maggiori derivano da quanto la natura in questi ultimi decenni ha modificato l’ambiente, le risorse naturali non sono illimitate per cui penso si debba lavorare intervenendo, innovando le proprie strutture, al fine di ridurre gli impatti ambientali: approvvigionamento energetico, gestione delle acque, rifiuti, efficienza energetica, interventi concreti all’insegna della tutela ambientale e culturale.

 

La commissione rifugi con la propria professionalità dovrà senz’altro essere compartecipe al raggiungimento di questi obiettivi.

 

Orsi e lupi, come migliorare la convivenza uomo-grandi carnivori?

Oggi più che mai dobbiamo affrontare il problema con delicatezza e responsabilità, il dolore di quanto accaduto ci impone cautela e speranza che si raggiunga un equilibrio tra uomo e natura che ancora sembra lontano.

 

La Sat, attraverso i lavori della commissione Tam-Tutela ambiente montano ha sempre fornito il proprio contributo, sostenendo il progetto “Life Ursus”, e nei vari interventi si è sempre ribadita la necessità di intensificare lo sforzo informativo e divulgativo verso i frequentatori della montagna.

 

Ora, il naturale ripopolamento delle montagne da parte dei Grandi Carnivori comporta l'impegno nelle attività di comunicazione a favore della coesistenza. Molto è stato fatto in tal senso e ritengo si debba continuare a investire su serate ed eventi informativi chiedendo un confronto con chi governa il nostro territorio.

 

A fronte degli incidenti che si sono purtroppo verificati penso si debba chiedere con determinazione al governo provinciale di riattivare il “Tavolo di comunicazione Orso e grandi Carnivori”, modalità di lavoro indispensabile per rispondere alla necessità di costruire un linguaggio e una strategia di comunicazione condivisa, ritengo indispensabile il mantenimento di un adeguato livello di accettazione sociale che passa attraverso la ricerca scientifica, la comunicazione, la prevenzione; l’adozione di sperimentazioni e buone pratiche, come per esempio legalizzazione spray anti-orso, per la difesa personale.

 

Una visione del turismo estivo e invernaleE come si può migliorare la gestione dei luoghi di montagna e frenare alcuni contesti di overtourism?

Partiamo da un dato di fatto: è cambiata la frequentazione della montagna. Il turismo, nelle sue applicazioni di massa e di lusso, ha spesso avuto e ha effetti molto negativi su ambienti, culture, società, economie.

 

Si è data la definizione di turismo responsabile attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente, che riconosce la centralità della comunità locale e il suo diritto di vivere “bene” ed essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile.

 

Ciò premesso dobbiamo, noi per primi, promuovere un modo corretto e responsabile di andare in montagna, favorire una frequentazione sostenibile, rispettosa e responsabile della montagna, che non necessiti di nuove infrastrutture.

 

Dobbiamo pensare come promuovere eventi o altre forme di divulgazione al fine di favorire la frequentazione degli ambienti montani non solo come attività invernali ed estive ma anche nelle altre stagioni. Montagna come ambiente da conoscere e ritrovo per amanti della scienza: geologia, botanica, zoologia, antropologia e così via.

 

La montagna è diventata ora molto interessante, ma a volte questi nuovi turisti hanno iniziato ad andare in montagna con entusiasmo e curiosità ma anche con comportamenti non sempre appropriati, per superficialità ma anche per scarsa conoscenza e informazione.

 

Ma frequentare le terre alte richiede esperienza, prudenza, consapevolezza che il rischio non è mai pari a zero. Dobbiamo continuare a fare informazione perché la montagna sia affrontata con umiltà, responsabilità ed educazione. Educazione anche quando si entra nei rifugi, dove non si può pretendere di avere il servizio di un hotel e dove il gestore lavora spesso in situazioni critiche.

 

Informazione anche per quanto riguarda i sentieri, perché gli escursionisti devono sapere il lavoro che i nostri volontari e la commissione sentieri, svolgono per gestire una rete sentieristica di alto valore.

 

Come si possono avvicinare i giovani alla Satcome rendere attrattivo l'impegno per la Società alpinistica trentina?

Premesso che quest’anno c’è stato un incremento nel tesseramento dei giovani, penso che per invogliarli a frequentare il nostro sodalizio sia necessario, da parte nostra, essere consapevoli che vi sono altre modalità di vivere la montagna oltre alla classica gita in pullman. Sono sicura che lasciandoli padroni di gestire le loro attività si potrebbe avere un buon risultato, sempre nel rispetto dell’ambiente che va preservato e non violentato.

 

Inoltre il grande tema della tutela dell’ambiente naturale, previsto espressamente nel nostro Statuto, comporterà nei prossimi anni, un impegno notevole e sarà questo un terreno sul quale tanti giovani potranno dedicarsi, con la loro sensibilità su temi così importanti. Dobbiamo coinvolgere i giovani nelle varie attività di Sat, geologiche, speleo, botaniche, micologiche, scienze che possono appassionare i giovani satini.

 

Dopo la guida Facchini e il vertice femminilesono poche le candidateAnche a fronte di rifugi sempre più a gestione femminileQuali possono essere le ragioni?

Ho lavorato in questi 3 anni con una presidenza al femminile e posso affermare che abbiamo lavorato in sintonia, con rispetto e fiducia. L’impegno è stato notevole, le difficoltà anche; è molto difficile per me fare ora una valutazione sulla scarsa presenza femminile nei candidati per queste elezioni, rischierei di cadere nella banalità. Tale argomento potrà sicuramente essere approfondito.

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