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Trento
20 ottobre | 20:40

Decalogo per un apres-ski "consapevole e sostenibile", la montagna "bellezza, cultura e rispetto reciproco". Tra i "rivoluzionari" anche SuperG (ma a Campiglio fu polemica)

“Dalla musica alla sicurezza, dalla cucina al paesaggio, nasce una rete di operatori che condividono un obiettivo comune", le parole di Andrea Baccuini, direttore artistico di Apreski Milano Mountain Show e Ceo di 5 Club, una "rivoluzione" parte anche da SuperG, format che ha acceso qualche discussione a Campiglio. La kermesse è stata anche l'occasione per alcuni riconoscimenti

MILANO. La montagna non è solo sport e ristorazione ma anche accoglienza, esperienza, cultura e rispetto per il territorio. Questo quanto è emerso nella giornata conclusiva di Apreski Milano Mountain Show. L'idea definita corale e trasversale nel panel “Che cos’è un Mountain Club?” moderato dal giornalista Andrea Guolo con la partecipazione dei gestori dei principali club d’altura italiani è di un manifesto del settore. Tra i "rivoluzionari" anche Super G, proposta che in val Rendena ha aperto qualche discussione. 

 

Un confronto tra Alexander Craffonara (Club Moritzino), Mauro Vendruscolo e Marco Donazzolo (InAlto Alfio Ghezzi Dolomites – Col Margherita), Patrick Dapunt (Piz Boè Alpine), Beppe Bonseri (Sunny Valley Kelo Mountain Lodge – Santa Caterina Valfurva), Andrea Baccuini (Super G), Markus Valentini (Utia Bioch – Alta Badia) per immaginare le linee guida del manifesto da perfezionare nel corso della stagione invernale.

 

Dalla musica alla sicurezza, dalla cucina al paesaggio, nasce una rete di operatori che condividono un obiettivo comune: rendere la montagna un luogo di bellezza, cultura e rispetto reciproco”, dice Andrea Baccuini nella sua duplice veste di direttore artistico di Apreski Milano Mountain ShowCeo di 5 Club, società con cui ha dato vita a diversi format nel mondo dell'après ski e della ristorazione in alta quota: Super G – Italian Mountain Club.

 

La proposta del Manifesto dei Mountain Club nasce per definire i principi di un nuovo modello di ospitalità alpina, "in cui possano convivere cucina di qualità, design, intrattenimento e sostenibilità", viene spiegato dai promotori. "Un approccio che mette al centro il valore della comunità, la formazione dello staff, la sicurezza e la tutela ambientale, che dovrà poi tradursi in un Decalogo dell’après-ski consapevole".

 

"Potremmo partire ispirandoci alle nuove linee guida approvate dal Comune di Courmayeur – aggiunge Baccuini – che stabilisce dieci punti chiave per garantire una forma di divertimento responsabile: licenze regolari, sicurezza e controllo, limitazione nel consumo di alcolici, tutela del territorio, rispetto dei lavoratori, gestione sostenibile dei rifiuti, formazione sul primo soccorso e servizi di trasporto sicuro. L’obiettivo è chiaro: favorire una convivenza armoniosa tra turismo, musica e ambiente, promuovendo un modello di après-ski evoluto e rispettoso, simbolo di un turismo di qualità".

 

Insomma, la "rivoluzione" parte anche da un titolare di Super G, formula finita al centro delle polemiche l'anno scorso tra musica a tutto volume, fuochi d'artificio, luci e attività per quanto proposto nella piana di Nambino (Qui articolo). Un'offerta che la prossima stagionale invernale si allarga con il ristorante e con il progetto di riqualificazione della Zangola (Qui articolo).

 

La cornice di Apreski Milano Mountain Show è stata l'occasione anche per assegnare il riconoscimento alla stampa ai migliori mountain club d'Italia 2025: vince AlpiNN by Norbert Niederkofler – Food Space & Restaurant, locale che si trova a quota 2275 e vi si accede con la cabinovia che sale dal parking di Riscone (tre chilometri a sud di Brunico, Val Pusteria).

 

Selezionati anche Club Moritzino (Alta Badia), Emilio Comici (Selva di Val Gardena), InAlto Alfio Ghezzi Dolomites (Col Margherita), La Loge du Massif (Courmayeur), Jimmi Hütte (Colfosco), Piz Boe Alpin Lounge (Alta Badia), Scotoni Hütte (San Cassiano), Super G (Courmayeur, Madonna di Campiglio, Cervinia, Cortina d’Ampezzo), Sunny Valley Kelo Mountain Lodge (Santa Caterina Valfurva) e Ütia Bioch (Alta Badia).

 

A comporre la giuria Andrea Guolo, presidente di giuria, scrive per Milano Finanza, Vogue e altre testate, ideatore e autore della Guida ai migliori beach club d’Italia; Jacopo Orsini, redattore de Il Messaggero, componente del consiglio direttivo di Gis (Giornalisti italiani sciatori); Chiara Maci, blogger, conduttrice tv, sommelier e consulente per aziende di food&beverage; Luca Castaldini, giornalista, in Gazzetta dello Sport dal 2000, si occupa principalmente di rugby, sci e alpinismo; Max Cassani, giornalista de La Stampa, specializzato in lifestyle e montagna; Giulia Zentilomo, giornalista di Mediaset, specializzata in lifestyle & motori; Tiziana Cosso Olivetti, founder e presidente di Della Classe, lifestyle editor per la testata americana Trend Privè Magazine; Giambattista Marchetto, giornalista freelance travel & hotellerie, wine & food, direttore Vinonews24; Valentina Graziosi, giornalista di Mediaset e collaboratrice della testata Sci Magazine; Marco Colognese scrive di cibo, vino, viaggi su Il Gusto di Repubblica, Reporter Gourmet, Identità Golose, Italia a Tavola; Carmen Rolle, giornalista e autrice di libri sul turismo; Fabio Bottonelli, giornalista specializzato in destinazioni sciistiche, collabora con Dovesciare, Bellitalia e ha un proprio sito-blog (Bestroutes.it); Chiara Caliceti, supervisor in Sec & Partners, del network internazionale SecNewgate, press & pr advisor per Apreski Milano Mountain Show, Giornalista e comunicatrice con la montagna nel cuore.

 

"E’ stato davvero stimolante mettere a confronto i protagonisti dell’ospitalità d’altura per definire insieme cosa rende davvero eccellente un Mountain Club. Un dialogo che ci ha permesso di cominciare a scrivere le prime linee guida che andremo a perfezionare nei prossimi mesi e che ispirerà anche editorialmente la costruzione della guida ufficiale dedicata ai migliori club di montagna italiani. Siamo partiti da una classifica tra i più riconosciuti locali in quota per arrivare a una conversazione tra visioni, esperienze e valori comuni”, conclude Andrea Guolo, giornalista e ideatore del progetto editoriale Best Mountain Club Italia.

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