La nuova Zangola a Campiglio punta sul format Super G, obiettivo aprire con la stagione invernale: "Un modello che accresce il valore dei territori"
E' stato presentato il progetto di riqualificazione della Zangola, storico locale a Madonna di Campiglio. La gestione è targata "Super G", il format ideato da Andrea Baccuini e Giacomo Sonzini, delle polemiche alla piana del Nambino: lì apre il ristorante "Meraviglioso"

CAMPIGLIO. Prende forma il progetto di riqualificazione della Zangola, storico locale che riaprirà i battenti con la stagione invernale 2025/26 con la nuova gestione firmata Super G, formula al centro delle polemiche l'anno scorso per la proposta alla piana di Nambino (Qui articolo). Ma non è l'unica novità attesa in val Rendena.
Il format è quello ideato da Andrea Baccuini e Giacomo Sonzini, fondatori di 5 Club, società proprietaria del brand mentre i lavori – a cura dello Studio Archidolomiti e dell’architetto Simone Colombo – sono già in corso e si concluderanno entro la fine di novembre.
"Ogni luogo ha le sue dinamiche e le sue sensibilità da rispettare", dice Baccuini. "E' per questo che per noi essere qui oggi è un momento di condivisione importante. Madonna di Campiglio ha un ottimo posizionamento sul mercato e rappresenta un’eccellenza nell’offerta turistica del nostro Paese. Ci tengo a ricordare che il format Super G, da noi ideato e sviluppato, è un modello che è stato pensato per accrescere il valore delle destinazioni turistiche, funge da vero e proprio volano economico con importanti ricadute positive in termini occupazionali e di sviluppo per i territori in cui operiamo. Dodici anni fa abbiamo inaugurato il primo Super G a Courmayeur, seguito nel 2024 da quello di Cervinia e dall’Arena di Madonna di Campiglio, e quest’anno, oltre alla Zangola, abbiamo in programma anche l’apertura a Cortina d’Ampezzo: quattro località iconiche delle Alpi di assoluto prestigio per il circuito turistico di alta gamma, anche internazionale”.
Oltre alla riapertura della Zangola, l’altra novità della stagione riguarda l’apertura del ristorante “Meraviglioso”, che si affianca all’Arena e all’esperienza après-ski e lunch open air.
"I numeri ci restituiscono con chiarezza la forza attrattiva della nostra località, che ogni inverno registra quasi 2,5 milioni di pernottamenti", le parole di Tullio Serafini, presidente dell'Azienda per il turismo Madonna di Campiglio. "Dietro a queste cifre, però, ci sono persone con esigenze e aspettative molto diverse e per restare competitivi e attrattivi si rende quindi necessario costruire un’offerta che sappia parlare a pubblici differenti, dando risposte diversificate e personalizzate pur in coerenza con la storia, le tradizioni e l’identità del territorio”.
Un progetto che sulla carta intende legare territorio e comunità. “Fin dalle origini, che si possono far risalire al 1228, la nostra comunità si è sempre distinta per la capacità di conciliare la vita rurale di gente di montagna con l’ospitalità e l’innovazione, avendo come obiettivo il bene collettivo", aggiunge Massimo Ferrazza, presidente di Asuc Fisto. "Nel ‘900, il simbolo di questa capacità è stata proprio la Zangola: nata come malga di pastori, che deve il suo nome alla tradizionale macchina per la fabbricazione del burro, dagli anni ‘60 ha saputo reinventarsi fino a diventare uno dei luoghi di ospitalità e intrattenimento più iconici di Madonna di Campiglio. Oggi, quindi, non possiamo che essere orgogliosi di questo progetto, che avrà un impatto positivo sul territorio e restituirà alla comunità uno dei suoi punti di riferimento in una chiave nuova, contemporanea e sostenibile”.
Il nuovo progetto, presentato nei dettagli dagli architetti Gino e Emiliana Pisoni di Studio Archidolomiti e dall’architetto Simone Colombo, che ha curato l’interior design, intende mostrare un’attenzione particolare per il design sostenibile, l’acustica e il comfort, e trasforma la Zangola in uno spazio serale polivalente dedicato all’after dinner, che potrà ospitare anche dj set e performance dal vivo.
“Lavorare su Zangola è stato un gesto di restituzione. Un progetto che rispetta il passato adattandolo ad un pubblico contemporaneo. Lo spazio è bello, funzionale, modulare e pensato per accogliere performance quotidiane e generare relazioni. Nasce per gemmazione dalla malga storica creando un triedro di vetro, legno e granito molto evocativo, nella sua purezza, dell’architettura alpina”, continuano Gino e Emiliana Pisoni mentre Colombo prosegue: "Per gli interni ho unito materiali alpini tradizionali e linguaggio contemporaneo, progettando in equilibrio con il contesto, la storia, l’evoluzione di usi e costumi e dei modelli comunicativi. Luce e musica sono stati i miei key points, capaci di trasformare lo spazio nelle diverse fasi della giornata senza modificare l’approccio al contesto. Il mio obiettivo: creare un luogo da vivere e ricordare”.
Per garantire un’efficace gestione dei flussi turistici e la soddisfazione dei visitatori è "fondamentale investire nella diversificazione dell’offerta e nell’innovazione dei servizi. La sinergia tra le diverse realtà del territorio, la collaborazione tra gli operatori e la valorizzazione delle professionalità del settore sono la chiave per offrire standard qualitativi sempre più elevati e affrontare con fiducia le sfide della montagna”, dichiara Bruno Felicetti, direttore generale delle Funivie Madonna di Campiglio, quindi Giuseppe Corradini, assessore al turismo del Comune di Pinzolo, conclude: "Mi fa piacere portare il saluto del Comune a imprenditori che stanno investendo risorse ed energie su Madonna di Campiglio, una destinazione che continua a crescere e rafforzarsi dal punto di vista turistico. Sono particolarmente felice che questi investimenti restituiscano vita a uno dei luoghi simbolo di Campiglio, riportandolo alle sue origini: la Zangola era nata come ristorante e piano bar, punto di ritrovo per residenti e ospiti. Corsi e ricorsi storici, quindi: credo che oggi sia un grande valore fermarsi, recuperare quella ‘montanità’ e quello spirito autentico che il ritmo frenetico del nostro tempo rischia di cancellare. Reinterpretare ciò che ha reso grande Campiglio significa riscoprire, in chiave contemporanea, la nostra personale ‘dolce vita’”.












