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Trento
19 ottobre | 16:38

"Il limite è un valore: non significa rinuncia ma scelta di qualità", l'appello della Sat: "La montagna non si conquista: si rispetta, si ascolta, si vive"

Le tre parole chiave emerse nel 127esimo Congresso della Sat sono comunicazione, responsabilità e dialogo. Il presidente della Società alpinisti tridentini, Cristian Ferrari: "Un nuovo equilibrio tra tutela e fruizione. La Sat deve guidare un turismo sobrio, responsabile e capace di custodire la montagna". L'assessore Simone Marchiori: "Una montagna abitata è una montagna viva"

"Il limite è un valore: non significa rinuncia ma scelta di qualità"

TRENTO. Comunicazione, responsabilità e dialogo. Le tre parole chiave emerse nel 127esimo Congresso della Società alpinisti tridentini, evento dedicato alla capacità di carico turistica dei territori montani. La sessione finale a San Lorenzo Dorsino mette al centro del dibattito il tema del “limite” come scelta di qualità e una strada per una nuova relazione tra uomo e ambiente.

 

La Sat propone tre parole come cardine del proprio impegno futuro. Si parte da "comunicazione", intesa come narrazione autentica e rispettosa della montagna, lontana da stereotipi e slogan promozionali, capace di restituire la complessità culturale e ambientale delle terre alte. 

 

Poi "responsabilità", verso l’ambiente, le comunità locali e le generazioni future, nella consapevolezza che la montagna è bene comune e che la sua salvaguardia richiede comportamenti etici e condivisi. E "dialogo", come pratica di confronto costruttivo tra istituzioni, operatori turistici, residenti e visitatori, per sviluppare progetti che favoriscano il radicamento, contrastino lo spopolamento e promuovano modelli di crescita coerenti con i principi di sostenibilità.

 

"La Sat è nata per rendere accessibili le montagne, ma anche per insegnare il rispetto dei loro limiti", le parole di Cristian Ferrari, presidente di Sat. "La sfida di oggi è quella di trovare equilibrio tra fruizione e tutela, tra sviluppo e conservazione".

 

E Ferrari ha ribadito che il valore del limite rappresenta oggi una prospettiva concreta di sostenibilità e di libertà: “La Sat non vuole chiudere la montagna, ma chiede rispetto per i luoghi, per le persone, per la convivenza. Il limite non è una rinuncia ma una scelta di qualità, significa saper governare la frequentazione, non subirla".

 

Il Congresso ha richiamato la necessità di una nuova alleanza tra uomo e natura, dove la misura del limite diventi il fondamento di un turismo lento, esperienziale e consapevole. Le montagne trentine, patrimonio di biodiversità e cultura, non possono essere ridotte a semplici “parchi gioco”, ma devono continuare a essere luoghi vivi, capaci di rigenerare l’animo umano e sostenere le comunità che le abitano.

 

Il futuro delle terre alte passa attraverso tre azioni: condividere, diversificare e fermarsi. Ciò significa investire nelle aree interne, nelle relazioni umane, nel turismo responsabile e nella riconversione dei modelli di sviluppo oggi legati al consumo e alla stagionalità.

 

Il 127esimo Congresso della Sat si è quindi configurato come momento di analisi, ma anche come laboratorio di responsabilità collettiva, volto a costruire una visione condivisa della montagna del futuro: una montagna che mantenga la propria identità, che viva di dialogo e solidarietà, e che continui a essere un luogo di libertà e consapevolezza. 

 

 

Il presidente della Sat ha poi rilanciato il valore del turismo a passo d’uomo, un modello di fruizione più lento e consapevole, e ha richiamato il ruolo dei rifugi e dei bivacchi come “laboratori del limite, luoghi dove si misura ogni giorno l’equilibrio tra risorse e accoglienza". Infine, un appello al futuro: “La tutela non può essere separata dalla vita delle comunità. Il territorio deve poter essere custodito, ma anche abitato e vissuto. L’Excelsior che ci accompagna da oltre un secolo non è un invito a salire senza misura, ma a crescere con consapevolezza. La montagna non si conquista: si rispetta, si ascolta, si vive".

 

Presente ai lavori anche l'assessore provinciale alle politiche per la casa, patrimonio, demanio e promozione della conoscenza dell’Autonomia. "La Sat è un presidio vivo di valori, conoscenza, cura e cultura del territorio, un lavoro silenzioso ma essenziale che custodisce da oltre un secolo l’anima del Trentino", dice Simone Marchiori. "La vera sfida è trovare equilibrio tra la vivibilità per chi in montagna abita e la qualità dell’esperienza per chi la visita” sono state le parole dell’assessore.

 

L'assessore ha sottolineato come la sfida odierna non sia contrapporre tutela e sviluppo, ma trovare un equilibrio tra la vivibilità per i residenti e l’autenticità dell’esperienza offerta ai turisti: “Come nelle politiche per la casa, anche nel turismo serve garantire condizioni che permettano alle persone di restare nei territori, perché una montagna abitata è una montagna viva", evidenzia Marchiori. "Se perde i suoi abitanti, perde anche la propria identità: assicurare la possibilità di vivere e lavorare nei paesi di montagna è la prima forma di tutela ambientale e culturale. Promuovere l’Autonomia significa promuovere la cultura della montagna, l’autogoverno e la responsabilità collettiva, formando visitatori consapevoli che comprendano la montagna come un ambiente vivo, con limiti da rispettare. Non è un prodotto da consumare, ma un’esperienza condivisa tra residenti e ospiti, capace di generare valore e lasciare un segno reciproco. La parola chiave dev’essere consapevolezza: del limite, del valore e della responsabilità che comporta vivere e frequentare la montagna".

 

La riflessione è che la capacità di carico non può prescindere dalle politiche abitative e di coesione territoriale, "strumenti indispensabili per contrastare lo spopolamento e mantenere vive le comunità locali. Il turismo deve essere alleato della montagna, promuovendo un modello che valorizzi il patrimonio ambientale e sociale del Trentino", conclude Marchiori.

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